LA VITA STA CAMBIANDO PELLE: SOCIALBLOG DI OPINIONI INFORMAZIONI E RUBRICHE SU PARMA, TEATRO, CULTURA, MUSICA, VEGETARIANESIMO, VEGANESIMO, ANIMALISMO, ARTE, COSTUME E SOCIETÀ, POLITICA, MONETA.
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UN PIAZZALE SENZA PACE

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Diderot: “l’uomo ha non solo il diritto ma il dovere di essere felice”. Piazzale della Pace, il cui nome suona come una presa in giro dopo i costosi litigi progettuali che hanno portato a realizzare il prato più caro del mondo, si dice 70 miliardi, ritorna dopo un periodo di relativa calma a innescare uno scontro, questa volta tra i frequentatori del prato, gli amministratori, gli abitanti dei paraggi. Un ritorno alle origini inquiete! Presto in arrivo divieti, nuovi impianti di illuminazione, pattuglie, si dice. Nuovi appalti!

Un prato da vedere, ma non da toccare, mi sembra francamente ridicolo! La maleducazione dei singoli non è da confondere con le nuove modalità abitative del luogo riportato finalmente a uno spazio vivibile. Da tempo osservavo, passando la sera, la vita che questa piazza stava gradualmente avendo e assorbendo, le modalità di animazione, che rendevano un luogo vivo dopo decenni di desolante, polveroso spiazzo automobilistico. L’impatto urbanistico e sociale del prato richiede ora una revisione delle “modalità abitative” del complesso storico della Pilotta, il cui giardino interno, ad esempio, dovrebbe essere sistemato e reso agibile (non dalle auto dei funzionari e impiegati) in modo da completare uno spazio per anni sottratto alla collettività e che forse potrebbe accogliere le musiche di cui i vicini residenti sembrano oggi lamentarsi. Il prato dei bastioni farnesiani è divenuto ora anche una piazza di connessione col parco Ducale, piazza Ghiaia, piazza Garibaldi, piazza Duomo. Come può cambiare la vita un semplice prato! E’ la Pilotta che deve essere ripensata, aperta a una dimensione che oggi non ha, polifunzionale, svolgere un nuovo ruolo in città: un parco storico culturale, centro di incontro e connessione la cui parte a terra deve essere resa abitata per l’accoglienza del transito di chi risiede e di chi è in visita. La Pilotta è stata per troppi anni abbandonata, resa inabitabile da un gruppo dirigente senza saperi che intrappola cose e persone, che toglie senso alla città. 

LA PILOTTA

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Perché un giornale blu per Parma? Forse anche per controbilanciare all’ormai stranoto giallo Parma. Il blu è l’altro colore e tratto della città, spesso dimenticato, quasi a rappresentare quella fascia di persone abbandonate a cui noi vorremmo invece dare voce. La Pilotta, il giornale blu, un colore che racchiude in sé una molteplicità di colori, come molteplici sono le diversità, i saperi, è il colore della città universitaria; il blu un colore che esprime eleganza, dignità, un colore scuro che cela i difetti, non fa trasparire, così come la città, è spesso incapace di verità, e si concede ai piaceri degli psicofarmaci dei consumi, dimenticando consapevolmente la solidarietà collettiva, pensando che questo sia divenuto compito della Pubblica Amministrazione, ignara forse del fatto che la civiltà si misura anche nel grado di solidarietà presente nella comunità.Un colore il blu che piaceva a Boyes artista e filosofo. Il blu colore della notte, dove il cielo sembra più vicino, come se il mondo fosse raccolto in carta a stelle e con un grande bollo-sigillo: la Luna. Il blu e la notte, favoriscono il pensiero, ridanno speranze, sembra quasi che di notte tutto possa essere fattibile: il blu è il luogo del sogno dove ci si manifesta senza gli inibitori urbani. Nella notte cala il silenzio per dar spazio al pensiero immaginario, al progetto utopico, e tutto sembra più facile.
Il blu è il colore dell’inchiostro col quale diamo visibilità e ripetitività al pensiero, che assume un’altra dimensione: è l’immateriale che diviene materiale. Il blu è il colore dei fiumi, delle sorgenti, delle acque pulite, fredde. Il blu è il colore della profondità, dell’ignoto, dell’irrazionale, un mondo nuovo spesso sconosciuto, immaginato, desiderato.
Il giornale blu è della gente che vuol cambiare che non crede più alla società dello spettacolo ed è alla ricerca di nuovi mondi, nuovi modi di convivere. Col blu si rompe col passato, si parte per nuove frontiere dove regnano sorriso, sapere, solidarietà. Quel blu che prima non c’era ora c’è. Questo è il numero zero, seguirà un numero prova e dopo aver raccolto le vostre opinioni, i vostri interventi su questo progetto editoriale, speriamo, ci auguriamo, di poterci sempre incontrare da Settembre in edicola la Domenica.

