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PENDOLARI CON L’AUTOBUS

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Buonasera Luigi,
ti invio la presente in quanto ti conosco come persona attenta , sensibile e quindi in grado di sopportare un mio piccolo sfogo.
Dopo qualche anno in quel di Piacenza, a causa della chiusura dell’azienda in cui lavoravo mi ritrovo ora a fare la pendolare Noceto – Parma – Noceto usando per fare 15km lo stesso tempo che prima impiegavo per farne 60 con la sola auto.
La nostra benemerita Tep, promotrice di campagne per un ambiente pulito dove ci invita a lasciare le auto nei parcheggi scambiatori o a casa etc. etc. non spiega come una semplice commessa possa tornare a casa dopo la chiusura dei negozi.
La nostra amatissima azienda municipalizzata dei trasporti obbliga ad un uso misto di mezzi di trasporto, costringe la commessina che scrive, a rendere l’aria un poco più puzzolente e ad arrabbiarsi al pensiero che, con una corsa spostata di una ventina di minuti più tardi, si stresserebb e molto meno… e risparmierebbe anche qualche soldino!
Mio caro Luigi devi sapere che
l’ultimo autobus per tornare a Noceto èalle 19,20… e non è l’unica beffa!!! Sapessi che corse devo fare per arrivare al mitico parcheggio scambiatore ! Tutte le sera sono a rischio di dovere prendere un taxi per arrivarci… proibitivo!
Non è assurdo? Sarò l’unica persona con questo tipo di problema per cui non posso pensare di pretendere un servizio più adeguato? Alle 17,30 e alle 18,30 ci sono ben 2 + 2 corse a distanza di dieci minuti semi-vuote…non si potrebbero raggruppare?
Mi dirai: perchè non ti rivolgi alla azienda competente?
Hai ragione, ma negli anni sono diventata una cittadina molto scoraggiata nei confronti dei rapporti con gli enti pubblici. Fare una raccolta di firme?
Ricordo quelle fatte per Ponte Taro………avevo 15 anni ! E vedo un inizio di risultato ora che ne ho 46! … capirai……!!!!
Avevo, invece, pensato di scrivere a Babbo Natale…avrei chiesto un piccolo autobus numero 10 alle ore 19,45/20,00… anche senza posti a sedere…ma credo che abbia i suoi problemi anche lui…
Dove troverà parcheggio a Parma la notte della vigilia?

Mi consolo pensando a quei poveri pendolari dei treni: ogni mattina una nuova avventura!!!!!!!!!
Buon Natale
L.C.

Baratta declina le accuse e mostra bilanci in attivo

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La risposta della Fondazione Toscanini

(L’INFORMAZIONE) Il sovrintendente Gianni Baratta tiene ad approfondire gli aspetti relativi alla "sua" Toscanini, che (ancora citando l’articolo di Repubblica) " è diretta da Lorin Maazel (si parla per lui di un compenso di 750 milioni di euro per 15 concerti e di un’abitazione lussuosa in collina), riceve 3 milioni di euro l’anno cui vanno aggiunti quasi 2,4 milioni ricevuti dal Fus e presto sarà trasformata in Holding Musica".

Baratta declina cortesemente l’accusa, e spiega: " Le cifre riportate non sono esatte, il cachet di Maazel è assolutamente fuori misura e non sarà divulgato per questioni di privacy. Per quanto riguarda il resto, è vero che la Fondazione Toscanini riceve 9 milioni di euro da enti locali, regione, stato e Arcus, ma è anche vero che il bilancio è molto più corposo, 25 milioni di euro. Tutto il resto quindi deriva da botteghino, sponsor e vendita di prodotto: esiste forse un’altra istituzione con risultato simile?". Vanta un ottimo curriculum Baratta, i numeri sono tutti a suo favore: dai 7 milioni di euro di 5 anni fa ai 25 milioni di oggi, la Fondazione naviga in un mare lastricato d’oro. Non teme quindi il 23 dicembre, giorno in cui saranno presentati i bilanci di quest’anno. E non teme neppure un futuro da holding. Continua: " In realtà siamo già una holding: la Fondazione Toscanini ha al suo interno anche l’accademia Verdi Toscanini, specializzata nella formazione artistica, e la Filarmonica, concentrata sulla sinfonica. Una ricetta che funziona per aggredire meglio il mercato e approcciarsi direttamente con i privati. Insomma una holding nelle intenzioni, anche se, ovviamente, operiamo senza fini di lucro". Ripete la parola "specializzazione", che è quella che considera la chiave per gestire la musica in modo professionale, e affonda lo stiletto quando afferma: " Siamo visti come un pericolo, ma il vero pericolo è abdicare alla cultura, per un operatore è peccare di immobilismo, non guardare al futuro". (20 Dicembre 2005)

(p. br.)

