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IL FUNAMBOLO E LA LUNA

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– Intervista di Cristina Donati a:

Elisa Galvagno, Noemi Condorelli, Leonardo Adorni, Jacopo Maria Bianchini
(durata: 5,32 min.)

Noceto (PR) 2005

riprese: Giulio Cesare Gherri
montaggio e postproduzione: Giulio Cesare Gherri
produzione: Comune di Noceto (Parma)

   
 

 

SERPI E AVVOLTOI

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Caro Molossi, “come si fa ad amare una bella donna -direbbe Pasolini- avvolta dalle spire di un serpente?” Solo amanti inconsapevoli e ignoranti continuano a farsi inghiottire dalle elastiche, ingorde fauci che lo alimentano.
Non fu Stalin alleato di Hitler, prima della campagna di Russia? Montanelli da giornalista storico, disse cosa era già avvenuto, scrivendo che avrebbero dato del fascista al segretario del PC.
La pace rientra nei diritti naturali dell’uomo, non è di destra, non è di sinistra. La guerra, una sovrastruttura di civiltà(!), voluta e gestita dall’oligarchia, che brutalizza la dignità umana per un interesse economico e di potere, questo è legale! Non è vero? Ciagate è l’ultima espressione di questa cultura umanitaria!
Se è vero che ogni individuo deve ritenersi consapevole responsabile della qualità di vita di un luogo, è altrettanto vero che non si può consapevolmente continuare a produrre rifiuti umani, vite di scarto (Zygmunt Bauman), fomentare lo scontro e l’odio sociale tra poveri e cittadini. Forse la contestazione a Cofferati meriterebbe un’analisi più attenta, evitando banalizzazioni!
Una cosa è la contingenza, altro la coscienza storica, altro la responsabilità sociale individuale e collettiva. La barbarie in atto nelle politiche migratorie non sarebbe tale, se si fosse agito con la responsabilità di cittadini del mondo, consapevoli delle atrocità in atto e compiute. Gravi responsabilità ha la politica estera praticata dai Paesi occidentali: Padre Zanotelli è testimone vivente di cosa si fa là, in quei luoghi…abbandonati dalla coscienza e dalla ragione dell’uomo. Sono la vergogna della nostra civiltà. La storia parla, il sangue cola ancora caldo. Per anni i Paesi poveri sono stati sfruttati e si continua a farlo, in tutti i modi, imponendo dittature, derubandoli, rendendoli sempre più poveri, facendoli vivere in lager (Fabrizio Gatti ne ha dato recentemente una testimonianza), schiavi della civiltà occidentale…creandogli un debito i cui proventi, loro, i poveri, non hanno mai visto. Che conoscono bene invece i manipolatori della finanza internazionale, con ricchezze rigirate alla “casa madre” e ricchi conti correnti di pochi nei paradissi fiscali o nelle banche Svizzere…con il contributo e la copertura spesso delle organizzazioni per gli aiuti umanitari. Questo non grida vendetta? No, questo è legale!
E’ vero o non è vero che sono stati privati delle loro culture, sono stati preda del consumismo occidentale, colonizzati dal pensiero economico dei cosiddetti Paesi avanzati? Usati per il lavoro nero e di basso servizio, funzionali alle esigenze di precarizzazione e banalizzazione del lavoro di una economia al collasso? Ed è facile agire sull’ignoranza, come le api che vanno al miele; ma è un boomerang pericoloso, sanguinolento che sta ritornando, con tutta la rabbia per la vita massacrata. Questo, è stato fatto, questo è stato legale!
Oggi si assiste alla lotta per i diritti naturali e per i diritti di civiltà che l’avidità dell’oligarchia di potere impedisce fomentando la ribellione, le lotte, gli scontri: questo è legale! E sappiamo come spesso queste vere e proprie battaglie vengono strumentalizzate da chi dovrebbe interpretare e far rispettare la legge: a Genova Giuliani docet! E le stragi senza verità, con la copertura dei servizi segreti, dopo anni di indagini, processi: questo è legale!