Luigi Boschi

…QUALCHE COSA FRA GLI UOMINI

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Marcello Conati

“Lei sa a che siano rivolte le mie mire e le mie speranze: Non certamente la speranza di accumulare ricchezze, ma quella di essere qualche cosa fra gli uomini”. Così, nel settembre 1839, alla vigilia di Oberto, Verdi al suocero Barezzi nel chiedergli un prestito in danaro. Queste parole esprimono bene la determinazione del giovane musicista nell’affrontare una difficilissima carriera. Che Verdi debba essere considerato artista istintivo, sorto come per germinazione spontanea in un’epoca quanto mai propizia alla produzione e al consumo del melodramma, è affermazione che oggi nessun studioso sarebbe disposto ad accogliere.

Verdi non venne dal nulla. Venne da un formazione culturale – se per cultura s’intende non la mera erudizione bensì la capacità di acquisire gli strumenti per trasformare la realtà – profonda e solida, ampia e prolungata, della quale egli stesso volle poi nascondere le tracce contribuendo a fornire di sé l’immagine di artista istintivo. Non venne dal nulla, ma giusto in tempo per coltivare un terreno peraltro già ampiamente dissodato e popolato come non mai da agguerriti concorrenti, ma sempre più esteso e ancora fertile. Le dimensioni delle sue prime affermazioni acquistano una più precisa definizione se, tuttavia, la sua formazione culturale viene rapportata al contesto socio-culturale in cui egli si trovò a operare.

RITMI ESTIVI DELL’OLTRETORRENTE

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Attraverso questo progetto ci poniamo l’obiettivo di: valorizzare e caratterizzare le aree, incentivare e rendere più proficua l’attività degli operatori di zona, favorire la crescita delle espressioni artistiche, coltivare un dialogo qualificato delle multietnie presenti. "Oltretorrente" è il progetto dell’associazione culturale "Operaprima", teso a valorizzare e a caratterizzare con iniziative un’area storica di Parma. L’Oltretorrente come luogo, deve essere aperto, non può divenire parcheggio, garage o dormitorio; le biblioteche, i musei, gli archivi devono essere aperti anche la sera, non possono rimanere sottratti alla collettività, così come i chioschi. E’ un contesto che deve essere riattivato in grado di favorire un nuovo abitare. L’Oltretorrente deve riacquisire una sua dimensione culturale. Il consumo finisce e rimane il deserto e nella desertificazione non ce n’è più per nessuno. 

Nei prossimi giovedì di luglio alcune piazzette di questa zona saranno animate da gruppi musicali, di teatro, incontri con autori, mentre commercianti, gestori di bar, ristoranti, potranno allestire aree antistanti il loro esercizio, partecipare e dare una nuova atmosfera ad un’area spesso dimenticata e che non può attendere. Vorremmo che tutte le piazze, le vie partecipassero fin dall’inizio, sappiamo altresì che, in fase di partenza, sarebbe pericoloso e nello stesso tempo difficoltoso.Crediamo invece in un crescendo coltivando la speranza che molte altre aree, oltre a quelle iniziali, possano collaborare per rendere questa operazione vincente. L’ambiente non lo si cambia con eventi occasionali, ma col saper fare quotidiano. Siamo disponibili a un dialogo con tutti gli operatori e a disposizione per valutare iniziative da collegare e progetti da sviluppare.

PARCO DELLO SPORT, PARCO DELLE ACQUE, LAND ART

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Sullo sport a Parma credo si sia praticato una buona cultura, penalizzata, forse, da una carenza di impianti sportivi, inadeguati per il ruolo di primo piano avuto in numerose discipline sportive. Non è poi più pensabile continuare ad avere uno stadio in centro città. Da tempo sostengo ("La Pilotta" luglio 2001) lo spostamento dello stadio e al Tardini realizzare un parco delle acque, anche Termali!

La città necessita di un nuovo parco dello sport, che includa anche lo stadio del capoluogo, sviluppando e collegando un sistema infrastrutturale viario e di servizio con le aree dedicate alle pratiche sportive. Per le attuali presenze di impianti significativi già presenti, credo, che questa area infracomunale potrebbe insistere sull'asse Collecchio - via Emilia. L'acqua termale? Sapete che esiste una falda di acque salsobromoiodiche nell'area di Lemignano? Sapete che il comune di Parma paga la concessione allo Stato per tenerla poi chiusa?