Il caso PARMA. Pioggia di soldi sul Regio la musica diventa un affare

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(Repubblica) MILANO – Mentre le Fondazioni liriche suonano il «Requiem» e protestano contro i tagli al Fondo Unico per lo Spettacolo (Fus) previsti in Finanziaria, a Parma si concentra una grande quantità di contributi pubblici: 6 milioni e 300 mila euro l’ anno per le due istituzioni Fondazione «Parma Capitale della Musica» e Fondazione Toscanini. è circa la metà dei finanziamenti su cui conta la prestigiosa Santa Cecilia, e un terzo di quanto lo Stato dà alla totalità delle attività concertistiche italiane, dal Trentino alla Sicilia. La particolarità, a Parma, è che si tratta di denaro che non arriva dal Fus, ma dall’ Arcus, la società dei ministeri ai Beni Culturali e ai Trasporti e Infrastrutture nata nel febbraio 2004 con la missione di destinare fondi (che comprendono anche una quota del 5% dei finanziamenti pubblici per le Grandi Opere), a progetti musicali, artistici e culturali. Non c’ è dubbio: l’ Arcus, che ha la completa discrezionalità delle scelte, ha valorizzato Parma, diventata in quattro e quattr’ otto una realtà privilegiata, protetta e molto ricca, suscitando le reazioni delle altre istituzioni concertistiche italiane, che non escludono di organizzare una manifestazione proprio nella città emiliana, se il Fus non verrà reintegrato ai livelli del 2005.

Destinataria della maggior parte dei contributi è «Parma Capitale della Musica», il cui coordinatore artistico è Mauro Meli, il sovrintendente-lampo della Scala di Milano, oggi al vertice del cittadino Teatro Regio: a partire dal 2005 e almeno fino al 2008 riceverà dall’ Arcus 3 milioni e 300 mila euro l’ anno per coordinare le istituzioni cittadine (Regio, Toscanini e Festival Verdi), che già ottengono fondi dal Fus. Una cifra notevole che dovrebbe servire a rilanciare il ruolo e la visibilità della città, diventata la sede dell’ Autorità alimentare europea e a creare un centro di riferimento per Giuseppe Verdi sul modello di Salisburgo (per Mozart) e Bayreuth (per Wagner). La Fondazione Toscanini, che gestisce sia l’ orchestra Toscanini, sia la Filarmonica di cui è direttore Lorin Maazel (si parla per lui di un compenso di 750 milioni di euro per 15 concerti e di un’ abitazione lussuosa in collina), riceve 3 milioni di euro l’ anno, cui vanno aggiunti i quasi 2,4 milioni ricevuti dal Fus, e presto sarà trasformata in «Holding Musica». Tanto per fare qualche raffronto, l’ Orchestra Verdi di Milano, che esiste da oltre dieci anni, ha avuto dall’ Arcus 1 milione di euro nel 2004, mentre nel 2005 non ha visto nemmeno un soldo. Anche se, quanto a numero di spettatori, non c’ è confronto: 62 mila per le tre orchestre di Parma (Teatro Regio, Toscanini e Filarmonica Toscanini), 197 mila per la formazione milanese. Le ragioni per cui il capoluogo emiliano riceve tanta attenzione sono forse comprensibili se si dà un’ occhiata all’ organigramma del comitato d’ onore di «Parma capitale della musica»: oltre al sindaco Elvio Ubaldi (di centrodestra), i componenti sono il ministro ai Trasporti e alle Infrastrutture Pietro Lunardi, che è parmigiano; il ministro ai Beni Culturali Rocco Buttiglione; il presidente Mediaset Fedele Confalonieri, ex consigliere di amministrazione della Scala ed ex presidente della Filarmonica scaligera cui assicurava le riprese di Retequattro ora in parte dirottate su Parma; l’ Aga Khan, che si dice sia interessato allo sviluppo infrastrutturale di Parma, in particolare al potenziamento dell’ aeroporto, e il maestro Riccardo Muti, che gli organizzatori sperano di coinvolgere con progetti lirici al Teatro Regio. Coi 3,3 milioni di euro ricevuti, la Fondazione ha messo a punto per il 2005-2006 una stagione di ospitalità con grandi direttori: non solo Muti con l’ Orchestra giovanile Cherubini, ma Mstislav Rostropovich, Zubin Mehta, Lorin Maazel, Kurt Masur, Yuri Temirkanov, tutti accomunati dal fatto di collaborare spesso con lo stesso agente, il chiacchierato Valentin Proczynski. Sono concerti che si dice costeranno alla Fondazione fino a 70 mila euro solo per il cachet del direttore, ma Parma in questo momento se lo può permettere. E contando su queste risorse non è assurdo parlare di una vera e propria concorrenza alla Scala, distante soltanto un centinaio di chilometri. Verità o fantasie? Da qualche tempo, ad esempio, circola insistente una voce secondo cui a Parma si stia lavorando per allestire al Regio, nell’ autunno prossimo, un Don Giovanni diretto da Muti, a pochi giorni da quello che andrà in scena alla Scala con la direzione del giovane maestro venezuelano Gustavo Dudamel e la regia di Peter Mussbach. Un paio di cantanti avrebbero già dato forfait a Milano e sarebbero stati ingaggiati per lo spettacolo parmigiano. Si punterebbe in alto anche per la regia: ci sono trattative in corso con Roman Polanski e l’ orchestra potrebbe essere quella dei Wiener Philharmoniker, appena diretta da Muti a Vienna nelle Nozze di Figaro. I maligni ritengono che il vero nodo della questione sia la figura di Proczynski, l’ agente argentino di origine russa con residenza a Montecarlo, criticato per i suoi metodi disinvolti, che da anni lavora come consulente internazionale con Gianni Baratta, responsabile della Toscanini, e con Meli, sin da quando era sovrintendente a Cagliari. Gli agenti italiani di lirica e concerti, raccolti nell’ associazione Ariacs, gli rimproverano di operare in Italia senza contribuire al fisco italiano e di essere titolare di un’ agenzia, la Old and New Montecarlo, che non risulta aderente ai due maggiori organismi europei, la Iama di Londra e la Aeaa di Parigi. Ma c’ è un altro dubbio: con Proczynski i cachet pagati agli artisti raddoppiano, e qualcuno si chiede quale sia l’ interesse dei teatri italiani a lavorare con lui. –

