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Perché Mario Draghi sarà il nuovo Presidente della Repubblica Italiana

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Presidente del Consiglio prof. Mario Draghi

Perché Mario Draghi sarà il nuovo Presidente della Repubblica Italiana

A mio parere il prossimo Presidente della Repubblica sarà Mario Draghi. Non che faccia i salti di gioia, soprattutto perché è l’uomo dei grandi gruppi finanziari mondiali; della moneta a debito; del Britannia. Ma per mancanza di alternativa nazionale con pari competenza e autorevolezza internazionale.
E’ sempre stato un carrierista senza scrupoli. La sua storia lo dimostra. Laureato alla Sapienza, specializzato al MIT si è sempre allineato alla linea di potere. Ha studiato con Federico Caffè per poi lasciare il gruppo (di lui dice Galloni: “Era il migliore di tutti noi. Poi un giorno Caffè mi avvicinò confessandomi che Draghi aveva tradito per  prender parte ai gruppi neoliberisti”). Nominato nel 2005 Governatore della Banca d’Italia, è direttore generale del Ministro del Tesoro chiamato da Guido Carli, Presidente del Consiglio Giulio Andreotti. Va alla Goldman Sachs e poi viene nominato Governatore della BCE.
Nominato nel 2021 Presidente del Consiglio da Mattarella. Sapeva che nel 2022 ci sarebbe stata l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Il passaggio a Palazzo Chigi era il boccone amaro per il Colle del Quirinale.
Così come Mattarella ha nominato Draghi, (sentito il parere dei partiti) presidente del Consiglio, nulla vieta che Draghi da Presidente della Repubblica nomini, una persona di sua fiducia a Presidente del Consiglio con la stessa maggioranza parlamentare fino a scadenza legislatura che ad oggi lo sostiene. Sarebbe oggi sostenibile la caduta di Governo, con nuova tornata elettorale?
Chi farebbe saltare il Governo con il benestare di Draghi? Nessuno! O sarebbe difficile da immaginare oggi. Infatti non si elegge solo il Presidente della Repubblica, ma pure quella del Presidente del Consiglio. E chi se non Draghi garantirebbe la continuità dopo il 2023? E’ l’ultimo walzer di Draghi con gli italiani e lo vorrà condurre fino in fondo. Se non va al Colle , politicamente è finito. Gli rimangono però gli incarichi internazionali. 
Da Presidente della Repubblica sarebbe irremovibile fino al 2029. Indirebbe le normali consultazioni elettorali politiche nel 2023. Potrebbe gestire da supervisore il PNRR e sarebbe garanzia per l’Italia in UE e a livello internazionale. Pur non avendo visto con Draghi un cambiamento sul piano politico sociale (la povertà è aumentata), per essere realisti, questa è l’unica via maestra da seguire per l’Italia. Andare a scadenza con Draghi al 2023 come Presidente del Consiglio, sarebbe un disastro politico. Per avere stabilità governativa, Draghi deve andare al Quirinale. E penso sia pure il pensiero non dichiarato di Draghi e dei centri di potere. Il problema sarà il dopo Draghi nel 2030 e di cosa sarà rimasto dell’Italia. Sette anni sono tanti, ma insufficienti per formare una nuova classe dirigente autorevole, competente e credibile.
Sergio Marchionne: “Rimanete ambiziosi nei vostri obiettivi, perché rassegnarsi a una vita mediocre non vale mai la pena”.
Presto saremo tutti solo dei consumatori senza alcuna abilità a cui daranno una paghetta di sopravvivenza per consumare i loro prodotti. E il ciclo infernale si chiude. Dalla nascita alla morte saremo preda solo dei loro consumi pagati per fare questo, dopo aver perso ogni abilità e ogni nazionalità, unitamente alle radici familiari e religiose.
Non sappiamo più far di conto, non sappiamo più scrivere, senza tastiera la nostra scrittura è ridicola. La tecnologia ci ha fatto regredire personalmente, aumentato il nozionismo e disperso l’approfondimento. Finché non ci riabiliteremo come un’unica piattaforma di rinascita umanitaria. Altrimenti saremo ridotti a cinesi o a inutili zombie naviganti in rete, pagati per esserli. (Parma, 10/12/2021, aggiornato il 15/12/2021)
Luigi Boschi