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E-GOVERNMENT

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Il prossimo 20 aprile ospiteremo un convegno del Forum della Pubblica Amministrazione e della Provincia di Parma su "e-government". Era l'8 giugno 1998 quando consegnavo personalmente la proposta di progetto pilota per lo sviluppo del comune digitale al neo eletto Sindaco Elvio Ubaldi; fu uno sparo nel vuoto! Così gli scrivevo.

"L'ingessatura degli apparati burocratici necessita un ridisegno globale che non passa solo dall'informatizzazione dei dati, ma da uno sviluppo organico e dinamico dei flussi informativi. Necessità interne e richieste esterne richiedono un indirizzo verso una pubblica amministrazione trasparente e efficiente. Le reti civiche, che erogano servizi info-telematici alle persone e alle organizzazioni, sono e costituiscono l'occasione storica per la ristrutturazione degli Enti locali, contribuendo a garantire i diritti di informazione e di partecipazione dei cittadini ai processi decisionali.

Troppo spesso però i community network scontano il limite di essere basati su logiche autoreferenziali e obsolete, tipiche delle organizzazioni operanti off line.

SOCCORSO PRONTO A PARMA

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Parma è un territorio vocato alla lunga conservazione, ne ha fatto una cultura di eccellenza, a cui nemmeno il pronto soccorso può sottrarsi. C'era la pasta fresca e l'hanno fatta secca a lunga conservazione. C'era il latte fresco e hanno inventato l'UHT a lunga conservazione, addirittura se non ha 20 giorni non è fresco! C'erano le verdure, la frutta fresca e ne han fatto conserve e succhi. Non dispiace inoltre conservare congelando e surgelando, anche per conto terzi. Ci sono poi i salumi tipici, a lunga conservazione ovviamente. Il re dei formaggi, minima conservazione due anni. Un territorio ricco di ambienti a lunga conservazione anche il carcere di massima sicurezza con Pazienza. Fiere specializzate nell'esposizione della conservazione: dall'antico al modernariato. Vorreste che il Soccorso presso l'Ospedale fosse pronto? No, impossibile, non appartiene al DNA cittadino: c'è il soccorso, si, ma a lunga conservazione, sai quando entri, da paziente, ed esci, pronto, solo quando sei divenuto impaziente. La tradizione, se c'è, la conservi, in tutto.

INFERMIERI A PARMA

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Vorrei far presente alla città il disagio che da tempo si riscontra nel personale infermieristico dell'Ospedale di Parma. Gli elevati ritmi di lavoro delle unità di reparto e l'esiguità del personale sono segnali preoccupanti, che devono far riflettere per una vera qualità del servizio sanitario pubblico. L'ultimazione del reparto di lungo degenza presso il Rasori, ad esempio, non può entrare in funzione proprio per la mancanza di infermieri. L'elevato costo della vita presente nella nostra città, e in particolare il caro affitti praticato, rendono difficile il reperimento di personale, o ancor peggio causa una instabilità residenziale che significa perdita di abilità e professionalità. E' possibile continuare a dimenticare o far finta di non sapere? Si questa città lo fa. Un lavoro, quello dell’infermiere svolto costantemente in un ambiente difficile, di malattia, di sofferenza, di morte in cui si presentano tutte le patologie del bisogno. C'è una certa missione in ognuno di loro consapevole o inconsapevole, c'è un darsi per alleviare le sofferenze che deve trovare in tutti noi di Parma una sincera gratitudine. Invece spesso queste persone e ragazzi, perché spesso tali sono, e quindi con una esigenza anche di vita propria legata all'età, vengono da noi messi in situazioni di disagio economico, privandoli delle condizioni per la necessaria rigenerazione personale. E’ possibile avere infermieri preparati, disponibili, pronti a trasmettere serenità al paziente che soffre, che attendono al nostro bene più prezioso, la salute, proponendo loro condizioni di disagio? Penso, che il personale paramedico, infermieristico e di servizio debba agire in un ambiente adeguato per garantire una qualità di vita e di assistenza al malato che senza un organico capace e qualificato verrebbe meno.

QUALITA’ URBANISTICA E POLITICA PER LA PRIMA CASA

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I cambiamenti della città nelle mutazioni strutturali e infrastrutturali costituiscono l’habitat in continuo divenire che condiziona e determina la qualità di vita, lo sviluppo economico, la relazione geografica, il carattere e le specifiche del luogo.

Esiste poi il problema abitativo, discriminante fondamentale per la definizione della qualità di civiltà di un territorio. Politica della prima casa che non può non rientrare nel nuovo indirizzo di  welfare. 