PAOLA ZONCA

Repubblica – 19 dicembre 2005   pagina 36   sezione: SPETTACOLI

PROBLEMA CASA A PARMA

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Intervento di Matteo Somacher

Un gruppo di giovani si è ritrovato in Piazza Garibaldi a Parma sotto al Municipio con musica, brindisi, filmati, foto testimonianza per protestare contro la situazione casa. Sfratti, occupazioni, interventi con la forza pubblica sono all’ordine del giorno in città. La cementificazione aumenta e così pure i senza tetto e i precari abitativi. 
Immobili tenuti vuoti, come quello recentemente occupato dal centro sociale Mariano Lupo a seguito dello sgombro forzato dai locali in viale Fratti in cui risiedevano da 30 anni.
Matteo Somacher portavoce del “Comitato Antirazzista” ci rilascia questa video testimonianza. 
Nota: di chi è il “bunker”, così chiamato per la particolare struttura architettonica, recentemente sgombrato dalle forze dell’ordine? Finanziaria Tosinvest, controllata dagli Angelucci, una vera famiglia bipartisan romana, vicino a Massimo D’Alema, ma molto amica dei fratelli Fini. Una famiglia interessata al dialogo politico: Editori di Libero e del Riformista, in passato controllavano l’Unità. Ma guarda!! 
“I giovani di Parma dovrebbero rassegnarsi al fatto che non esistono luoghi di libera aggregazione, in questa città, dove non si debba per forza pagare per entrare: vuoi fare teatro, vedere un film con amici, scrivere una fanzine, sviluppare un progetto multimediale, o semplicemente ritrovarti con altri in luoghi dove coltivare le relazioni? Devi pagare!”
(durata: 10,48 min.)

vedi articolo: Prima casa per tutti

Parma, 15 dicembre 2005

Autore, regia, riprese e montaggio: Luigi Boschi
Postproduzione: Arcoiris
Produzione: Florance

CARCERE A PARMA

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-Intervento di
 Marisa Spora

Intervento di Marisa Spora, insegnante e assistente volontaria fino al 2004 presso il carcere di Parma, a “I LUNEDI’ DI SANTA CRISTINA” promossi da Don Luciano Scaccaglia nell’incontro con Lilly Gruber.

“Vorrei informarvi e confermarvi che nell’ultimo mese e mezzo  del 2005, nel carcere di Parma, sono avvenuti tre suicidi, nel più completo silenzio della stampa locale”
PC sezione 1ª B CR (casa di reclusione)
BA sezione 1ªB CR (casa di reclusione)
TS sezione 2ªA CR (casa di reclusione)

Nel carcere di Parma composto da Casa di Reclusione, Casa Circondariale, 41 BIS, CDP (centro diagnostico terapeutico), attualmente sono presenti circa 600 detenuti con diverse esigenze, vista la tipologia di carcere, e con un organico di guardie carcerarie sottodimensionato. Risponde Lilly Gruber durante la sua conferenza (durata: 8,55 min.)

Parma, 15 dicembre 2005

Autore, regia, riprese e montaggio: Luigi Boschi
Postproduzione: Arcoiris
Produzione: Florance

 

 

SCUOLA PER MIGRANTI

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VIDEO  Incontro con Giancarlo Nico

Il maestro Nico racconta le difficoltà ancora presenti nel nostro paese, nella città di Parma, per una scuola di lingua italiana per migranti, aldilà del possesso dei documenti identificativi.
Significativa l’esperienza con la Caritas locale.

“La lingua come strumento per rendere le persone libere, capaci di relazione, di fare cittadinanza… ma sembra che ciò non interessi nessuno!”. A Parma l’associazione “migrAzione”, da anni, con successo, persegue questo obiettivo umanitario, utilizzando il metodo fonetico materno attraverso cui tutti possono imparare le basi della lingua italiana. Un racconto di esperienze, riflessioni, aneddoti.
(durata: lunghezza: 42,21 min.)

Parma, 15 dicembre 2005

Autore, regia, riprese e montaggio: Luigi Boschi Postproduzione: Arcoiris
Produzione: Florance

SOMMI SGARBI

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Franco Zeffirelli
Franco Zeffirelli

