LA VITA STA CAMBIANDO PELLE: SOCIALBLOG DI OPINIONI INFORMAZIONI E RUBRICHE SU PARMA, TEATRO, CULTURA, MUSICA, VEGETARIANESIMO, VEGANESIMO, ANIMALISMO, ARTE, COSTUME E SOCIETÀ, POLITICA, MONETA.
Home Blog Pagina 3209

PARMA FUTURO

0
Quale cambiamento sociale si genererebbe in questa città, in questa provincia, se si viaggiasse a idrogeno, se si usassero fonti rinnovabili, se i rifiuti fossero trasformati in materiale inerte e in energia a zero emissioni, se si esercitasse la pratica della bioedilizia, se il trasporto collettivo fosse prioritario, qualitativo e sistemico, se ci fosse un pensiero progettuale integrato delle reti biotecnologiche, se ci fosse una reale mobilità culturale ambientale. Voi pensate che tutto questo sia un progetto utopico? No, non lo è. Forse oggi è utopico sostenere il contrario! Io penso che ciò sia politicamente sostenibile, scientificamente praticabile, economicamente vantaggioso. E’ un cambiamento di rotta che i politici devono sostenere: Parma, così come altre città, dovrebbe divenire luogo di ricerca e innovazione, dove non si pratica il decorativismo, ma il coraggio e la sperimentazione. Questo è il nuovo corso politico: sostenere l’impresa culturale. Ecco allora che l’Osservatorio Territoriale Scientifico diviene strategico, per la governance, indispensabile in una società ad alta riflessività, risultato della crescente complessità per l’indirizzo scientifico assunto dall’Occidente. Se le nostre civiltà vogliono dialogare col mondo, devono essere credibili e sostenibili. Il decadimento attuale non a caso coincide col degrado ambientale, con la distruzione delle risorse energetiche.

RIFIUTI E ENERGIA

0

Non mi addentrerò in aspetti tecnici, non ne ho le competenze, cercherò invece di ipotizzare indirizzi strategici per la politica e l’amministrazione di questo territorio. E’ la politica, infatti, che deve valorizzare il pensiero scientifico, fonte, per ricaduta, del processo economico e di capitale cognitivo diffuso. Se trasformare energia significa passaggio da uno stato ad un altro, in politica, occuparsi di energia è pensare a modelli eticamente sostenibili e renderli praticabili. Il nostro movimento si è sempre adoperato per liberare energie represse, saperi sepolti, progettualità utopica. Potenzialità spesso considerate marginali, depotenziate volutamente, ridotte, a volte, a rifiuti. Si preferisce d’altra parte l’energia immediata, quella economico finanziaria, l’energia pronta da bruciare, capace di generare grandi ricchezze concentrate e rilasciare rifiuti sottoforma di povertà incrementali distribuite nel mondo.

WELFARE

0
Nella complessità sociale crescente, nell'incremento della povertà nei Paesi cosiddetti evoluti, nella velocità dei cambiamenti radicali determinati dalla società della tecnica, si creano difficoltà crescenti che le attuali Istituzioni non sono più in grado di gestire. Lo Stato deve rigenerarsi, trovare in particolare nell'ambito sociale una nuova identità, deve modificare la sua capacità di intervento affinché le persone non siano dei beneficiari passivi, ma soggetti attivi nel miglioramento del proprio benessere, posto che vi sia uno Stato e leggi che lo tutelino. Non si tratta semplicemente di riformare il sistema sociale, ma di creare una nuova società di welfare, nella quale le Istituzioni sono attori a fianco di nuove organizzazioni di mutuo sostegno, alla famiglia, alla persona e al settore del volontariato; Istituzioni che offrano maggior aiuto, rimanendo flessibili, per rimetterci in piedi quando cadiamo, per ridarci fiducia nel disagio. L'assistenzialismo generico, spesso non qualificato, è produttore di assistiti patologici, generatore di una vera e propria catena di povertà in cui l'elemosina diviene lavoro; persone ridotte a strumento per la sopravvivenza dei servizi collegati: tutto ciò si chiama pratica di degrado collettivo sociale con cui si alimenta il clientelismo politico. Bisogna prevenire la dipendenza anziché perpetuarla e aiutare la persona a recuperare la dignità perduta.

