LA VITA STA CAMBIANDO PELLE: SOCIALBLOG DI OPINIONI INFORMAZIONI E RUBRICHE SU PARMA, TEATRO, CULTURA, MUSICA, VEGETARIANESIMO, VEGANESIMO, ANIMALISMO, ARTE, COSTUME E SOCIETÀ, POLITICA, MONETA.
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IL MUGGITO DEL MONDO

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Una falsificazione industriale su scala internazionale non la si produce da soli e nemmeno coi ragionieri locali. Non c'è solo la mucca pazza, che è vero, ma tutto l'allevamento finanziario internazionale era ed è infestato per il dopaggio praticato. La chiamano finanza creativa! Il knock-out, è tra gli ultimi derivati, fatale, sembra, per la sopravvivenza degli stessi mercati finanziari (vedi Soros). Quali erano le sicurezze che consentivano ai peones di Collecchio le scorribande criminalfinanziarie? Perché sono saltate le coperture? Dello sbarco in Cina e nei Paesi dell'Est cosa ne è stato? Erano stati raggiunti importanti accordi? E in Sud America, negli Stati Uniti? Calisto aveva raggiunto un importante intesa con qualche altra multinazionale che avrebbe rotto gli equilibri internazionali? E' possibile in 15 giorni far piazza pulita del primo gruppo alimentare italiano? Qualcosa deve essere detto in merito. Le sciagurate avventure finanziarie quali finalità avevano? Cosa stava facendo il Cavaliere Bianco? Quale sgarro ha commesso per essere costretto al muro in pochi giorni e dover scoprire il castello di carte false, modalità condivisa, forse, con altri nel mondo della finanza? Voleva, ma non gli è riuscito, farsi forse accreditare nei circuiti deficitari internazionali per cui crediti enormi vengono pagati sempre più spesso aprendo altre linee di credito al debitore? Quali alleanze strategiche stava raggiungendo? Chi si è voluto colpire oltre a Tanzi? Quali gli intrecci politici nazionali e internazionali? Ora la Magistratura non si limiterà alla cronaca dei fatti e all'elenco dei reati, ma ci svelerà le eventuali connessioni, farà luce sullo scenario delle cordate finanziarie internazionali, sugli equilibri che governano sistemi economici globali, sui poteri occulti e i poteri malavitosi. Spero non si ricondurrà tutto ad un crac per la dissennatezza speculativa finanziaria da principianti che ha coinvolto il sistema industriale Parmalat?

TROPPI SALAMI VOGLION FARE IL FELINO

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A Felino sono rimasti i salami dopo aver perso l'IGP del salame. Il porco si vendica laddove gli hanno dedicato un monumento per i benefici economici prodotti senza ovviamente tener conto delle sofferenze inferte alla specie, i danni causati all'ambiente, alla salute dei consumatori, alla società. Con l'irruzione degli allevamenti intensivi si è rotto poi ogni fattore di equilibrio e indugio passando dal rifiuto al consumatoio: la prevalenza del pensiero finanziario in ogni processo ha unificato animali e persone riducendoli ad un unicum generatore di ricchezza. La dignità di vita dei primi e la salute dei secondi sono complementi insignificanti. Certo il sapore del salame nella sua gestazione contadina e artigianale era notevole! Anche alcune tribù cannibali sembra trovassero l'uomo una squisitezza... Ma da vegano non voglio inferire oltremodo. Indosso invece i panni politici e cerco di analizzare perché il Felino non è più di Felino e dei Felinesi nonostante le riconosciute origini la cui più antica raffigurazione la si può far risalire nel Battistero di Parma.