Un’intervista di servizio promozionale al regio sovrintendente di Proczynski, Meli, palesemente concordata nei contenuti, intrisa di trasparente ignoranza giornalistica e pubblicità occulta, è andata in onda sull’”agorà” della TV parmense. Zeffirelli, non presente, fatto passare per un bizzarro, vecchio patetico… Due lauree e l’esame da giornalista per riuscire in tale impresa! Complimenti…Sommi!! Non si può certo parlar di buona fede! In terra di bolliti misti la cultura è servita così: stracotta. Chi di musica sa, vien tenuto in disparte o attivato saltuariamente con gettone da precariato: “accattatevillo” docet. A Parma si può: raccomandati assunti in redazioni (per non far eccezione al costume italiano), giornalisti che fanno uffici stampa, uffici stampa che fanno da giornalisti, giornalisti imbonitori che edulcorano i progetti del potere. E’ la commedia italiana all’opera! E l’Ordine professionale sta a guardare! Solo attento a gestire le iscrizioni economiche, le rendite di posizione e le finte rivendicazioni sindacali. Il conflitto professionale oltre che di interesse pervade il paese e si riproduce come la matriosca. Tutti zitti, omertosi per il timore dell’emarginazione e prestatori di servizio per la difesa del proprio particulare. Meli più che un sovrintendente è un piazzista in loco del magnate monegasco Proczynski che consapevole della compiacenza istituzionale due ne ha voluto, in terra di maiali confezionati, attenti ai suoi servigi artistici: Baratta da anni funzionale alla Regione con la Fondazione Toscanini e Meli neo acquisto della Fondazione Regio, in pectore al Sindaco, presidente dell’autocelebrata “Parma capitale della musica”…e che musica! Da Montecarlo, il noto agente, propone un immaginario culturale con noti, consenzienti artisti, attraverso cui sottrae, con il placet delle istituzioni, cospicue risorse pubbliche in moneta contante alla collettività. Che questi artisti possano essere ingaggiati solo via Montecarlo la dice lunga sulla qualità etica che sostiene le loro performance volute dai sovrintendenti compiacenti con avallo politico. Ma questo è lo spettacolo!! E i delegati della res pubblica agiscono indisturbati nella civitas ignoranza degli appassionati che plaudono all’intrattenimento. Una situazione che irrita alquanto gli agenti nazionali dello spettacolo però che non gradiscono questo fare del gentil uomo rivierasco. Gli agenti italiani sembrano stanchi di subire le protette maniere elusive monegasche funzionali al potere. Non ci sarebbe da stupirsi se fra qualche anno scoppiassero nuovi casi Pavarotti con implicazioni di Presidenti di Regione, Sindaci e Sovrintendenti!! Per ora a “Parma capitale della musica” si può!! Che capitale sarebbe? Della Musica? Ma va là!! Sì, auto eletta da loro…il clan dell’opera buffa! Un giochino del potere che consente operazioni interessanti. Che vuoi che sia un po’di elusione fiscale e connivenza rispetto ai junk bond, ai Paccini Battaglia, al metanolo, alla diossina, a carni e uova marce, ai suicidi sospetti, ai dolosi piani urbanistici… E’ il “Nordest” di Carlotto in Padanìa. Che fanno le Procure in Italia? E la Guardia di Finanza? E la cosiddetta Italia dei valori…bollati? Vanno all’opera!! Il biglietto? Fan parte del “concerto” delle autorità… Insomma!! E’ il “sistema Parma”… funziona! Se lo dicono sempre tra loro che devon far sistema. Repubblica delle banane? No dei fichi d’india. Lo diceva uno che ne sapeva qualcosa! (Parma, 12 dicembre 2005) Luigi Boschi

LEGALITA’ E QUESTIONE MORALE

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Incontro con: Elio Veltri e Maurizio Chierici

video – prima parte (durata: 59,32 min.)
video – seconda parte (durata: 61,14 min.)

“Sappiamo che legalità e trasparenza dovrebbero
 essere solo un mezzo dell’azione politica e di governo, il cui fine è la soluzione dei problemi. Ma se l’illegalità è così diffusa da impedire il buon governo e la corretta amministrazione, se la trasparenza è così evanescenteda cancellare la certezza del diritto, allora legalità e trasparenza diventano obiettivi primari di un governo e cardini di un vero e proprio progetto civile per l’intera società.”

Incontro organizzato daGirotondi di Parma“.

Parma, 9 dicembre 2005

Autore, regia, riprese e montaggio: Luigi Boschi
Postproduzione: Arcoiris
Produzione: Florance

Prima Parte


Seconda Parte

 

IMMIGRAZIONE E CPT

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VIDEO:Intervento di Fabrizio Gatti

I CPT: UN MONDO SPESSO CELATO DA SCOPRIRE E DENUNCIARE

Intervento di Fabrizio Gatti a “I LUNEDI’ DI SANTA CRISTINA” promossi da Don Luciano Scaccaglia.

“Ritengo che una vera democrazia abbia l’obbligo di essere trasparente in ogni suo ambito, anche per gli aspetti che riguardano l’immigrazione, l’accoglienza e l’espulsione degli immigrati. Sono in gioco diritti fondamentali, non solo per quanto riguarda gli stranieri, ma anche il diritto a essere informati che riguarda tutti i cittadini italiani. Un regolamento invece impedisce ai giornalisti, e spesso anche a avvocati e rappresentanti di organizzazioni umanitarie, la verifica delle condizioni nei centri di detenzione. Un articolo che viola palesemente l’articolo 21 della Costituzione Italiana e l’articolo 10 della Convenzione Europea per i diritti dell’uomo.” Fabrizio Gatti 
(durata: 34,34 min)

Parma, 05 dicembre 2005

Autore, regia, riprese e montaggio: Luigi Boschi
Postproduzione: Arcoiris
Produzione: Florance

VEGADINNER 30 NOVEMBRE 2005

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incontri conviviali aperti a tutti con la cucina vegetariana vegana.

mercoledì 30 novembre 2005 ore 20,00
Ristorante APRITI SESAMO**
Via Monte Corno 4 Parma (laterale di via Trento)

Costo 30 euro cad.
Per prenotazioni e informazioni:
333 7363604 (Luigi Boschi)

MENU’

Crema di finocchi e porri;

Riso venere con broccoli al tahin;

Conchiglie Kamut con verdure di stagione;

Hummus di ceci;

Tortino di verdure;

Fantasia di crudità;

Crostata di frutta secca.