CASA

0
Una città infelice è una città depressa senza futuro, incapace di esprimere il proprio potenziale. La prima casa è il luogo indispensabile dove coltivare la propria felicità. La prima casa, un bene primario, un diritto sociale, un problema crescente anche nel nostro territorio e che si manifesta in tutta la sua drammaticità. Il problema abitativo è una discriminante fondamentale per la definizione della qualità di civiltà di un territorio. Politica della prima casa che non può non rientrare nel nuovo indirizzo di welfare e dei diritti sociali. Il crescente disagio sociale relativo alla mancanza di abitazioni idonee ad accogliere persone, famiglie, nuclei conviventi, studenti a costi contenuti sta divenendo una esigenza primaria della società post industriale. Un problema di politica sulla prima casa a cui si deve porre mano con urgenza: ai livelli di affitto insostenibili per le retribuzioni presenti, si aggiungono difficoltà di acquisto per i redditi da lavoro, le necessità di alloggio a costi contenuti per gli studenti, gli anziani le minoranze etniche e per i profughi di guerre. Si è passati dalla casa per la persona, alla finanza della casa in cui l'individuo è complemento strumentale, chiamato ad alimentare, con contributi a volte vessatori, il massacro territoriale, una cementificazione spesso senza qualità. Un problema che coinvolge anche il nostro territorio, in modo marcato, non più differibile, ma anzi necessita di una seria volontà di impegno politico affinché il contesto cambi radicalmente. Vi sono esempi nel mondo anglosassone da cui apprendere, così come credo esistano capacità e risorse locali per affrontare seriamente il problema prima che esploda e degeneri.

Qualità urbanistica e politica sulla prima casa a Parma

0

Relazione di Luigi Boschi al work shop tenuto presso l'Aula dei Filosofi Università di Parma 10/04/2003

Dio è morto... No è risorto

Giorni fa un conoscente mi ferma e mi chiede:

-perché hai così poche persone con te?

Gli rispondo:

-preferisco coltivare idee e progetti; sono le idee che muovono il mondo. Le persone dovrebbero partecipare a dar valore alle idee, non adoperarsi per il culto della persona, ciò che oggi invece accade. Questo però è imbarazzante, difficoltoso, perché ti porta allo scontro con i poteri costituiti che non amano né gli innovatori, né le innovazioni. E bisogna avere coraggio per farlo, non tutti sono disposti a rischiare la loro micca quotidiana!

Il suo sorriso assenso come risposta mi era bastato.

a) Qualità urbanistica

Le città che si pongono un ruolo Europeo, con o senza Authority, preferibile che vi sia, non possono vivere di economia nostalgica o sul segno del passato. Sono città che devono avere, devono trasmettere un senso, avere l'energia dell'orientamento. I falsi orizzonti sono come le speranze disattese, traducono i sogni, in illusioni. Progettare il nostro territorio significa avere sogni e capacità per tradurli in realtà. Le Istituzioni devono essere pronte all'ascolto, alla valutazione di fattibilità. L'urbanistica è quel sapere che può orientare la nostra speranza di vivere e convivere in un contesto desiderato, in città, luoghi, paesaggi ricchi di luce propria.

CITTA’ CEMENTO

0
Dobbiamo generare ambienti intelligenti, distribuiti, accessibili. L'edilizia abitativa e speculativa devono coesistere in un piano strategico qualitativo di cultura urbanistica. Il territorio, invece, è spesso, forse, stuprato da una cementificazione speculativa. Lo sviluppo urbanistico di questa città è mediocre, manca il coraggio di una architettura innovativa, manca il disegno strategico della città e lo sviluppo della sua identità. Il patrimonio storico ereditato non è valorizzato dal piano urbanistico prodotto in cui è palese l'assenza di un progetto qualitativo.