Gli attuali poteri invitano alla lotta, al disordine sociale e da questo ne traggono profitto. Michael Moore in Fahrenhait 11/9 ne documenta una recente storia. Lo scontro è culturale, non fisico. Non capisco il gusto di andare contro a un esercito armato, con le pietre! Della serie aiutiamoli a farci del male. Si incrementa solo il potere istituito che si rinvigorisce col sangue e il terrore. La ribellione è silente, aspra, dura, determinata con astensione dai consumi e dai loro umilianti salari, con tenuta etica, senza prostituirsi alla necessità, voluta da chi non è interessato al bene comune, ma ai propri interessi. Le lotte se si vogliono fare devono essere radicali, non di compromesso. Un giorno mi prostituisco, l’altro no; oppure part time…da non confondersi con la debolezza dell’uomo! E’ l’ignoranza dei consumi che alimenta le finanze di chi pone l’interesse personale al di sopra del bene comune. Una società inconsapevole per lo più di essere manipolata, drogata (basta vedere cosa contengono i carrelli della spesa all’uscita dei supermarket!!): obesi contro affamati del mondo! Carni di cadaveri d’animali allevati in incubatoi pestilenziali…per la gola dell’uomo…e l’avidità economica. Questo è legale! E chi ne è consapevole, spesso, non ha la forza del ritorno, ma si lascia vivere nel piacere oppiaceo consumistico che annienta la volontà, deprime le menti, produce schiavi del niente. E’ l’era del non ritorno, di una società al collasso dove un esercito di poveri sottostà, non so ancora per quanto, a una oligarchia di ricchi senza scrupoli; di burocrati al potere che fingono il processo democratico.
E’ di destra o di sinistra il diritto alla prima casa, il diritto alla salute, il diritto alla cultura, il diritto alla dignità, il diritto alla solidarietà, il diritto alla assistenza nelle difficoltà della vita, il diritto a un contesto in grado di liberare le potenzialità della persona? Amare è volere il bene degli altri, non arricchirsi ingrassando in una solitudine glaciale. Jankélévitch: “essere custodi dei diritti altrui, non gendarmi dei loro doveri”. Quando il processo economico e burocratico non sono in grado di garantire queste forme di vita, il diritto della forza ha il sopravvento ed è sangue senza discrimine.
Io mi chiedo perché gli “inferociti illegali” sono così numerosi, sono forse nati così? E’ in atto una clonazione?
E’ facile vedere gli illegali, spesso disperati, tra i poveri piuttosto che tra i potenti che “legalmente” si spartiscono ricchezze collettive o fan fuori chi ha perso l’immunità per grazia ricevuta. Ma gli illegali, eticamente ricchi, nella storia sono in buona compagnia con disubbidienti di tutto rispetto: i martiri della Resistenza, Mazzini, Don Milani, Gandhi…gli apostoli…Gesù dove lo mettiamo? Tra i consenzienti delle leggi del tempo? Vi sono poi esempi, forse si preferiscono, tra gli ubbidienti martiri: Socrate, gli Ebrei…con l’ubbidienza han denunciato la tragedia voluta dal potere!
Non c’è destra, non c’è sinistra, è vero, sono solo espressioni obsolete di finzione democratica contrapposta: è un puro esercizio di spartizione di potere. Ideologie umiliate da miseri uomini alla greppia economica. E qui sta il loro fallimento!
Non c’è destra, non c’è sinistra, c’è l’uomo, espropriato della possibilità di partecipare, messo al confino, ai margini, con i suoi diritti naturali negati, con i suoi diritti di civiltà, pagati con la lotta, con i suoi beni, con le sue risorse, non riconosciuti. Risorse pubbliche spesso oggetto di illegalità impunita per il loro accaparramento, negli appalti ad esempio!! O per i loro ricchi stipendi e i multipli incarichi compresi nella finzione di servizio politico…lobbisti in Parlamento: questo è legale! Risorse pubbliche sempre andate in tasca a pochi in cambio di niente, con incremento del debito pubblico rimasto sul groppone della collettività, che magari si vede così negato il diritto alla sanità, all’educazione, ai servizi sociali ecc.
Il rispetto della legalità? Sulle rime che la legge è uguale per tutti? Caproni:” Farabutti!” poetò. (Parma, 28 ottobre 2005)

luigi.boschi@libero.it
Tel 333 7363604

Risposta all’editoriale del direttore della Gazzetta di Parma Giuliano Molossi, “Il Fascista e il Serpente”, pubblicato mercoledì 26/10/2005

IL VOLTO DELLA CIVILTA’

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IL VOLTO DELLA CIVILTA’


autore, regia e riprese:
Luigi Boschi
montaggio e postproduzione: Arcoiris
durata: 13.42 min

Parma, 28 ottobre 2005

MARIO BRANDINI: ARTISTA PARMIGIANO NELLA BARBERIA DELLA SCIENZA

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MARIO BRANDINI
                        
opera di Mario Brandini
Incontro con l’artista Mario Brandini e alcuni amici nella “Barberia della Scienza” a Parma in borgo delle Colonne.