Vini:
Pinot grigio bianco fermo veneto
Merlot rosso fermo veneto
Prosecco di Val Dobbiadene

Pane:
misto ai cereali a pasta acida.

Patrocini: SSNV (Società Scientifica Nutrizione Vegetariana), Saicosamangi.info, Viverevegan, Movimento dei Consumatori.
Adesioni: OIPA, ENPA, LIPU, LAV, UNA, LAC, OASI ANGELS, WWF, LEGAMBIENTE, LIFE, LAIKANIMALI

*VEGADINNER: è una iniziativa della Associazione Culturale Operaprima. A cena con gli chef nei ristoranti di Parma. Incontri conviviali con cadenza mensile (escluso Dicembre e Agosto), con la cucina senza cibi di derivazione animale. Gli chef locali propongono i loro piatti vegani svelando un po’ dei loro saperi e raccontano lo spirito e le caratteristiche della loro cucina. Dagli alimenti semplici a elaborati piatti: la cucina vegetariana vegana non è povera, anzi è ricca di idee, elementi, sapori, fantasia. Una cucina che scopre cibi e alimenti a volte dimenticati, che rende più sensibile il palato senza produrre danni e arricchisce il piacere di stare a tavola consapevoli di un’etica dei valori nei confronti di tutte le forme di vita, degli esseri viventi, dell’ambiente, della salute. Una cultura che non esclude, ma include e rispetta le tradizioni.
Luigi Boschi

**IL RISTORANTE “APRITI SESAMO” PROPONE DA SEMPRE UNA CUCINA VEGETARIANA. OLTRE A GARANTIRE LA QUALITÀ DELLE SUE MATERIE PRIME, TUTTE BIOLOGICHE E BIODINAMICHE CERTIFICATE, PREPARA OGNI GIORNO MENÙ FRESCHI, SENZA L’UTILIZZO DI PRODOTTI CHIMICI, INDUSTRIALI, SURGELATI, CONGELATI E PRECOTTI, GARANTENDO VARIETÀ QUOTIDIANA, IN SINTONIA CON LE STAGIONI. E’ APERTO TUTTI I GIORNI: A PRANZO DAL LUNEDÌ AL SABATO; A CENA VENERDÌ E SABATO.

FEDERICO II E LA CITTA’ DI VITTORIA

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VIDEO -Incontro con: Roberto Greci
Docente di storia medievale Università di Parma

Relazione di Roberto Greci al “VEGADINNER” del 30/11/2005 sull’assedio di Parma fatto da Federico II, la difesa, la fuga dell’imperatore Svevo e la vittoria di Parma.
(durata: 29,40 min)

Parma, 30 novembre 2005

vedi articolo“Federico II e la città di Vittoria”

Autore, regia, riprese e montaggio: Luigi Boschi
Postproduzione: Arcoiris
Produzione: Florance  

PARMÀLA

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 "Datevi da fare – sollecita il sindaco Ubaldi– producete ricchezza altrimenti taglieremo i servizi: non possiamo permetterceli, non c’è sufficiente massa critica!"
E se vi dicessero: "Tenetevi i vostri servizi! Ne facciamo a meno. Piuttosto, andate a casa; siamo diventati così poveri che non possiamo permetterci il lusso di essere amministrati, facciamo da soli!"
Ma è più facile delegare la rapina della cosa pubblica che impegnarsi individualmente per valorizzarla! Un contesto che attenta continuamente la tenuta etica, la cui resistenza prospetta l’emarginazione della persona.

Al Ridotto del Regio è andato in onda il preliminare della piattaforma economica di cui si chiede formalmente il consenso, irridendo i valori democratici e celebrando invece quelli di mercato, per l’ormai obsoleto, promesso, mai visto "Rinascimento parmigiano". Continua il Sindaco: "Il nostro nuovo ruolo è essere promotori di ricchezza!" Dal Loggione: "Si pär lor!" (Sì per loro!)

Voi, proprio voi dite di essere promotori di ricchezza? Forse distributori di ricchezza collettiva a pochi, attraverso gli appalti di ogni genere e l’assalto legalizzato alla cosa pubblica che lascia in eredità miseria in aumento!
Si sofferma ancora il Sindaco: "Bisogna crescere, abbiamo bisogno di dotarci di infrastrutture che rendano la città attraente per nuovi capitali. Venderemo parte del patrimonio mobiliare e immobiliare per investire in nuove opere".
Cos’è la rincorsa alla modernità in epoca postmoderna? La lobby dei costruttori gongola! Appalti, subappalti, consulenze, società di scopo… Alè!! Tutta l’attività amministrativa ridotta a opere, infrastrutture per sedurre capitali! Si ricostruisce la verginità di imprese corruttrici (e non potevano che essere tali posto il contesto e gli obiettivi) con la compiacenza della destra e della sinistra.

La persona nel suo potenziale talento espressivo non esiste; la persona nella sua necessità relazionale un complemento; la persona nelle sue difficoltà della vita uno strumento da usare per l’economia assistenziale; i giovani solo una risorsa da sfruttare, nemmeno un luogo pubblico in cui coltivare il loro divenire, i loro talenti, senza essere rapinati; l’ambiente da lottizzare; il paesaggio in balia della speculazione immobiliare e da una vecchia, scadente progettazione architettonica; i beni storici uno strumento estetizzante per promuovere consumi turistici o da convertire in speculazione edilizia e commerciale. Tutto edulcorato da media locali in cui operano selezionati imbonitori mediatici doc, che si esercitano in spot non stop.
Parma capitale d’Europa? Per ora un’opera buffa!