DIGITALCITY E I TIRANNOSAURI

0

"Il tramonto che porta verso la civiltà della tecnica passa attraverso il grigiore crescente della fase in cui si sta lasciando il vecchio, ma il nuovo non è ancora maturo. Oggi viviamo visibilmente circondati dall'ottusità, dalla volgarità e dalla superficialità, che però non stanno sospese nel vuoto, ma sono i parassiti delle ideologie al tramonto e delle forme immature che la maturazione della nuova forma di civiltà toglie di mezzo. L'"ottimismo" riguarda comunque la capacità del processo in atto di arrivare alla meta, alla configurazione matura della civiltà della tecnica." (Emanuele Severino)

Era il 1996 quando inviavo al Sindaco Lavagetto il progetto per la digitalizzazione del territorio:
-Qui siamo ancora all’era primitiva, mi rispose.
Era il 1997 quando editavo in rete:
-Skenet, il teatro on line, 56 teatri italiani recensiti, 20 stagioni estive, 2000 rappresentazioni di calendario tra prosa, lirica, concertistica. Prima rivista italiana in internet sul teatro;
-Cibusroads, portale alimentare e guida gastronomica on line: 60 città italiane, 7000 luoghi;
-Sokrates, rivista socio-filosofica a tema. Links da diverse università e numerose e-mail;
-Parmaonline, informazione e opinioni. Un modo per comunicare nel mondo la nostra civiltà.
La risposta a queste comunità virtuali, all’investimento in innovazione, allo sviluppo del capitale cognitivo del luogo fu: ostruzione, boicottaggio, saccheggio!
Era l’8 giugno 1998 quando consegnavo personalmente la proposta di progetto pilota per lo sviluppo del comune on line al neo eletto Sindaco Elvio Ubaldi: fu uno sparo nel vuoto!
Era l’autunno del 1998 quando presentavo al Comune di Parma e alla Fondazione Verdi il progetto “Festivalverdi.it”, la comunità virtuale della musica:
-dimentica, mi fu detto, è cosa d’altri!

E-GOVERNMENT

0

Il prossimo 20 aprile ospiteremo un convegno del Forum della Pubblica Amministrazione e della Provincia di Parma su "e-government". Era l'8 giugno 1998 quando consegnavo personalmente la proposta di progetto pilota per lo sviluppo del comune digitale al neo eletto Sindaco Elvio Ubaldi; fu uno sparo nel vuoto! Così gli scrivevo.

"L'ingessatura degli apparati burocratici necessita un ridisegno globale che non passa solo dall'informatizzazione dei dati, ma da uno sviluppo organico e dinamico dei flussi informativi. Necessità interne e richieste esterne richiedono un indirizzo verso una pubblica amministrazione trasparente e efficiente. Le reti civiche, che erogano servizi info-telematici alle persone e alle organizzazioni, sono e costituiscono l'occasione storica per la ristrutturazione degli Enti locali, contribuendo a garantire i diritti di informazione e di partecipazione dei cittadini ai processi decisionali.

Troppo spesso però i community network scontano il limite di essere basati su logiche autoreferenziali e obsolete, tipiche delle organizzazioni operanti off line.

SOCCORSO PRONTO A PARMA

0

Parma è un territorio vocato alla lunga conservazione, ne ha fatto una cultura di eccellenza, a cui nemmeno il pronto soccorso può sottrarsi. C'era la pasta fresca e l'hanno fatta secca a lunga conservazione. C'era il latte fresco e hanno inventato l'UHT a lunga conservazione, addirittura se non ha 20 giorni non è fresco! C'erano le verdure, la frutta fresca e ne han fatto conserve e succhi. Non dispiace inoltre conservare congelando e surgelando, anche per conto terzi. Ci sono poi i salumi tipici, a lunga conservazione ovviamente. Il re dei formaggi, minima conservazione due anni. Un territorio ricco di ambienti a lunga conservazione anche il carcere di massima sicurezza con Pazienza. Fiere specializzate nell'esposizione della conservazione: dall'antico al modernariato. Vorreste che il Soccorso presso l'Ospedale fosse pronto? No, impossibile, non appartiene al DNA cittadino: c'è il soccorso, si, ma a lunga conservazione, sai quando entri, da paziente, ed esci, pronto, solo quando sei divenuto impaziente. La tradizione, se c'è, la conservi, in tutto.