Marzio Dall’Acqua di una sua opera ha scritto: “Un motivo tipico della pittura cubista viene qui trasformato in pitto-scultura per cui le suggestioni Picassiane si mescolano con i violini di Arman in un gioco che coinvolge lo sfondo e la cornice tra ironia e citazione”.

autore e regia: Luigi Boschi
riprese: Luigi Boschi, Marta Mambriani
montaggio e postproduzione: Arcoiris
produzione: Florance
durata: 27.04 min.

Parma, 28 ottobre 2005


AMORE E MENZOGNA

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Chi produce menzogna, mezze verità, poi, pretende trasparenza dagli altri! Non dà spontaneamente la fiducia, consapevole della sua dimensione. Gelosa e insicura brancola nel sospetto e vive nel danno. Se non c’è lo elabora.
Negli anni ’80 i politici dichiaravano guerra all’evasione! Non vi fu periodo più corrotto!
Le virtù etiche, si sa, si acquisiscono con l’esercizio. La bellezza della persona semplice, e questo è talento, dote, si immiserisce perdendo lealtà e sincerità. Quando la furbizia devasta l’intelligenza è la banalizzazione della vita. Si arriva ad aver paura della verità! La verità diviene quasi un pensiero rivoluzionario!
Chi produce falsità, inciampa nelle bugie che immiseriscono la sua ricchezza naturale. E’ una persona che deve dimenticare, ne è costretta… per forza di sopravvivenza! Non esiste memoria per lei, sarebbe letale. Deve dimenticare per perdere il ricordo del danno, del male che continuamente viene prodotto dalla sua incapacità di vivere nella verità. Diviene pericolosa, capace anche di feroci efferatezze… che minano l’equilibrio della sua vita! E spesso degli altri! Arrivando ad accusarli e scaricando su di loro il suo senso di colpa.

L’innamorato è in uno stato di grazia, vive nell’amore, lotta, lo difende, ma se l’amata vive nella menzogna, dileggia i suoi sentimenti. E’ costretto alla rassegnazione della ragione per la difesa della propria vita, deve difendersi… deve difendersi da chi è capace di manipolare il sentimento d’amore… che non può essere fermato, imbrigliato, poi rilasciato, quindi di nuovo imbrigliato e di nuovo rilasciato; non è più vivere nell’intensità, ma nella mediocrità che impoverisce lo spirito. E’ un vivere penoso. Fatto di grettezze, ripicche, ricatti. 

L’innamorato non ha mezzi per difendersi… nel momento che ne diviene consapevole non è più innamorato… perché innamorarsi è perdersi d’amore nell’altro… non c’è difesa! La complicità spontanea è condizione indispensabile, altrimenti, è perdersi nel vuoto. Non può esserci complicità nel sospetto.
Le persone semplici, sensibili, ma incapaci di vita nella verità, cedono alla loro schizofrenia: così apparentemente sembrano dare, ma succhiano la vita altrui, la svuotano. E’ un veleno che agisce giornalmente in silenzio. Il dramma è che si riproduce anche su chi lo esercita, con effetto invasivo metastico o di impermeabilità psicologica, come l’acqua sul vetro; continua a svuotare giornalmente la sua ricchezza dalla carica del suo dono naturale: la semplicità, che invece mortifica… e la personalità diviene sempre più fragile. Preferisce lasciarsi vivere nella banalizzazione del danno menzognero… un lago torbido in cui nutrirsi, ma che uccide il suo talento e così pure l’amore da lei riconosciuto. Passa il tempo. Il vetro anche se impermeabile si infrange o crepa alle scosse della vita. E così la personalità. La passione di sentimenti d’amore con l’innamorato è travolta.

Il sogno e l’utopia se non divengono progetto di vita svaniscono! Spesso l’amore subisce uno stupro collettivo dalla società del perbenismo, ripiena di pregiudizi e dedita alla maldicenza. Per non parlare dello sgarro per dispetto! L’amore ridotto a pena e l’innamorato a macchietta.