Salute, casa, lavoro, cultura, ambiente costituiscono i fondamenti del grado di qualità di un contesto, un insieme strutturato determinante per lo sviluppo della personalità, del carattere individuale e collettivo.

GUERRA O PACE?

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Guerra è morte. Guerra è violenza. Guerra è distruzione. Non c'è dignità se c'è guerra. Non c'è umanità se c'è guerra. Dove c'è guerra non c'è politica.

Non c'è Istituzione se c'è guerra, non c'è Stato se c'è guerra. Eppure sono gli Stati che dichiarano la guerra! Nel sangue e nella guerra sembra che gli Stati si rivitalizzino. Oggi non c'è più una guerra di campo, in trincea, ma un genocidio. L'uomo, un potenziale cadavere senza significato!

Molti gridano Pace e coltivano la guerra anche inconsapevolmente, anche coi loro consumi quotidiani, anche col loro linguaggio, anche col loro comportamento. Quando si esclude dal dialogo, quando si distruggono volutamente, consapevolmente uomini, famiglie, culture, quando si emarginano saperi, intelligenze, quando si pratica il potere arbitrario, quando si deprimono le diversità, quando si coltiva il discredito, la lottizzazione, il malaffare, le tangenti, le corruzioni, lo sfruttamento, la disperazione, lì si annidano le culture della guerra, dell'odio, del terrorismo. Lì c'è lo Stato delinquenziale di cui destra e sinistra in tutto il mondo si nutrono, in una gara al primato nella globalizzazione economico-finanziaria.

Non c'è guerra laddove c'è ascolto, comprensione, tolleranza, cultura, libertà, condivisione, partecipazione, rispetto, valorizzazione. Non c'è guerra se c'è verità. Eppure si coltiva il sopruso, la soprafazione!

Parmigiani e Parmigianino

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Parmigianino, un altro artista sofferente, perseguito dai fabbriceri, costretto ad abbandonare Parma, tanto da voler essere sepolto al di là del Po a Casalmaggiore. Qualche secolo dopo Verdi; simile trattamento, analogo epilgo. Oggi questa città ne propone la celebrazione dell'artista, usufruisce dei finanziamenti pubblici e dei positivi ritorni territoriali, probabilmente senza riconoscerne collettivamente il vero valore. Forse lo stesso Parmigianino ha voluto vendicarsi e da esperto alchimista ha usato una sua magia per far sì che le cose nel giorno della celebrazione del suo cinquecentenario, non andassero come i promotori avrebbero sperato.

Domande al centrosinistra

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Vorrei intervenire nel dialogo politico, perché da tempo continuo a non capire certe cose, e soprattutto continuo a non aver risposte.

a)      Se l'informazione è determinata dalla pubblicità, perché la sinistra nei suoi anni di governo non ha sostenuto e prodotto un'informazione pubblica radiotelevisiva, stampa e internet, senza pubblicità? Se il sistema pubblico non sa generare una informazione indipendente e libera, una editoria cosiddetta pura, dovrebbe pensarci il capitale privato? Nell'era della comunicazione, siamo ancora veramente in un sistema democratico quando uno Stato non è capace di garantire questo ai suoi cittadini?

b)      Come mai la sinistra in cinque anni non ha legiferato per eliminare il conflitto di interessi? Prodi prima, D'Alema poi, Amato in ultimo non credo siano degli sprovveduti. Qual è stata la contropartita mai dichiarata? Non posso credere alle dichiarazioni di errore politico per rispetto agli statisti.

c)      Ci si lamenta della riforma Moratti sulla scuola, forse a ragione, ma durante il governo di centro sinistra la riforma di De Mauro non fu fortemente contrastata da tutto il corpo docente? E quella Berlinguer poi? Godevano forse di miglior condizione economica gli insegnanti, come invece sarebbe giusto che lo fossero, nel governo di centro sinistra?

d)      Ci si lamenta dei tagli sulla ricerca, da tutti i governi  sempre trascurata purtroppo e causa oggi della nostra precaria economia; era forse sostenuta in modo consistente, dal governo di centro sinistra? L'esodo di cervelli è forse il risultato dell'ultimo anno e mezzo di governo del centro destra?