INFERMIERI A PARMA

0

Vorrei far presente alla città il disagio che da tempo si riscontra nel personale infermieristico dell'Ospedale di Parma. Gli elevati ritmi di lavoro delle unità di reparto e l'esiguità del personale sono segnali preoccupanti, che devono far riflettere per una vera qualità del servizio sanitario pubblico. L'ultimazione del reparto di lungo degenza presso il Rasori, ad esempio, non può entrare in funzione proprio per la mancanza di infermieri. L'elevato costo della vita presente nella nostra città, e in particolare il caro affitti praticato, rendono difficile il reperimento di personale, o ancor peggio causa una instabilità residenziale che significa perdita di abilità e professionalità. E' possibile continuare a dimenticare o far finta di non sapere? Si questa città lo fa. Un lavoro, quello dell’infermiere svolto costantemente in un ambiente difficile, di malattia, di sofferenza, di morte in cui si presentano tutte le patologie del bisogno. C'è una certa missione in ognuno di loro consapevole o inconsapevole, c'è un darsi per alleviare le sofferenze che deve trovare in tutti noi di Parma una sincera gratitudine. Invece spesso queste persone e ragazzi, perché spesso tali sono, e quindi con una esigenza anche di vita propria legata all'età, vengono da noi messi in situazioni di disagio economico, privandoli delle condizioni per la necessaria rigenerazione personale. E’ possibile avere infermieri preparati, disponibili, pronti a trasmettere serenità al paziente che soffre, che attendono al nostro bene più prezioso, la salute, proponendo loro condizioni di disagio? Penso, che il personale paramedico, infermieristico e di servizio debba agire in un ambiente adeguato per garantire una qualità di vita e di assistenza al malato che senza un organico capace e qualificato verrebbe meno.

QUALITA’ URBANISTICA E POLITICA PER LA PRIMA CASA

0

I cambiamenti della città nelle mutazioni strutturali e infrastrutturali costituiscono l’habitat in continuo divenire che condiziona e determina la qualità di vita, lo sviluppo economico, la relazione geografica, il carattere e le specifiche del luogo.

Esiste poi il problema abitativo, discriminante fondamentale per la definizione della qualità di civiltà di un territorio. Politica della prima casa che non può non rientrare nel nuovo indirizzo di  welfare. 

Salute, casa, lavoro, cultura, ambiente costituiscono i fondamenti del grado di qualità di un contesto, un insieme strutturato determinante per lo sviluppo della personalità, del carattere individuale e collettivo.

GUERRA O PACE?

0
Guerra è morte. Guerra è violenza. Guerra è distruzione. Non c'è dignità se c'è guerra. Non c'è umanità se c'è guerra. Dove c'è guerra non c'è politica.

Non c'è Istituzione se c'è guerra, non c'è Stato se c'è guerra. Eppure sono gli Stati che dichiarano la guerra! Nel sangue e nella guerra sembra che gli Stati si rivitalizzino. Oggi non c'è più una guerra di campo, in trincea, ma un genocidio. L'uomo, un potenziale cadavere senza significato!

Molti gridano Pace e coltivano la guerra anche inconsapevolmente, anche coi loro consumi quotidiani, anche col loro linguaggio, anche col loro comportamento. Quando si esclude dal dialogo, quando si distruggono volutamente, consapevolmente uomini, famiglie, culture, quando si emarginano saperi, intelligenze, quando si pratica il potere arbitrario, quando si deprimono le diversità, quando si coltiva il discredito, la lottizzazione, il malaffare, le tangenti, le corruzioni, lo sfruttamento, la disperazione, lì si annidano le culture della guerra, dell'odio, del terrorismo. Lì c'è lo Stato delinquenziale di cui destra e sinistra in tutto il mondo si nutrono, in una gara al primato nella globalizzazione economico-finanziaria.

Non c'è guerra laddove c'è ascolto, comprensione, tolleranza, cultura, libertà, condivisione, partecipazione, rispetto, valorizzazione. Non c'è guerra se c'è verità. Eppure si coltiva il sopruso, la soprafazione!