Che fa la persona amata, invasa dall’aria del conformismo, posseduta dal germe della falsità? Passato lo stordimento sta con gli stupratori e mortifica sistematicamente chi l’ama e chi purtroppo di lei si è malauguratamente innamorato. L’amore è impegno nel piacere del donarsi; lo stupro violenza gratuita, perdita di dignità, spesso morte… Chi si presta è un maledetto della vita! L’amore? Diviene un sogno infranto dalla follia mortifera. Sarebbe stato bello!! E così non è più amore. L’innamorato sfiduciato seppellisce la passione e vive già di ricordo. E’ la fine che si trascina come ogni fine. E’ già scritto, purtroppo…

L’innamoramento non corrisposto è struggente, devastante. Dapprima l’amata non è consapevole delle conseguenze, poi lo vorrebbe, ma l’amore non c’è più. L’incalzare dei fatti l’ha distrutto. La persona consapevole della perdita diviene preda della necessità di riempir di banalità il vuoto d’amore prodotto. Un amore che ha visto, ma non ha voluto trattenere… che ha lasciato stuprare, che non ha saputo difendere, forse volere, perché impaurita… dalla bellezza che non vive nel torbido! Un amore che malauguratamente sopravvive ai tornado devastanti… è imbarazzante… e allora bisogna liberarsene, ma non si sa come… si spera nell’altro, nel cedimento dell’innamorato…

Amare è impegno naturale. Se l’occasione è una grazia, per coglierla bisogna essere in stato di grazia così da fecondarla, non lasciarla morire. L’amore trovato per gioco, continuamente abbandonato, distrutto dall’amata che si lascia accecare dalla continua visione e attrazione di luci fatue che rincorrono la sua vita. E c’è chi scambia poi l’amore con le carte di credito… con le cose donate… L’amore o l’innamoramento come possesso dell’altro.
E così lei perde la visione, si fa intrappolare dal parco giochi dei balocchi che preferisce all’intensità piena, ricca e si fa svuotare dalle miserie travestite di gioia. Si fa opprimere dalle esigenze economiche. I sentimenti sono repressi in un mondo di cose inutili da fare. Relazioni funzionali prive di passione o vera amicizia. Facce incapaci di sorridere, menti catatoniche pavloviane!… coppie che si sopportano nella convenienza.

C’è chi si presta con spirito da crocerossina a curare le malattie d’amore d’altri, le devastazioni psicologiche da droghe… per dimenticare se stessa, le sue ferite che bruciano… i suoi rimorsi che la lacerano. Il dolore dell’altro, un utile antidoto per soffocare l’urlo del proprio! La passione ridotta a sesso fisiologico, l’amore ridotto a rimedio contro la paura della solitudine. La vita si inaridisce. Le fiere disumane hanno il sopravvento. Il pressing dell’esigenza economica riduce il lavoro a prostituzione dell’intelligenza. Sedotta consapevole dal niente, lascia distruggere codardamente l’amore… ma è più forte di lei. Le acque limpide non si addicono a chi vive nel torbido. E’ un addio, silenzioso… ciò che rimane di un amore abbandonato, di un innamorato sopravvissuto alla caduta nella voragine del danno di vita dall’amata voluto.

La furbizia immiserisce continuamente l’intelligenza che non riesce più a vivere nel valzer delle menzogne; la sua parola non regge il confronto e si ammutolisce per non tradirsi… perché il bugiardo non ha storia, non ha futuro, si limita alla sopravvivenza nel presente producendo solo danno!…anche senza volontà. Si maschera dandosi come opera buffa per rimanere aggrappata ai fantocci della società… L’illusione consapevole!
Ogni essere nasce nella verità che è la sua fonte di vita naturale, la sua luce. Poi gli adulti gli creano un bel contesto di falsità… La bugia attrae l’innocente, che pensa di farla franca… sempre!… e continua a rubare al buio la marmellata, ma il vaso si svuota e la verità emerge improvvisamente senza discriminare piccoli o grandi tradimenti. Allora la vita diventa una scatola vuota. La menzogna diviene un habitat senza del quale sembra di non respirare. L’io innocente, sistematicamente sepolto, estromesso dalla vita. E così si muore nello spirito sorretto, nel migliore dei casi, dal seduttivo psicofarmaco che fa illudere di esserci, ma il soggetto non c’è più… c’è lo psicofarmaco.
E’ l’ulteriore menzogna in cui crede, che addirittura si nasconde per la paura di cadere preda del panico… e del suo baratro, da cui solo una nuova grazia d’amore, riconosciuta!… potrà forse far risalire. (Parma 23 ottobre 2005)