PUBLIC COMPANY ALIMENTARE

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UN COMITATO PROMOTORE PER LA COSTITUZIONE DI UNA PUBLIC COMPANY ALIMENTARE DI PARMA PRONTA A RILEVARE LE EVENTUALI DISMISSIONI DEL GRUPPO PARMALAT

Non entro certo nelle polemiche del dopo e del prima, ma sono attento ai valori economici, sociali, culturali, del patrimonio collettivo presenti nel gruppo Parmalat. La storia di Parma è ricca di realtà economiche che purtroppo hanno trovato altre strade, la cui mente strategica si è spostata altrove e quando è successo, poco hanno lasciato, per non dire nulla, del valore prodotto nel territorio dai loro fondatori o dagli imprenditori locali che si erano succeduti. Non è corretto fare nomi, ma chi conosce la storia economica di Parma sa che quanto dico corrisponde a verità. Oggi si è di fronte al più importante gruppo alimentare italiano e qui a Parma una riflessione in merito si dovrà pur fare, sia politicamente, sia economicamente. Ognuno faccia la sua parte, è la cosa migliore e se vogliamo farlo sappiamo che ne abbiamo le capacità e le risorse. Cosa propongo? La costituzione di una Public Company Alimentare con risorse finanziarie diffuse, ma con una partecipazione di capitali di tutto il territorio, una presenza significativa di risorse e saperi locali che siano in grado di elaborare un progetto di business e un progetto di fattibilità di acquisizione di eventuali dismissioni.

IL CONSIGLIO PROVINCIALE DI PARMA? LA MASCHERA DELLA DEGRADAZIONE!

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Sapete cogliere solo ciò che è stata una descrizione Pirandelliana di un cittadino in consiglio Provinciale; eppure molti condividevano, te compreso, la battuta da me detta in Provincia prima della tua uscita dalla maggioranza: "Questo è uno psicodramma!" Dalla tua comunicazione traspare la vostra banalità che diviene, per effetto elettivo, istituzionale. Nulla invece avete da eccepire sui contenuti veri presenti nella mia lettera come ad esempio il vuoto e l'assenza di leadership politica, di chi ha visione, sintesi, autorevolezza. L'assenza di un vero dialogo politico.

AUTHORITY ALIMENTARE EUROPEA

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A seguito della recente assegnazione dell'Authority europea alimentare a Parma il movimento Sorgenti chiede che venga aperta una consulta territoriale permanente espressione del luogo, istituzionalmente riconosciuta, affinché l'opportunità di divenire città istituzionale del circuito europeo possa essere elaborata nella consapevolezza di una collettività impegnata nello sviluppo della propria identità. Al di là delle sedi operative e delle infrastrutture richieste per la presenza dell'importante istituzione, compito che sarà gestito da un comitato esecutivo ad hoc, è fondamentale che il territorio di Parma colga l'occasione per proiettarsi nella nuova dimensione, sappia sviluppare un progetto culturale, sociale, economico e urbanistico qualitativo che consenta un divenire collettivo di città d'Europa. L'Authority non può essere concepita solo come un'insieme di infrastrutture e servizi funzionali alle Istituzioni, ma deve essere un mezzo per consentire a Parma di coltivare una sua nuova identità.

Lettera al Presidente del Consiglio Provinciale Gianni Riccò

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Il Consiglio Provinciale? La maschera della degradazione! Preferisci? Sapete cogliere solo ciò che è stata una descrizione Pirandelliana di un cittadino in consiglio Provinciale; eppure molti condividevano, te compreso, la battuta da me detta in Provincia prima della tua uscita dalla maggioranza: "Questo è uno psicodramma!" Dalla tua comunicazione traspare la vostra banalità che diviene, per effetto elettivo, istituzionale. Nulla invece avete da eccepire sui contenuti veri presenti nella mia lettera come ad esempio il vuoto e l'assenza di leadershep politica, di chi ha visione, sintesi, autorevolezza. L'assenza di un vero dialogo politico. Un lavoro di qualità da tempo richiesto e represso per le logiche di consenso e lottizzazione. Una critica, la mia, derivante proprio dalla conoscenza del valore istituzionale, dalla pochezza del valore rappresentativo, dalla mediocrità e inattualità delle modalità di comunicazione. Devo dirti quello che già sai? Di come avvengono le candidature? Di come si cerca la rappresentanza dei luoghi? Di come vengono assegnati incarichi, lavori? Del servilismo al potere economico finanziario? Di come viene preparato un programma elettorale? Tutte le volte il cittadino deve rammentarvi la maschera della degradazione di cui è anche responsabile!