Parmigiani e Parmigianino

0

Parmigianino, un altro artista sofferente, perseguito dai fabbriceri, costretto ad abbandonare Parma, tanto da voler essere sepolto al di là del Po a Casalmaggiore. Qualche secolo dopo Verdi; simile trattamento, analogo epilgo. Oggi questa città ne propone la celebrazione dell'artista, usufruisce dei finanziamenti pubblici e dei positivi ritorni territoriali, probabilmente senza riconoscerne collettivamente il vero valore. Forse lo stesso Parmigianino ha voluto vendicarsi e da esperto alchimista ha usato una sua magia per far sì che le cose nel giorno della celebrazione del suo cinquecentenario, non andassero come i promotori avrebbero sperato.

Domande al centrosinistra

0
Vorrei intervenire nel dialogo politico, perché da tempo continuo a non capire certe cose, e soprattutto continuo a non aver risposte.

a)      Se l'informazione è determinata dalla pubblicità, perché la sinistra nei suoi anni di governo non ha sostenuto e prodotto un'informazione pubblica radiotelevisiva, stampa e internet, senza pubblicità? Se il sistema pubblico non sa generare una informazione indipendente e libera, una editoria cosiddetta pura, dovrebbe pensarci il capitale privato? Nell'era della comunicazione, siamo ancora veramente in un sistema democratico quando uno Stato non è capace di garantire questo ai suoi cittadini?

b)      Come mai la sinistra in cinque anni non ha legiferato per eliminare il conflitto di interessi? Prodi prima, D'Alema poi, Amato in ultimo non credo siano degli sprovveduti. Qual è stata la contropartita mai dichiarata? Non posso credere alle dichiarazioni di errore politico per rispetto agli statisti.

c)      Ci si lamenta della riforma Moratti sulla scuola, forse a ragione, ma durante il governo di centro sinistra la riforma di De Mauro non fu fortemente contrastata da tutto il corpo docente? E quella Berlinguer poi? Godevano forse di miglior condizione economica gli insegnanti, come invece sarebbe giusto che lo fossero, nel governo di centro sinistra?

d)      Ci si lamenta dei tagli sulla ricerca, da tutti i governi  sempre trascurata purtroppo e causa oggi della nostra precaria economia; era forse sostenuta in modo consistente, dal governo di centro sinistra? L'esodo di cervelli è forse il risultato dell'ultimo anno e mezzo di governo del centro destra?

La Shoah ebraica è storia ed è verità pure di oggi

1

La Shoah ebraica è storia ed è verità. Anch’io vorrei ricordare questa tragedia umana nel Giorno della Memoria.
Primo Levi
: "Avevamo deciso di trovarci, noi italiani, ogni domenica sera in un angolo del lager, ma abbiamo subito smesso, perché era troppo triste contarci, e trovarci ogni volta più pochi, e più deformi e più squallidi…”
“Tutti sanno che i centosettantaquattromila sono gli Ebrei italiani: i ben noti ebrei italiani, arrivati due mesi fa, tutti avvocati, tutti dottori, erano più di cento e già non sono che quaranta, quelli che non sanno lavorare e si lasciano rubare il pane e prendono schiaffi dal mattino alla sera; i tedeschi li chiamano (due mani sinistre), e perfino gli ebrei polacchi li disprezzano perché non sanno parlare yiddisch…”

“Noi abbiamo viaggiato fin qui nei vagoni piombati; noi abbiamo visto partire verso il niente le nostre donne e i nostri bambini; noi schiavi abbiamo marciato cento volte avanti e indietro alla fatica muta, spenti nell’anima prima che della morte anonima. Noi non ritorneremo. Nessuno deve uscire da qui, che potrebbe portare al mondo, insieme col segno impresso nella carne, la mala novella di quanto, ad Auschwitz, è bastato animo all’uomo di fare dell’uomo.”

La Shoah è la prepotenza dell’ignoranza sulla cultura. Di cosa è capace l’ignoranza cieca. Il Giorno della Memoria, ascoltiamo i politici con il loro intervento, spesso senz’anima, purtroppo. La retorica non deve, non può sostituire la tragedia.

Traduci