Luigi Boschi

PARMA: INCAPPUCCIATI ALLA GREPPIA

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Eccolo di nuovo…Parma Europa show…Una volta c’era Bracco Baldo…ricordate? Divenuto oggi, in versione provinciale, Elvio Baldo. Il media imbonitore locale, Adrasto, con piglio pubblicitario da bravo mercante televisivo presenta il suo riconfezionato circo urbano. La bancarella televisiva scenograficamente rinnovata presenta i prodotti di sempre. Una stagione da non perdere!!! Sostituito il latte con calce e cemento, rimpiazzati i Tonna e gli Ugolotti nel gran consiglio…vai che si riparte col “calcio in culo”, giostra maestra di vita. Venite, nuovo giro, nuovo regalo! E’ lui, il nostro sindaco, il primo ospite. Toh che strano! Dai Ubaldigno! Sei il migliore! E a veder la concorrenza c’è da star poco allegri! Corron tutti per lui destra e sinistra. E’ riuscito a metter tutti d’accordo. Se lo contendon i rappresentanti delle fazioni…Gestione degli appalti docet! Sa come funziona, lui, la macchina! Una vita (al servizio!) spesa in Comune con la sinistra, poi con la destra. Parma è una città coesa, omogenea, tutti d’accordo…a spartirsi la torta. Tutto il mondo è paese dice un luogo comune impestato dal virus mortale della rassegnazione. Il mattone parmense, pur senza merito architettonico, costa caro. Mancano case!…E’ vero, soprattutto a quelli che non ce l’hanno! Mancano centri per i giovani! Non senti come protestano? Ma non c’è avida speculazione di rendita, d’area e immobiliare! No! E’che cementifichiamo poco rispetto ad altre città! E’ vero bisognerebbe farne di più…Ci stanno così bene le persone dentro al cemento! Guarda come è riuscito bene quell’involucro umano di Carmassi: rimangono ben allineati, su più piani, sulla tangenziale per il ricambio d’aria continuo, possiamo anche moltiplicarlo! Sembra fatto apposta per loro…gli studenti! Una architettura…in linea(!) col nostro territorio! La “Città cantiere” piace e funziona…E poi è così conveniente all’Apparato!! Cosa dice l’azzimato esperto consigliere di Lunardi? Ce n’è da fare! Ma sì, se ne può fare…Di più, di più! Poi mancano ancora i sovrappassi, i sottopassi, ponti, tunnel, metropolitane, tranvie, funicolare…E una stazione di lancio spaziale? Si potrebbero mandare in orbita forme di grana e prosciutti visti gli attuali insuccessi terreni. Te lo immagini che mercato! Il pagamento è già assicurato dal paradiso fiscale col fondo del “buconero”, collegato con quello dell’ozono dalla via lattea…oggi conviene investire nella finanza creativa: qui abbiamo un centro studi con esperti di livello universale. Incriminato di turno Maurizio Chierici, il cui racconto sulle cose del Ducato e delle locali lobby affaristiche, riesce indigesto al conformismo benpensante! Un giornalista che non si documenta, che parla per sentito dire! Ha del risentimento! Ma perché non se ne sta in Avana a raccontar cose di laggiù, anziché parlar dei nostri affari…e dei nostri cappucci! E’abituato ai sombreros sudamericani! Fa confusione. Non si adatta al cambiamento di clima. Le nebbie padane son altra cosa… Qui non abbiamo bisogno di corrispondenti locali; abbiamo tutti sui nostri libri paga…li abbiamo in diversi formati! Diciamo noi cosa si deve dire, non è vero Adrasto? Abbiamo i nostri giornali, le nostre tv, i nostri funzionari fedeli, i nostri tribunali, le nostre fondazioni…Il bollito locale non ama il piccante, ma preferisce le salse dolci col ripieno…fa meglio al diabete e lo preferiscono i trigliceridi! Qui son fatti così, perché cambiar gusti? E’ anni che lavoriamo sull’omogeneizzazione cerebrale, ma ogni tanto qualcuno ci sfugge!! Come gli ictus! Quel giornalista che dice a tutti che siamo massoni, mentre invece la massoneria a Parma non c’è! E lui insiste…E’ come dire che in Sicilia c’è la Mafia!! Insomma ma si dicono queste cose? Che figure! E’ appena arrivata l’Authority. Cosa penseranno di noi in Europa! Faccian così fatica! Ci costano forme di grana e prosciutti e salami e culatelli tutte le volte che li incontriamo. Li alimentiamo tutti i giorni i nostri funzionari europei, come le oche per il patè. Loro non sono già pronti geneticamente come quelli che nascon qui, bisogna abituarli…ma sono preparati. Uno se ne è già andato, aveva il fegato in disordine. Forse abbiamo esagerato con le dosi. Era così bravo!! Faceva degli inchini carpiati appena ci vedeva! Aveva imparato così bene! Noi che siamo sempre lì con i nostri cabaret ripieni di colesterolo…le nostre delegazioni così premurose…sono il miglior punto vendita dei nostri prodotti sponsorizzati dal bianco Calabrese…si da un gran d’affare quell’uomo! Potremmo usare la sua faccia come marchio dei nostri prodotti. Ce ne vorrebbero di quei rappresentanti lì! Oltre al fisso Efsa è a percentuale sulle carni e i formaggi? Dopo tutte queste fatiche, adesso che iniziamo a portare a casa…lui, questo nostro corrispondente, a spander merda! Che rabbia! Che livore! Perché devono esserci persone che non la pensano come noi? Castro non glielo ha detto? Non si fa! Il contraddittorio è insalubre ai colesterolemici, provoca pericolosi sbalzi di pressione! Infarti! E lui lo sa! Certe confidenze a quello lì non le si dovevan fare!! Complici le estati in Berceto con il suo amico avvocato, ora morto, che sapeva tutto della città, di noi, anche per via della difesa nei nostri processi; chissà quali confidenze! Cosa gli avrà detto di noi! Se scrive le sue memorie…Non si potrebbe mandarlo corrispondente sulla luna quel Chierici…per i Russi…Ora con i Cinesi non dovrebbe costar molto il solo viaggio di andata! Don Luigi Ciotti: “La rabbia è l’ira dei giusti, è la collera dei poveri, è un sentimento umano; la rabbia è un diritto, è un atto d’amore”. Luigi Boschi