La Shoah ebraica è storia ed è verità pure di oggi

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La Shoah ebraica è storia ed è verità. Anch’io vorrei ricordare questa tragedia umana nel Giorno della Memoria.
Primo Levi
: "Avevamo deciso di trovarci, noi italiani, ogni domenica sera in un angolo del lager, ma abbiamo subito smesso, perché era troppo triste contarci, e trovarci ogni volta più pochi, e più deformi e più squallidi…”
“Tutti sanno che i centosettantaquattromila sono gli Ebrei italiani: i ben noti ebrei italiani, arrivati due mesi fa, tutti avvocati, tutti dottori, erano più di cento e già non sono che quaranta, quelli che non sanno lavorare e si lasciano rubare il pane e prendono schiaffi dal mattino alla sera; i tedeschi li chiamano (due mani sinistre), e perfino gli ebrei polacchi li disprezzano perché non sanno parlare yiddisch…”

“Noi abbiamo viaggiato fin qui nei vagoni piombati; noi abbiamo visto partire verso il niente le nostre donne e i nostri bambini; noi schiavi abbiamo marciato cento volte avanti e indietro alla fatica muta, spenti nell’anima prima che della morte anonima. Noi non ritorneremo. Nessuno deve uscire da qui, che potrebbe portare al mondo, insieme col segno impresso nella carne, la mala novella di quanto, ad Auschwitz, è bastato animo all’uomo di fare dell’uomo.”

La Shoah è la prepotenza dell’ignoranza sulla cultura. Di cosa è capace l’ignoranza cieca. Il Giorno della Memoria, ascoltiamo i politici con il loro intervento, spesso senz’anima, purtroppo. La retorica non deve, non può sostituire la tragedia.

LA SETTIMANA FELINESE E IL SUO VERRO

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Risposta alla lettera del 23 agosto 2002, pubblicata sulla Gazzetta di Parma il 2 Settembre.

Per chi ignora c’è la spiega, non si perde tempo invece con chi manipola la realtà e con chi gira con le fette di salame sugli occhi, prosciutto permettendo.

Mi limito al primo punto, con la scarsa speranza che comprenda; un tentativo che meritano anche i casi più disperati ed è ciò che mi accingo a fare.

a)  Nessuno ha mai rubato la Settimana Felinese a Felino, semmai c’è stato un tentativo di appropriazione indebita da parte di chi ha boicottato l’edizione 2001 e di chi, assentandosi volutamente, si schierava con i prepotenti locali.

Calcio Italia Mundial?

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Italia Croazia uno a due. L'Italia perde. Chi è causa del suo mal, pianga se stesso. Quando la mediocrità prevale sull'intelligenza! Quando la tattica prevale sul virtuosismo. Si tengono in panchina  Del Piero, Inzaghi, Montella, si lascia a casa Baggio; così come nel '98 si lasciò Baggio in panchina e Rivera nel 70 si fece giocare sei minuti nella famosa finale col Brasile. La storia dice che lasciando le abilità a marcire in panchina o sottoutilizzandole si perde. Forse si sarebbe perso ugualmente. Molto meglio però giocarsi nel confronto delle qualità che nel confronto con la mediocrità. Ma questa è la cultura di questo Paese. Si preferisce perdere giocando col tatticismo difensivistico, piuttosto che col coraggio del virtuosismo balistico. Ovviamente sperando nel colpo di...fortuna! Componente indispensabile, ma non musa ispiratrice di danza propiziatoria senza merito; non si dice aiuti gli audaci?

Piazze e Spiazzi, Parco o Giardino Pubblico?

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La recente sistemazione a giardino dell'ex Parco Ducale porta inevitabilmente a delle considerazioni sul lavoro eseguito e sulla volontà di una Amministrazione che non ha verificato con la città la scelta praticata, imponendo quindi un indirizzo non condiviso anche perché a molti sconosciuto, ma, come da usanza di questa Amministrazione in carica, una semplice verifica con le associazioni delegate. Se non rappresenti un consenso, da semplice cittadino non conti nulla per questo sindaco, non hai nemmeno il diritto di essere ricevuto, pur sostenendo progetti o cause di interesse collettivo.

Un delegato politico che parla con altri delegati, non si sogna di verificare le proprie scelte con la cittadinanza. Scelte mai scritte in nessun programma, semmai utilizza modalità di comunicazione propagandista tipica della cultura di regime.
Di fatto è stato praticato un cambio di destinazione ad un ambiente che la città desiderava risistemato, con la ristrutturazione delle opere interne così come degli edifici presenti, dei viali e dei sentieri, cosa che è stata eseguita, apprezzata e gradita, ma non doveva essere stravolto nella sua identità di parco.