ANATOCISMO E USURA

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Cercheremo in estrema sintesi di affrontare il tema attuale dei rapporti tra imprese, consumatori e istituti di credito che tanta parte hanno nei discorsi politici e sociali di questo momento. I due temi principali riguardano i rapporti di conto corrente e i rapporti di mutuo. Si tratta di due temi ben distinti con presupposti normativi diversi e con effetti ovviamente ben distinti. La questione inerente i conti correnti riguarda la “capitalizzazione trimestrale degli interessi” che ha per effetto l’anatocismo e cioè il calcolo di interessi su interessi, operazione vietata dal nostro ordinamento: art. 1283 C.C..

OPERAPRIMA: IL SUO ORIENTAMENTO

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associazione culturale

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Lo sviluppo della economia delle conoscenze, la globalizzazione e i nuovi orizzonti della ricerca, il localismo cosmopolita, la convivenza multiculturale e multietnica, la società della tecnica, sono alcuni dei nuovi indirizzi culturali e sociali che impongongono una nuova energia creativa individuale e collettiva, richiedono ambienti e iniziative culturali per la valorizzazione della mente locale, luoghi per l'interazione del pensiero creativo, dei saperi scientifici, umanistici, artistici, per il transito delle nuove frontiere del sapere.

IL MOVIMENTO SORGENTI: PENSIERO, OBIETTIVI

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movimento politico culturale autonomo indipendente transpartitico

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Di fronte al cambiamento radicale della convivenza sociale determinata dalla rivoluzione digitale, dalla economia delle energie alternative, dalla complessità, dalla civiltà delle conoscenze, dall'esplosione informativa e demografica, dalla società della tecnica, questo movimento nasce per formulare un nuovo pensiero politico proiettato al futuro, una politica generativa oltre la destra e la sinistra, che ha come riferimento le potenzialità e le forme della vita, la comprensione delle persone, la solidarietà, la valorizzazione e il potenziamento dei saperi, delle diversità culturali, la conoscenza di mondi possibili.

SORGENTI: MANIFESTO POLITICO

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Essere promotori, indirizzarsi verso la ricerca del nuovo futuro, attivare relazioni internazionali, conoscere e prevedere i nuovi risvolti sociali, sono modalità e forme di pensiero necessari per partecipare al divenire, non essere sempre considerati rimorchi, colonie incapaci di iniziativa e ricerca propria, ricondotti solo al ruolo passivo di consumatori, servi o zombi metropolitani. Restare vincolati alle sole tradizioni, chiudersi nelle culture indigene e al nuovo è fare una scelta di morte.
Devono invece essere incoraggiati il dibattito, lo scambio di comunicazioni e conoscenze a livello mondiale.
L'inizio di questo nuovo millennio è caratterizzato: da nuovi saperi scientifici, da una tecnologia interattiva (dopo un lungo periodo di tecnologie e media passivi), dalla globalizzazione, dalle reti, dall'economia della conoscenza.

Antonio Guidi: mi levano i figli perché ho un handicap

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ROMA - Guerra in corso tra l' ex ministro della Famiglia Antonio Guidi e la ex moglie Paola Severini. E' lui stesso a rendere pubblica la vicenda facendo una lunga dichiarazione all' agenzia Ansa. Perché, dice, "possa aiutare chi non ha voce". Mia moglie, spiega Guidi, "contraddicendo tutta la sua storia sostiene che il marito avendo un handicap non può avere in affido i figli minori. La mia ex moglie sostiene che il sottoscritto con la sua storia, difficile ma con indubbi risultati, medico, presidente di associazioni, capo delegazione all' Onu e unico ministro con handicap della Repubblica italiana, non può assistere i suoi figli". Parole dure, un attacco pesante. "Quello che io dico non lo dico per me, perchè ho la forza di difendermi - spiega - ma parlo per i mille casi di gente cosiddetta normale che con la scusa dell' handicap del partner ne prevarica gli affetti, i diritti". Paola Severini risponde al marito e avverte: "Le dichiarazioni dell' onorevole Guidi sono rive di fondamento e dunque diffamatorie e pregiudizievoli per me e per la serenità e l' equilibrio dei miei figli minori". 27 dicembre 2000 

Fonte Link repubblica.it 

LA BIENNALE DI CYBERCULTURA

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E' un progetto culturale internazionale, un luogo di incontro del pensiero cyber e della frontiera digitale; un luogo di idee per lo sviluppo scientifico, culturale, professionale; un'avanguardia di ricerca e relazione con i nuovi mondi. La Biennale è un incontro internazionale delle culture cyborg e virtuali, un'iniziativa presentata alle istituzioni europee e nazionali. Un appuntamento per alimentare un luogo virtuale del sapere digitale.
L'invito rivolto a studiosi e a operatori del digitale ha ottenuto numerose e qualificate adesioni da tutto il mondo nella sua 1^edizione 1999.