PSICOPATOLOGIA POLITICA

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Da ascoltatore indipendente, impegnato politicamente, sono nauseato dal linguaggio del rito politico e dal comportamento dei politici nei luoghi Istituzionali di dibattito. L’attuale Consiglio Provinciale di Parma? Uno psicodramma, frequentato da psicopatici, molti nicotinomani, sotto effetto da psicofarmaco. Una bouvette locale di intrecci economici particulari ricoperta da pseudopolitica. Altro che modelli di sviluppo collettivo locale! A Parma abbiamo anticipato “mani pulite” di Milano: chi non ricorda lo scandalo edilizio venti anni prima. Quello che dovrebbe essere un dibattito politico culturale di eletti con capacità di indirizzo strategico si esaurisce in un mercato d’affari, in una riunione con modalità di comunicazione sterile e inutile, una perdita di tempo costosa al cittadino che spesso ancora si riconosce nel voto ideologico o di interesse e ignaro non sa come il suo voto viene utilizzato. Il linguaggio, le modalità di dibattito e di gestione della cosa pubblica? Una vergogna! Dovrebbero essere ripresi televisivamente e mandati in onda. Forse si renderebbero conto, forse avrebbero maggior rispetto per il timore di essere giudicati. Non si capisce perché il cittadino può essere ripreso da telecamere nascoste nel suo fare privato in luoghi pubblici e chi dovrebbe occuparsi di cosa pubblica non debba essere ripreso nel suo dovere istituzionale derivante dal mandato popolare. Forse l’ascolto sarebbe basso, ma il digitale viene in soccorso. Riprese pubbliche obbligatorie e collegamento internet gratuito per il video su richiesta degli incontri. Le Tv locali la mattina, di notte mandino in onda questi “impegnati” dibattiti. Che questa classe politica si senta un po’ più controllata, non solo dopo i cinque anni di mandato amministrativo per eventualmente mandarli a casa; troppo poco! Troppo il danno prodotto! Ma il cittadino in cambio del voto non ha nemmeno il diritto di conoscere. Se vuole deve fare richiesta, pagarsi le eventuali fotocopie, dedursi eventuali risultati dal carteggio, cercare di capire dentro i meandri complessi dell’apparato, ecc. E qualcuno ha il coraggio di chiamarla democrazia? (Parma,  4 Dicembre 2003)

Luigi Boschi

PRIMA CASA

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Mercoledì 26 novembre ore 11 presso la Sala Savani della Provincia di Parma, il Movimento Sorgenti ha presentato alla stampa la bozza di proposta di legge popolare sulla Casa. Il testo sarà da oggi distribuito a tutte le Istituzioni, forze politiche, sindacali, associative, ordini e collegi, per conoscerne il parere, gli eventuali suggerimenti o proposte. Dal 15/30 Gennaio dopo aver apportato eventuali correttivi e/o integrazioni, partirà la raccolta firme per la presentazione al Parlamento. "La prima casa è un diritto di civiltà che non può essere disatteso dagli Stati democratici. E' la condizione necessaria per l'autorealizzazione della persona. Non basta l'amministrazione locale, sono le regole del gioco che devono essere modificate affinché si passi ad una condizione sostenibile".

CLASSE DIRIGENTE INADEGUATA

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Autointervista di LUIGI BOSCHI

-Oggi si parla tanto di Web. Secondo Lei quale è la funzione del Digitale?

Il Digitale rappresenta una rottura con il passato. Rappresenta un'interpretazione del post-moderno... non è il post-moderno, ma già una sua interpretazione. Oggi, purtroppo, siamo di fronte a dei politici che non sanno neppure cosa sia il digitale. Mi domando come si possa costruire il futuro se la classe dirigente non è a conoscenza di cosa si sta parlando nel mondo.

-Beh, qualcosa è stato fatto, o no?
Il problema non è tanto mettere in contatto il cittadino con l'assessore riportando nel sito internet l'indirizzo email dell'amministratore. Occorre mettere a disposizione della gente un "sistema intelligente". Mi spiego. Io non ho bisogno di mandare una email ad un assessore per comunicargli che c'è un problema, aspettare una risposta, magari per poi sentirmi dire che devo contattare un altro ufficio perché quel tema non è di sua competenza, o consultare una serie sterminata di documenti pubblici. Io devo interrogare il "sistema intelligente", e lui mi deve rispondere in modo preciso, trasparente, univoco, senza prevaricazioni o abusi di potere. Deve, cioè, venire a cadere la discriminante del soggetto richiedente, che per posizione o rapporti personali, può o non può avere accesso alle informazioni. E' questo il digitale, è questa la Città On line. Le faccio un esempio: mi piacerebbe sapere quanto costa la macchina politica della città, non tanto per conoscere quanto guadagnano i singoli amministratori, ma il costo complessivo inteso come dati aggregati. Questo è un numero indispensabile per poterne valutare l'efficienza.