Ma quale credibilità! Quali credibilità possono avere chi promuove questo sviluppo senza progresso, chi favorisce la concentrazione in pochi soggetti degli incarichi pubblici, chi esercita la lottizzazione partitocratica e dimentica le logiche meritocratiche, chi esercita il potere arbitrario e ricattatorio, chi specula sulla funzione pubblica e si presta ad assumere pluralità di incarichi, chi è in conflitto professionale e di interesse, chi pospone l’obiettivo del bene comune con quello del profitto, chi deprime le risorse e pratica il sottogoverno delle consulenze e degli incarichi, chi cela i progetti finanziati e non realizzati, chi pensa di spingere una città nell’esercizio di una competizione dopata delle infrastrutture e della cementificazione, chi sostiene un’economia senza responsabilità sociale, chi celebra il passato e deprime le coraggiose effervescenze culturali orientate al futuro, chi sperpera ingenti risorse collettive per celebrazioni con artisti strapagati via Montecarlo, chi sostiene le inutili riproduzioni burocratiche, chi usa la legalità e produce ingiustizia, chi si adopera e consente di parassitare la cosa pubblica, di speculare sul disagio delle persone…
Finché non saranno rimossi questi ostacoli che determinano la credibilità di un sistema, finché i diritti di civiltà non diverranno obiettivi di un’economia avanzata, non possono sussistere le condizioni di dialogo. Il poeta F. Thompson: "Tutte le cose sono legate da legami invisibili, non si può strappare un fiore senza turbare una stella".

La qualità di vita di un luogo non è determinata dal restyling estetico, dalle forme celebrative, da costose opere, funzionali di fatto, a ricchezze private!
Gli assets principali di una comunità sono costituiti dalla capacità generativa, dalla solidarietà propositiva, dalla forza culturale comunitaria, dalla tenuta etica, dalla condivisione consapevole e partecipata di obiettivi futuri.
Si assiste invece a un’amministrazione prodotta e generatrice di una società ridicola che si compiace nell’orgia alimentare animale (anche in tempo di aviaria), incapace di rispetto per la dignità delle diverse forme di vita, supina agli appalti devastanti, ai consumi industriali di cadaveri alimentari e loro derivati… e su cui basa la sua ricchezza economica, la sua immagine. Capace però di sussulto pubblicitario per i bocconi avvelenati! Forse che i lager dei suini, dei bovini, degli equini, macellazioni e lavorazioni annesse, per il piacere della gola, sono i loro parco giochi?

Questa è una società al collasso che mente a se stessa, i suoi componenti sono infetti e il rischio è il contagio virale. Non è il bilancio da contestare, i numeri da aggiustare, quali opere da realizzare. Molte furono le proposte, antesignane -fra il ’96 e il 2001- sottoposte alle amministrazioni (il diritto alla prima casa, il museo del design alimentare, il comune digitale, il piano urbanistico on line in simulazione virtuale, idee per iniziative innovative, ecc), ma da cui non si è mai avuto risposta e se vi fu, fu negativa, altre fatte proprie e banalizzate: oggi, sono rivendicati come progetti di visione strategica. Chi li propose fu e resta ignorato. A chi presentò un progetto di logistica per la città: gli fu tolta ogni licenza. La cosa pubblica è "cosa nostra"! E’chiaro!… Riservata a una ristretta élite che decide. Il pueblo deve accettare quel che gli viene propinato e pagare!
Una finzione democratica rappresentativa in cui maggioranza e minoranza sono alleate.

Avete devastato luoghi, avete reso invivibili aree, divenute ambienti per la depressione, le droghe, l’alcolismo, la prostituzione – il malaffare – quando c’erano invece tutte le condizioni per coltivare altri mondi possibili. Vi siete piegati e ripiegati alle speculazioni. Avete lasciato che la spremitura economica del boom industriale fosse fine a se stessa. Avete lasciato che aumentasse la povertà assoluta e relativa. Siete stati incapaci di indirizzare le risorse verso le nuove frontiere che avrebbero presentato nuovi orizzonti, generato nuove culture. Oggi si vorrebbero ma non si sono coltivate! Un contesto culturale innovatore, aperto alla ricerca non lo si compra, si genera, costruendolo giornalmente, nel tempo.

L’esercizio sul confronto amministrativo sarebbe semplice, se vi fosse intesa etica, ma io non credo, e ne ho le ragioni, alla qualità etica di questa amministrazione, né a quella della sua opposizione; io non credo alla qualità etica di questa classe dirigente; io non credo alla loro visione, miope, demagogica, millantatrice, in malafede. La storia ne è testimone!
Oggi le maggiori espressioni economiche dei parmigiani, fatte rare eccezioni, non sono più loro!! Io non credo a una classe dirigente di poltroni numerati dalle pratiche censorie, di emarginazione, incapaci di verità, dialogo, vera partecipazione. Maestri invece in quelle amico/nemico.