Nel paradiso del Polo che non rinuncia al busto di Lenin

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IL VIAGGIO. Nel paradiso del Polo che non rinuncia al busto di Lenin

(corriere) PARMA - Nel cuore del paradiso, sta piantato Vladimir Ilic Ulianov detto Lenin. Il suo busto di granito è consunto, dice la lapide che è un «dono dell' Urss alla popolazione di Cavriago», anno 1970: sono passati sei lustri, a un passo da qui ci sono posti come la ludoteca «Golden Music» o la Trattoria Porcaloca, che c' entra Lenin? C' entra, come c' entrava in altri tempi il compagno Enzo Baldassi, comunista d' acciaio e sindaco di Parma che si ordinava le camicie su misura a Londra. L' uno e l' altro, i compagni Lenin e Baldassi, sono la conferma che nel paradiso d' Italia passano uomini e ideologie, ma una cosa non passerà mai: la voglia, e la capacità, di vivere bene. Questa voglia comincia una settantina di chilometri a Nord di Vladimir Ilic Ulianov, là dove sta Piacenza, l' anno scorso al primo e quest' anno al secondo posto nella classifica del «Sole». Dal lato opposto, 90 chilometri a Sud della piazza Lenin di Cavriago, c' è Bologna altrettanto contenta di sé. In mezzo, sta appunto il paradiso emiliano, che sulle carte ha la forma di un pesce-rombo allungato e satollo. La lisca di questo pesce è la via Emilia. E nel cuore del rombo, ecco la città campione, Parma. «Dove si vive bene - spiega il sindaco Elvio Ubaldi - perché è una città piccola e grande, che ha tutto: buoni ospedali, ottimi servizi, una prestigiosa università».

LA RETE COME SAPERE

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Relazione di Luigi boschi

Aula dei Filosofi - Università di Parma

12 Novembre 1999 ore 16,30

Scenario
-Il numero di utenti abbonati ad internet nel mondo era di 50 MLN nel 1995, si attesterà sui 350 MLN entro il duemila, 1 MLD entro il 2002.

-Il traffico dei dati supererà quello vocale; nel 2005 sarà 10 volte maggiore. Ciò significa che ci saranno macchine che parlano con altre macchine.

DIGITALCITY: CYBERCOMMUNITY

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Una vera e propria città telematica: il primo passo per creare uno stato on-line in cui tutti potranno confrontarsi direttamente, analizzando grandi temi del virtuale. Come nelle polis antiche, sarà inaugurato uno spazio pubblico dove, sarà possibile inaugurare dibattiti (in mailing list o webchat) su temi che emergeranno di volta in volta. Tra la città virtuale e gli incontri reali dovranno svilupparsi feconde sinergie: l'apporto degli specialisti potrà suscitare temi, sviscerare problemi nei momenti di lavoro comune; gli interventi dei cibernauti serviranno invece ad allargare il discorso in una "piazza" virtuale che di volta in volta troverà anche i suoi appuntamenti reali. Digitalcity tenterà di strutturarsi come un'organizzazione complessa, reale e virtuale, capace di intervenire su più piani, di far nascere nuove idee, di diffonderle e portarle alla ribalta anche al di fuori degli ambienti specialistici.Nascerà quindi un laboratorio culturale in grado di integrare ricerca, diffusione e dialogo su temi e problemi che oggi la svolta postindustriale e telematica porterà alla ribalta.

ETNICA

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Una Web Banca del sapere sulle culture dei popoli: raccolta, elaborazione, memoria e interazione dell'informazione

Creare una banca del sapere sui Popoli in Internet, costruire un modello operativo culturale scientifico di dati basato sulle molteplicità informative: l'Universale in grado di comprendere le singolarità. Un sistema conoscitivo documentato sulle culture dei popoli e distribuito attraverso tecnologie interattive.
Un modo per iniziare e incentivare la cooperazione tra i popoli, attraverso una diplomazia delle intelligenze e del sapere distribuito e partecipato, per una cooperazione pacifica; una nuova modalità di intervento in rete nel processo informativo mediatico.

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