Umberto Maestroni il killer della sessualità per gli uomini
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Umberto Maestroni il killer della sessualità per gli uomini
con la complicità della direzione dell’Ospedale anche di Massimo Fabi ex direttore Generale, ora Assessore regionale!! E’ così che si fa strada nella sanità pubblica, pensando solo a se stessi, ai risultati di minor spesa della struttura, garantendosi delle sensibili percentuali remunerative, più che della qualità sanitaria per i pazienti, con la carriera garantita magari con l’aiutino del partito.
Smettano all’Ospedale di Parma di operare l’adenoma prostatico con la Turp (Resezione Transuretrale della Prostata) o la Thulep (enucleazione prostatica con laser a Tullio, quest’ultima in leasing con utilizzo una volta al mese dall’ospedale San Donato), che a insaputa dei pazienti, senza un vero consenso informato (ossia un documento in cui siano scritte dettagliatamente le complicanze secondarie all’intervento, in modo che il paziente possa decidere adeguatamente informato e sottoscriverlo, ma non lo fanno, vi sottopongono soltanto una indicazione all’intervento che vi fanno sottoscrivere, per togliersi vergognosamente ogni responsabilità, mentre sono perfettamente consapevoli che vi toglieranno per sempre la fertilità, e molta sessualità, ossia non avrete più la eiaculazione anterograda, ma solo retrogada, è nella letteratura scientifica, non solo, una volta fatto l’intervento, non avrete più la possibilità di riaverla, non ci sono cure o terapie per ripristinarla), rendono sterili e sessualmente meno potenti tutti gli uomini. E poi si parla di diminuzione delle nascite!! Ci sono dei killer per la virilità nel reparto urologico del primario Maestroni a Parma. A 50 anni vi considerano non più fertili e in decadenza sessuale. Quindi non hanno remore a operare senza preservare e porre attenzione alla qualità sessuale di un uomo. Eppure la possibilità di poterla mantenere esiste, si chiama Aquabeam, rappresenta un’opzione innovativa, sicura e minimamente invasiva.
L’Aquabeam è un sistema chirurgico robotizzato che utilizza un getto d’acqua ad alta pressione per rimuovere in modo selettivo e preciso il tessuto prostatico in eccesso, senza danneggiare le strutture circostanti, come i nervi responsabili della funzione sessuale o lo sfintere urinario.
La tecnologia si basa sull’idrodissezione robot-assistita e viene eseguita sotto guida ecografica in tempo reale.
Uno degli urologi che la esegue è a Padova il prof Walter Artibani (segretario generale Società italiana di Urologia) che esegue la rimozione dell’adenoma prostatico (IPB) con il “laser ad acqua guidato dal robot” (idroablazione)[Link video] e viene garantita la eiaculazione anterograda. A Parma con il metodo Maestroni, ve la tolgono per sempre e lui ne è consapevole che vi procurerà un danno permanente. Ma non ve lo dice prima!! e così tutto il suo staff. Tacciono su questo aspetto. E agiscono nella sicumera degli impuniti. (Pensare che è divenuto primario per aver portato a Parma l’intervento con la thulep è indicativo della qualità sanitaria). Per quale motivo una struttura pubblica in una città importante dell’Emilia Romagna, per una malattia così diffusa (colpisce oltre il 50% degli uomini sopra i 50 anni e arriva a interessare circa l’80-90% degli uomini oltre i 70 anni), non è dotata delle migliori tecnologie di intervento? Addirittura si prendono in leasing insieme a un altro ospedale. Eppure l’ex direttore generale Massimo Fabi è divenuto Assessore Regionale per le politiche per la salute. Anche lui agisce con la sicumera dell’impunito. Antepone le minori spese, alla qualità sanitaria.
Se la Giustizia non tiene conto dei risultati della letteratura scientifica e delle relazioni medico legali, nel valutare chi è responsabile nell’effettuare operazioni chirurgiche sapendo dei danni che avrebbe causato con il suo intervento (come l’urologo, non poteva non sapere!), indipendentemente dalla accettazione all’intervento su un modulo prestampato (non informativo), dando per scontata la conoscenza degli esiti, facendolo divenire, addirittura responsabile (con addebito di una enormità di spese processuali), siamo di fronte alla palese caduta del principio di fede nei confronti della Giustizia, viene a cadere l’azione del diritto su cui si basa la nostra società democratica. L’ingiustizia la fa da padrone!! Non è il paziente che deve sapere, ma l’urologo prof. Maestroni e il suo staf che devono informare compiutamente, ed evitare ogni iniziativa chirurgica che crei menomazioni permanenti, sapendo che non sarebbero state accettate. I giudici non possono posporre la responsabilità, facendola cadere sul paziente. E’ inaccettabile che una sentenza non risponda all’istanza dell’avvocato di chi ha subito un danno. È il chirurgo che sapeva e doveva agire di conseguenza, con dettagliate informazioni sulle conseguenze prima di intraprendere qualsiasi intervento che avrebbe comunque generato una menomazione permanente. Ma quale Giustizia è mai questa che non sa riconoscere la responsabilità di chi ha compiuto un danno all’insaputa di chi lo ha subito. Un’altra vergogna della malagiustizia italiana. (30/06/2026)
Luigi Boschi