VEGADINNER 21 NOVEMBRE 2003

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Incontri con la cucina vegetariana vegana aperti a tutti CIRCOLO DI LETTURA DI PARMA venerdì 21 novembre ore 20,30 Richiesta prenotazione. Costo 30 Euro cad. Per informazioni: Tel 333 7363604. E-mail: [email protected] Menù Aperitivo Prosecco di Valdobiadene brut Bisol accompagnato da: Panelle (frittelline di farina di ceci) ed altre frivolezze Antipasti Scrigno di zucchine in escapece con fonduta di peperoni rossi e broccoletti A seguire Orzotto con carciofi e germogli di rosmarino Gnocchetti di zucca gialla e di erbette Crocchette di lenticchie in crosta di mandorle con caponatina di melanzane

VEGETARIANDAY

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Giornata dedicata alla cultura vegetariana. 21 novembre 2003 -SAICOSAMANGI ore 10-13 incontro con gli studenti dell’Istituto Giordani L’Assemblea dell’Istituto Giordani di Parma e gli studenti del gruppo di lavoro Ambiente, Salute, Animali hanno promosso un incontro con la nostra associazione culturale per discutere sui temi nutrizionali, ambientali, salutistici. Interverrà all’incontro: Luciana Baroni - nutrizionista - Società scientifica di nutrizione vegetariana Enrico Moriconi - medico veterinario Roberta Bianchi - avvocato ambientalista - Società scientifica di nutrizione vegetariana

BANCO ALIMENTARE

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Gianfranco Ravasi riprende le scritture di Suares per descrivere la povertà. La povertà -dice- è una compagna ardente e temibile. E' la più antica nobiltà del mondo. Ben pochi ne sono degni. La miseria invece è tutt'altro che nobile, non la si porta come uno stemma, non è una «compagna ardente». Anzi, è spesso umiliazione, isolamento, infelicità e persino abbrutimento. La povertà vissuta con dignità -scrive Suarès- il distacco da mille cose inutili, la serenità del poco senza l'ansia del tanto, la quiete dello spirito che non cede all'incubo dell'avere, accumulare, possedere, consumare sono valori che rendono nobile la persona. Non per nulla Cristo conia quell'indimenticabile beatitudine: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il Regno dei cieli». In questa luce si riesce a condividere l'affermazione secondo cui «ben pochi ne sono degni», che sembra echeggiare un verso famoso delle Laudi di Jacopone da Todi, seguace di s. Francesco: «Povertate poco amata, pochi t'hanno desponsata» (55, 36).

QUARTIERI

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Il decentramento e l'istituzione dei quartieri sono di per sé strumento di organizzazione territoriale per la partecipazione alla cosa pubblica per far fronte democraticamente alla complessità crescente di un territorio. La sua capacità e efficienza vengono determinati se sono dotati di adeguate deleghe e strumenti per intervenire in modo significativo, altrimenti rimangono centri di ascolto un po' costosi, adatti per lo più a alimentare il clientelismo politico. I comitati e le associazioni di zona non sono il risultato di una politica di decentramento, ma di un bisogno che spinge gli abitanti di una via, un luogo, un'area ad unirsi per raggiungere un obiettivo, realizzare progetti e avere un maggior potere contrattuale. Il punto focale è nell'etica e nell'equilibrio gestionale, ma gli interessi di parte hanno spesso il sopravvento. Se le Istituzioni soggette al burocratismo necrofilo si alimentano e svuotano i luoghi (vedi la montagna), le idee invece riescono a trasformarsi in progetti, a riorganizzare il tessuto sociale, ad alimentare il futuro. L'esempio dell'Oltretorrente, con riferimento alla iniziativa estiva, che per l'Assessore costituisce un modello e una conseguenza dell'istituzione dei quartieri, è fuori luogo, non calza. Perché? Già nell'estate del 2001 Operaprima, associazione culturale da me rappresentata, aveva messo a punto un progetto "Ritmi estivi nell'Oltretorrente" che animò tutte le piazze e le vie del quartiere. Attraverso questo progetto ci proponevamo l'obiettivo di: valorizzare e caratterizzare le aree, incentivare e rendere più proficua l'attività degli operatori di zona, favorire la crescita delle espressioni artistiche, coltivare un dialogo qualificato delle multietnie presenti.