I VOLTI DELLA INGIUSTIZIA, DELL’ILLEGALITA’ E DELLE NUOVE MAFIE

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video Incontro con Don Luigi Ciotti

I VOLTI DELLA INGIUSTIZIA, DELL’ILLEGALITA’ E DELLE NUOVE MAFIE

Intervento di Don Luigi Ciotti a “I LUNEDI’ DI SANTA CRISTINA” promossi da Don Luciano
Scaccaglia. 
(durata video: 115,18 min.)

Parma, 17/10/2005

Autore e regia: Luigi Boschi
Riprese: Marta Mambriani
Montaggio e postproduzione: Arcoiris
Produzione: Florance

NON SOLO POLLI

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Che cos´è oggi il pollo da carne? Stiamo parlando di broiler. Tutti i polli che compriamo e mangiamo, in tutto il mondo, sono oramai solo di un paio di razze ibride (denominate COBB 500, i cui brevetti sono in mano alla The Cobb Breeding Company LTD), nate nei segreti laboratori di genetica applicata, selezionate esclusivamente per l´ingrassaggio. Il risultato di queste selezioni è una vera macchina biologica ad elevatissimo "indice di conversione": un broiler mangia un chilo e mezzo di mangime e ne "produce" uno di carne. Lo fanno vivere solo 35 giorni (non ha neanche il tempo per diventare pazzo). Questi polli denominati "galletti" quando arrivano a "maturazione" pesano vivi in media sui 2,3 chili e preparati a busto circa 1,2. Per avere queste rese così elevate e cicli biologici così accelerati servono allevamenti e mangimi adatti. Come vengono allevati? Si chiama allevamento integrato. Assoggettato, cioè, alla filiera industriale della produzione di carne, le cui principali fasi sono: produzione della gallina ovaiola, incubatoi delle uova, produzione dei pulcini, magnifici, macelli, industria di lavorazione, logistica, commercializzazione nella rete della grande distribuzione organizzata. Nel nostro paese due aziende controllano oltre il 70% del mercato. Una è l´AIA del gruppo Veronesi e l´altra è del gruppo Amadori. L´allevamento viene svolto in grandi capannoni dove possono stare decine di migliaia di volatili: con una densità di 10-15 per metroquadro, sino a 30 chili di "carne" a mq. (I regolamenti UE per gli allevamenti biologici stabiliscono in tre polli per metro quadrato la densità massima ammissibile). Beccano tutto ciò che ha colore paglierino, giorno e notte, grazie all´illuminazione artificiale. Le temperature sono sempre elevate (anche a causa della luce e delle deiezioni, che vengono raccolte con una ruspa per la produzione della pollina, sottoprodotto usato come concime agricolo o combustibile; e fino a 10 anni fa come mangime per bovini da ingrasso). Le condizioni igieniche sono terribili. Gli animali vivono dal primo all´ultimo giorno della loro brevissima vita calpestando e dormendo sulle loro deiezioni. Le infezioni batteriologiche sono contrastate dal primo all´ultimo giorno di vita con gli antibiotici contenuti nei mangimi; ma per i virus – come si sa – non ci sono farmaci. Da qui l´uso di vaccini che, come è noto, creano una quantità di anticorpi che contrastano l´estrinsecazione delle manifestazioni patologiche del virus, ma impediscono la eradicazione dello stesso, consentendo che animali solo apparentemente sani siano commercializzati: con il rischio che il virus si trasferisca dall´animale all´uomo. A questo si aggiunge il rumore spaventoso provocato