Stessa sorte di intervento impositivo, con pessime soluzioni questa volta urbanistiche e d'arredo urbano, è  toccata a Piazzale Picelli  deturpato e trasformato in uno spiazzo assolato, e in particolare a Piazzale Boito il cui fascino Decò decadente è stato completamente alterato. Qui la stretta vasca della  nuova fontana (che in scala ridotta cerca di scimmiottare quella di Botta in Pilotta) è incapace di raccogliere l'acqua che fuoriesce dagli zampilli se spinta ad  una altezza dignitosa.

Ma torniamo al nostro parco, in breve la storia.

I BECCAI DELL’ARTE

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Sergio Sergi

Credo che nessuno abbia dimenticato come Adolf Hitler abbia continuato a terrorizzare il mondo anche dopo la sua dipartita. Film come “La guerra dei mondi” e la corsa sfrenata agli armamenti della seconda metà del secolo scorso sono solo due tra i tantissimi esempi che lo dimostrano. Ecco che un solo uomo condiziona un mondo, un’ epoca, scelte ed azioni di milioni di altri uomini. Qualcosa di molto simile è accaduto nello stesso periodo anche alla pittura moderna. Un artista eclettico, un vulcano di idee di nome Picasso viene accettato dai galleristi e confermato dai critici. La conseguenza è la nascita di una dittatura a cui il mercato d’arte e tutti o quasi gli artisti hanno dovuto sottomettersi praticamente per tutto il resto del  secolo: la dittatura del “Re Mida”, del diavolo Pablo Picasso. Un uomo al quale bastava firmare una cravatta perché quel modesto capo d’abbigliamento assumesse il valore di parecchi milioni. Critici, galleristi e mercanti d’arte non hanno mai dimenticato il prezzo che hanno dovuto pagare per aver accettato e riconosciuto un eclettico, autentico creativo: la perdita del potere e del controllo del mercato in favore della “dittatura di un pittore”. Scottati dall’esperienza di dover sottostare ad un  artista nel controllo della produzione e delle scelte del mercato d’arte, i critici ed i galleristi hanno così optato per un drastico rimedio: avvantaggiare nella corsa alla carriera gli artisti monotematici e nello stesso tempo spezzare le gambe fin dall’inizio agli eclettici, specialmente se dotati di particolare talento.

GERARCHI DI UN’OPINIONE

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Sergio Sergi

Fin da bambino ho desiderato più d'ogni altra cosa disegnare e dipingere ispirandomi alla multiforme creatività di Madre Natura. Crescendo, ho voluto dedicarmi totalmente alla pittura, ma sulla mia strada ho incontrato il muro dell' "Integralismo Artistico". Da sempre mi sono trovato davanti pittori, critici, galleristi, giornalisti, dilettanti e appassionati vari della pittura, tutti uniti dallo stesso dogma: un pittore, per potersi affermare, deve tassativamente mantenere uno stesso stile, essere riconoscibile dal "tema fisso", seguire la linea del discorso di una stessa formulazione del quadro. Era assolutamente proibito proporre due quadri differenti per tematica in una stessa mostra, pena la morte della propria stessa carriera e l'esclusione da ogni eventuale prospettiva di affermazione. E non aveva alcuna importanza che i due quadri in questione fossero, anche se totalmente diversi, bellissimi, originali e dotati di una profonda radice filosofica: il fatto che fossero diversi bollava il pittore che li aveva eseguiti come "inaccettabile", "immaturo", "non artista".

STORIE BLU NOTTE: ELI E GLI ALTRI

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Eli sbarca a Parma due anni fa. Torna dal mare con papa' e mamma che le programmano il safari accademico secondo il copyright made in Corato. Nel paesone di residenza, Puglia rampante, infatti, i rampolli spediti a Economia e Commercio sotto le opere care a Maria Luigia realizzate da Petitot, spacciata come surrogato a piu' breve distanza del mito meneghino Bocconi, sono un must imperdibile. Qualche sforzo persuasivo e non e anche le radici piccolo borghesi di Eli confluiscono nell'alveo di grandi speranze della spedizione lunga 600 chilometri sola andata. Un bottoncino di programmazione e la comunita', numerosa per le proporzioni ancora contenute del bacino d'utenza dell'ateneo, si mette a macinare a testa bassa. Ossessione di riempire i libretti a tempo di record, raccogliendo il massimo dei voti. Il file e' a prova di virus: genitori che sciamano in massa, con grisaglie d'ordinanza e tailleur ad ammorbidire qualche cellulite indesiderata nelle mamme, nei giorni di scritti e orali.