CREPUSCOLO DELLE IDEE

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Sostiene Marcello Veneziani: "Le idee non servono più, in politica e nella società, nella cultura e nella comunicazione. Delle idee sopravvivono solo i loro idoli. Stiamo assistendo, forse senza accorgecene, ad un crepuscolo analogo a quello che accompagnò la fine del mondo antico e che passa sotto l'espressione tramonto degli dei. Le idee tramontano, come accadde agli dei, ridotte prima ad icone e feticci, poi progressivamente marginalizzate e devitalizzate, estromesse dalla vita pubblica e anche dalla vita privata. Al posto delle idee trionfa il puro vitalismo, il dominio assoluto del mercato e delle logiche utilitarie, la seduzione della pubblicità o altre forme di retorica del nostro tempo". Accade così che anziché dibattere sui contenuti e sulle proposte si guarda a chi li propone. Capita quindi che l'esercizio di derealizzazione ha il sopravvento sul merito. A chi è propositivo, a chi è impegnato e ha interressi su diversi fronti, lo si copia o gli si banalizza l'idea, oppure si tenta una polemica denigrante proponendolo come tuttologo, un atteggiamento tipico di chi presume di saper tutto. Tuttologo è colui infatti che avoca a se molte competenze, e spesso non eccelle in nessuna. Non può invece essere tacciato di tuttologia chi, anche per "deformazione" professionale (comunicazione), si è occupato di diverse realtà, ha più interessi e, semplicemente attraverso un pensiero logico, è propositivo su più temi , senza con questo dichiararsi competente, ma avvalendosi di competenze e professionalità, cerca, in un confronto, di dar forma progettuale alle idee. Se nella ricerca e nella comunicazione si cerca il miglior creativo, nella politica chi è creativo diviene un tuttologo?

BOSSI GIRA IL SUO SPOT A PARMA

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Avere un Ministro negli studi televisivi locali aiuta certamente alla sprovincializzazione del dialogo politico. Pensavo però fosse un incontro con un ministro della Repubblica Italiana, non uno spot elettorale leghista; pensavo di poter porgere alcune domande, ma non mi è stata data parola. E' vero me la sarei potuta prendere, ma il senso della ospitalità me lo ha impedito e poi avrei alimentato solo la loro autocelebrazione. Il contesto e la claque hanno il loro peso nello spettacolo! Me ne sarei voluto andare fin dall'inizio dopo la banale e volgare battuta su Biagi, sollecitata dalla domanda del conduttore, con cui il Ministro ha esordito la sua serata parmigiana. Ma la curiosità di assistere al Bossishow mi ha trattenuto. E' stato abile nello scarica barile: come se non facesse parte di un Governo, ma solo del suo Ministero, distribuendo colpe e responsabilità a ciò che non gli compete come Ministro. Quasi come se fosse un Ministro tecnico: uno strano modo di concepire la governabilità di un Paese, frutto di coalizione. Avrei voluto chiedergli, e lo faccio ora con questo antico mezzo, l'epistola, facilitata oggi nella sua diffusione dalla rete.

-Cosa sta facendo per la politica della prima casa? E' consapevole dei problemi di milioni di italiani che non riescono a sostenere il caro affitti, che non riescono a comprarsi la casa? Come pensa sia possibile la vita familiare, come pensa sia possibile l'autorealizzazione, come pensa sia possibile un impegno sociale e economico, senza dimora? Cosa ne pensa dell'usura affitti alimentata dal "tasso di riferimento" del costo posto letto? Il tragico è che il Governo va in cerca di soldi col condono edilizio!

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