dal pigolare di 50.000 – 100.000 animali spaventati, tenuti in quelle condizioni. L´organismo del broiler, che è pur sempre un animale diurno, viene messo a dura prova, l´apparato digerente stressato, la sua capacità di resistenza agli agenti patogeni fortemente indebolita. Nel territorio dove sono inseriti, senza un minimo di criterio di biosicurezza, questi allevamenti sono delle vere e proprie bombe batteriologiche, pericolose e costose per tutta la collettività. Pericolose, in quanto incubatoi di possibili virus rasmissibili agli uomini, come salmonelle e influenze; costose, come il caso dell´ultima peste aviaria costata alla sola regione veneta 110 miliardi, e altri 500 allo stato. Cosa mangiano? I polli dovrebbero mangiare mais, soia e fibre. Trasformano proteine vegetali in proteine nobili. I broiler, che rappresentano il 99% dei 520 milioni di polli e dei 22 milioni di tacchini che mangiamo ogni anno, mangiano esclusivamente mangimi industriali, prodotti in larghissima misura da due o tre aziende. Le formule di questi mangimi sono top secret; possono in questo modo metterci dentro di tutto e di più. Il mais e la soia, che sono i componenti principali (fino al 60/70%), sono in grandissima parte di importazione e di produzione transgenetica, perché costano meno. Contrariamente alle normative per i bovini, i mangimi per pollame e tacchini possono contenere farine di carne e di pesce, pannelli di olio esausto, grassi di origine animale. La vicenda di due anni fa dei polli belgi alla diossina è dovuta a un "eccesso" di PCB, ma se sta nei limiti tollerati si può dare da mangiare ai polli anche oli esausti di motori. Ma i risultati migliori si ottengono con le proteine animali derivate dalle interiora, dalle teste, dalle zampe, dalle piume derivate dai loro fratelli morti in precedenza; oltre alle proteine animali acquistate dove costano meno (farine di sangue e di pesce). Ai polli ed ai tacchini ne vengono somministrate una quantità fino al 30% nel tacchino, un po´ meno per il pollo. Cosa si ottiene? Si ottengono dei pulcinotti venduti come galletti o tacchini, con una carne senza gusto né qualità organolettiche, e di dubbia salubrità. I polli così allevati se li cucini due minuti di più letteralmente si sbriciolano, se li lasci raffreddare rilasciano il classico odore di pesce con cui sono stati allevati. Oggi la carne di pollo non viene offerta da nessun ristorante degno di questo nome, viene data solo nelle mense delle fabbriche, delle scuole o per le mense delle famiglie sotto i due milioni al mese. Per i tacchini è ancora peggio: la carne è letteralmente immangiabile. Amadori la tritura, aggiunge un po´ di manzo e propone in questi giorni con la pubblicità i rotoloni di carne "per una buona domenica da passare in famiglia". Questi rotoli sono fatti con la carne di tacchini con aggiunta di carne di manzo e – come si dice in gergo – con la giusta quantità di aromatizzanti. Nessuno, ad esclusione dei pochi NAS, protegge i consumatori. Nessuno controlla, e i nostri 7000 veterinari pubblici, come da precise istruzioni, guardano, registrano, e alla fine non possono fare altro. (Parma, 14 ottobre 2005) Fonte: Guglielmo Donadello, consulente aziendale settore zootecnico e agroalimentare (Liberazione, 19 novembre 2000)