Il loro agire è stato demolitore delle culture cognitive innovatrici e creative, che ora invocano subdolamente. Quante potenzialità lasciate andare a male!! Si è prodotto consapevolmente un danno alle persone, alla collettività. E non mi interessa se un esercito di affini nelle variabili di colore li ha votati. Proposte e aggiustamenti amministrativi sarebbero un esercizio semplice se vi fosse fiducia etica, prima ancora che politica.
Può esserci dignità politica, fiducia strategica amministrativa per costoro? Avrei preferenza di no!
Ditemi che non è vero, dimostratemi che mi sbaglio! Lo vorrei, come vorrei essere in errore! Posso anche capire quanto sia difficile virare in corsa, convincere una comunità a cambiare, mentre si crede su una nave inaffondabile, ma senza il coraggio della verità, di affrancarsi da una rotta destinata all’iceberg, la fine è il Titanic. La verità è destabilizzante: già abbiamo avuto esperienze passate e presenti di cosa vuol dire. E i responsabili erano sempre lì, in prima fila! (Parma, 29/11/2005)

Luigi Boschi

ZOMBIWARE

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Prostituzione della mente, più che del corpo, già da tempo dilaniato dai voraci consumi del branco, privo di intimità, di un proprio spazio, anzi ne hanno perso la consapevolezza; qualche sussulto a volte, ma poi è impedito, represso…anche quando esaltato dalle forme dell´apparire: mente e corpo continuamente sacrificati al vitello d´oro! Si brucia l´umanità e si mercificano i resti. La mente persa, il corpo allo sbando. Una pandemia di obesi con cervella fritte e frattaglie putride. E´ la comunità dell´orgia e delle stupidità, fratello! Godila! L´inutilità di parole anali e la cultura del branco…Cerebrolesi! Incapaci di frasi compiute, si esprimono con gettiti vocali, così pieni, così carichi di intensità! Una tribù di mercato, priva però dei valori tribali. Il loro starnazzare, il loro muoversi da polli d´allevamento! Poi il vomito da…ubriacature, ingozzamenti da cibo, sigarette, psicofarmaci, tracannamenti d´alcool…non disdegnano droghe nelle diversità di gusto; ma di più, di più…non si può? Cosa è che possiamo trangugiare ancora? E poi?… Poi il vomito di se stessi nella turca, nel water. Questo il divertimento, queste le serate a tema tra compari, questo è il loro stato di relazione con sé, con gli altri. Una epidemia da obesità di stupidità. Persone cloache, clonate, di consumismo. Devastatori di sentimenti, che ridicolizzano nella complicità multipla e reciproca…I sentimenti? Cultura arcaica! In batteria si pratica l´istinto sessuale fisiologico, non c´è spazio per l´intimità, per l´individualità, per amare. Incapaci di dirsi la verità, di guardarsi dentro, svuotati…se si scoprono è la disperazione…accumulano una ferocia latente e camuffata, se sprigionata, spesso, diviene tragedia. E allora, i vicini: "Ma era una persona normale, gentile! Era uno di noi! Poi così, all´improvviso, non me lo aspettavo!" Si rifugiano nella ricerca dello sballo continuo di gruppo per annebbiare la vista e immaginarsi diversi nell´omologazione obbligata dal contesto. Sono disponibili a farsi quotidianamente rapinare nelle drogherie del consumo, pullulanti ad ogni corner…Individui senza senso, se non quello di essere ridicoli, alla ricerca sempre di un padrone…E´così che li hanno voluti! Un padrone che consenta loro a fine mese di avere i soldi per riprodursi in questa infinita miseria, menzogna, ipocrisia. Vogliamo un padrone! Questa è la loro felicità! Quando viene a mancare il datore di lavoro, oggi datore di precariato, tutta la comunità si mobilita preoccupata di perdere un adepto della "setta del vomito sociale". Appena viene reintrodotto, attraverso colloqui di lavoro, o meglio, di imbecillità di servizio retribuita, con test attitudinali e prove di intelligenza (!), se non, a volte, di prestazioni personali, la comunità tutta si congratula per il reinserimento e mantenimento del collega, complice azionista del circo delle volgarità. Una società orientata al massacro dell´intelligenza. Se non sei dei loro, un omologato, sei discriminato, emarginato e la tua dignità calpestata. Come ti permetti di voler essere diverso? "E´ ancora tra noi…bravo avanti! Complimenti!" I genitori sollevati: "mio figlio ha di nuovo un lavoro" è così che continuano a chiamarlo, pur consapevoli della inutile finzione e repressione del suo potenziale, del suo talento…nemmeno espresso da quell´inutile certificato di laurea…oggi un attestato formale di ignoranza in merito. "Ti farò un bel regalo!" E sì, di questo si preoccupano, che possa alimentare, dare il proprio contributo umano a questa società, che poi contestano…a parole, ma di cui sono responsabili per la riproduzione, con le loro scelte quotidiane! Cosa è stata capace di produrre la cultura della lottizzazione partitocratica! Questi funzionari burocrati del partito che rubano ricchezze collettive, occupano posti di potere per desertificare i luoghi, le menti! La qualità della vita! Eh! La civiltà! Che conquista! Il mito del successo economico! La libertà!… Balle, falsità!! Una umanità ferita e malata incapace di discernere i valori, conformata a delinquere, alla prepotenza, alla insensibilità. Un mondo di alieni allevati in assenza d´amore, represso per le pratiche di gruppo. Figurine umanoidi che si muovono inconsapevoli in un immenso zombiware, un software sociale open source al cui sviluppo partecipano giornalmente, capace di inglobare e riprodurre all´infinito spazzatura umana, virus necrofili impestanti, vuoto umano. Urlano "lottiamo contro la fame nel mondo" e vomitano per eccesso di cibo e alcool, altri riempiono gli ospedali per malattie da alimenti! "Lottiamo contro la violenza, l´arbitrio di potere!" e si annientano nella devastazione dei sentimenti, che stuprano con l´endemica ipocrisia. Progresso? No, sviluppo di consumismo idiota di massa. E le fogne rigurgitano! (Parma, 24/11/2005) Luigi Boschi

