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Torino,divieto di fumare a meno di 5 metri dagli altri, cambiano le regole nei luoghi aperti

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Bravi. Un buon inizio prima di arrivare al divieto di fumo anche all’aperto. Il fumo non si contiene a una distanza di 5 metri. LB
RAPHAEL ZANOTTI

Il Comune di Torino ha approvato una modifica del regolamento di polizia urbana che prevede lo stop, senza esplicito consenso, all’uso di sigarette, sigari, pipe, tabacco riscaldato, ogni prodotto di combustione e sigarette elettroniche

mportanti novità, a Torino, per fumatori e non fumatori. Il consiglio comunale ha appena approvato una modifica del regolamento di polizia urbana che vieterà di fumare o svapare nei luoghi aperti a meno di cinque metri da altre persone. La proposta di modifica è stata presentata dal consigliere Silvio Viale e ha ottenuto l’approvazione di 21 consiglieri con due astenuti e nessun contrario.

Cosa prevede il divieto

La modifica introduce una lettera V al regolamento di polizia urbana 221 che istituisce il divieto di «fumare in ogni caso in presenza di bambini o di donne in gravidanza e in ogni luogo all’aperto a una distanza inferiore di cinque metri da altre persone, senza il loro esplicito consenso; il divieto di fumare riguarda sigarette, sigaro, pipa, tabacco riscaldato, ogni prodotto a combustione e le sigarette elettroniche».

Le altre città che vietano il fumo

Torino non è la prima città a introdurre questo genere di divieti. In realtà altre città italiane ed europee hanno previsto delle limitazioni sulla scorta degli ultimi studi scientifici e di una mutata sensibilità nei confronti della libertà tanto dei fumatori quanto dei non fumatori.

A Milano, per esempio, il divieto è stato introdotto il 19 gennaio del 2021 e riguarda le aree aperte e un raggio di dieci metri (nel 2025 sarà esteso a tutte le aree pubbliche, mentre adesso è limitato a fermate dei tram, parchi, stazioni, cimiteri, stadi e oratori). Pochi mesi dopo, dal 21 marzo 2021, un’ordinanza simile è stata emessa anche dal Comune di Modena. Si prevede un divieto al consumo di sigarette anche elettroniche nei luoghi pubblici.

A giugno, sempre del 2021, si è accodata anche Volano, una cittadina del Trentino che ha lanciato il progetto Volanonfuma. Sparsi per la città ci sono cartelli che vietano, pena una sanzione da 25 a 250 euro, il fumo all’aperto in prossimità di luoghi sensibili. Ad esempio davanti alle scuole e ai centri sportivi, all’interno dei parchi comunali e presso le fermate dei mezzi pubblici. Divieto anche in spiaggia per gli 8 km di arenile di Bibione, dove dal 2019 è vietato fumare sotto l’ombrellone. Si può accendere una sigaretta nei chioschi dove non c’è un divieto e nelle aree dedicate. A Torino era già presente un divieto nelle aree gioco per i bimbi.

Viale: “Una questione culturale e di salute”

Per Silvio Viale si tratta di «una questione culturale e di rispetto fra le persone. Quella di allontanarsi quando si fuma è una cosa che si fa già per buona educazione, ma il regolamento contribuirà alla riduzione dell’impatto del fumo, che rimane la principale causa di patologie mediche e oncologiche e favorirà un consumo più consapevole». Per il consigliere dei Radicali la misura potrà anche migliorare la piaga dell’abbandono dei mozziconi. 15 Aprile 2024

Fonte Link: lastampa.it