IL PROGETTO CASA

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Lettera al direttore della Gazzetta di Parma

Signor direttore, mi rivolgo al sindaco Ubaldi. Se il progetto casa è divenuto, finalmente, nel Sant’ Ilario 2005 obiettivo prioritario, potrebbe dirmi perchè quando lo proposi nel 2001 non lo prese in considerazione? Non si vedevano già le condizioni del disagio? Perchè nel 2002 quando chiesi che fosse posto nei progetti prioritari dei programmi elettorali dei candidati sindaco e dell’Amministrazione mi disse che era pura utopia? Parma era in altro pianeta? E nel 2003, quando presentai una specifica proposta di legge, considerando la " prima casa" un diritto di civiltà, non ebbi alcun riscontro nè da lei, nè dai suoi preposti? Disattenzione, miopia o l’attuale è pura demagogia? Una curiosità: il progetto del Senato cittadino con i premiati del Sant’Ilario è un’idea e un progetto del professor don Moroni, perchè non lo ha citato nel suo monologo? Pura dimenticanza? (Parma, 17 gennaio 2005)

Luigi Boschi 

L’ASINO DI TOSCANI

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La comunicazione di Toscani, pur essendo una provocazione funzionale all’impresa da cui è pagato, non è mai stata del tutto servile. E’ forse uno dei pochi che è riuscito in questa impresa. Toscani produce effetti collaterali attraverso l’uso di eventi provocatori, per promuovere il brand. C’è chi si è ripiegato, in varie forme, all’opera celebrativa di impresa o di prodotto: i più noti Sanna, Testa, Pirella, Erberto Carboni (riuscendo, però, spesso, in operazioni che rimarranno nella storia del design e della comunicazione). Chi, invece, pur volendo nell’esercizio di creatività indipendente, non c’è riuscito perché il contesto glielo ha impedito. La censura in questa città risale all’epoca del Ducato!! Non amano il contraddittorio. L’emarginazione, se non sei dei loro, è una pratica che li diverte e la esercitano in tutte le forme.

A Parma gli asini non volano ma sono in piazza, da sempre! Pronti a ragliare per il potente di turno. Toscani, volutamente, celebra lo scontato. Una sindrome, sembra, della società al colesterolo, di cui siamo tra i primi produttori… e che la burocrazia dell’Authority certifica.
L’esercizio estetizzante e marketese, sia nel linguaggio che nelle forme, del “Festival dell’architettura”, si rivela quando andiamo a vivere nell’inferno urbanistico progettato dai professionisti dell’architettura, voluto dagli amministratori pubblici, realizzato dalla speculazione immobiliare affaristica. Lo vediamo a Parma, che non è delle peggiori, cosa si è stati capaci di produrre. Andiamo a vedere gli interventi dei nostri architetti!! Teatro Due, Palacassa, Eurotorri, urbanizzazione Paradigna, il muro universitario.
Quartieri periferici mal collegati (il trasporto pubblico è voluto inefficiente), senza vera vita, dove la socializzazione avviene nel supermarket. I parchi verdi considerati un complemento, ridotti a serragli: i 13 mq procapite di Parma sono un indice di qualità rispetto ad altre città!! dovuto però al torrente che l’attraversa da sud a nord). I bambini? Invitati a sgranchirsi coi videogiochi.
La tangenziale prima coi semafori, poi, passa di qui, che di lì non si può! Piazzale della Pace, il prato più caro d’Italia: per decidere di seminarlo si sono spesi miliardi… per anni! L’alta voracità (TAV) che attraversa il centro città a nord.
Se piove due giorni le strade sono allagate e le fognature rigurgitano; al terzo si mobilita la protezione civile.

Il Po il fiume più bello e importante d’Italia ridotto a canale fognario, Milano non ha i soldi per i depuratori!! Appena si può si estrae sabbia per la cementificazione o liquame (che sostituisce l’acqua da anni) per i nostri campi, che ritroviamo poi nei nostri cibi. E il suolo continua la sua marcia di impoverimento e di desertificazione.

Si spendono soldi pubblici per far andare su bici elettriche le persone: va bene per gli anziani, ma quando vedo un giovane o uno di mezza età, che non sia impedito, su una bici elettrica a Parma… che non è Los Angeles, beh, quello per me è il simbolo dell’impotenza fisica e mentale.
Il Teatro Regio, sì, anche lui fa parte delle architetture delle conoscenze usurpate, occupato da un Sovrintendente autorizzato, dagli apparati pubblici tutti concordi, via Proczynski, il noto agente artistico, a esportare da sempre denaro pubblico a Montecarlo!! E così pure il suo collega della Toscanini! Un binomio (Meli -Baratta) che gestì per anni la musica di Parma, con ragli d’asini ovunque. 

Ma d’altra parte anche i monasteri, luoghi di culto e del bene comune, sono oggi occupati e impiegati nelle forme del consumismo affaristico. Toscani, propone questa sua installazione artistica provocatoria (quanto ci è costata?), di cui si è consapevoli, ma che l’ignoranza del conformismo deve avere da firma nota per la goduta sadomaso. La cultura celebrativa del già noto è un oppio di cui questa città non può farne a meno.
Saluti da Parma. (Parma 23 settembre 2005)

Luigi Boschi