VEGADINNER 05 OTTOBRE 2005

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incontri conviviali aperti a tutti con la cucina vegetariana vegana.

mercoledì 5 ottobre 2005 ore 20,00
Al Ristorante APRITISESAMO
Via Monte Corno 4 Parma (laterale di via Trento)

Costo 30 euro cad.
Per prenotazioni e informazioni:
333 7363604 (Luigi Boschi)
0521/270274 (rist. Apritisesamo)

MENU’
Crema di verdure con crostini;
Crocchette di miglio;
Lasagne della casa al farro;
Spiedini vegetariani;
Fantasia di crudità;
Nitukè tricolore con maionese vegetale;
Dolce morbido con frutti di bosco.

Vini:
Pinot grigio bianco fermo veneto
Merlot rosso fermo veneto
Prosecco di Val Dobbiadene

Pane:
misto ai cereali a pasta acida.

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Opite dell’incontro: Professor Don Antonio Moroni con una relazione: “Il ’68 a Parma. La nascita della Facoltà di Scienze Ambientali”
Espone l’artista Luca Ferraglia, presente all’incontro

Patrocini:
SSNV (Società Scientifica Nutrizione Vegetariana), Saicosamangi.info, Viverevegan, Movimento dei Consumatori.
Adesioni:
OIPA, ENPA, LIPU, LAV, UNA, LAC, OASI ANGELS, WWF, LEGAMBIENTE, LIFE, LAIKANIMALI

*VEGADINNER: è una iniziativa della Associazione Culturale Operaprima. A cena con gli chef nei ristoranti di Parma. Incontri conviviali con cadenza mensile (escluso Dicembre e Agosto), con la cucina senza cibi di derivazione animale.
Gli chef locali propongono i loro piatti vegani svelando un po’ dei loro saperi e racconteranno lo spirito e le caratteristiche della loro cucina. Dagli alimenti semplici a elaborati piatti: la cucina vegetariana vegana non è povera, anzi è ricca di idee, elementi, sapori, fantasia. Una cucina che scopre cibi e alimenti a volte dimenticati, che rende più sensibile il palato senza produrre danni e arricchisce il piacere di stare a tavola consapevoli di un’etica dei valori nei confronti di tutti gli esseri viventi, dell’ambiente, della salute. Una cultura che non esclude, ma include e rispetta le tradizioni.

Parma 05 ottobre 2005

Luigi Boschi

**Il Ristorante Apritisesamo propone da sempre una cucina naturale con prodotti biologici. Oltre a garantire la qualità delle sue materie prime, tutte biologiche e biodinamiche certificate, prepara ogni giorno menù freschi, senza l’utilizzo di prodotti chimici, industriali, surgelati, congelati e precotti, garantendo varietà quotidiana, in sintonia con le stagioni. E’ aperto tutti i giorni a pranzo dal lunedì al sabato e a cena venerdì e sabato.

IL ’68 A PARMA. LA FONDAZIONE DELLA FACOLTA’ DI SCIENZE AMBIENTALI

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  • Video Incontro con: Don Antonio Moroni

    Don Antonio Moroni, professore emerito dell’Università di Parma, ospite al Vegadinner (convivio vegetariano vegano organizzato dalla ass. culturale Operaprima), racconta il Sessantotto a Parma, in particolare l’occupazione dell’Università, i collegamenti con Trento, gli obiettivi raggiunti a Parma dal Movimento.
    In breve narra poi come come è riuscito a istituire la prima Facoltà in Italia di Scienze Ambientali nell’Ateneo parmense. (durata: 28,26 min.)

Parma, 05 Ottobre 2005

autore, regia e montaggio: Luigi Boschi
riprese: Marta Mambriani
postproduzione: Arcoiris
produzione:
 Florance  

LA BORSA DEL LATTE

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Autointervista

D)Come definire oggi l’economia di Parma?
Rosea…Una economia da maiale bollito! Trattando poi di animali sarebbe più opportuno parlare di diseconomia…

D)C’è il ritorno di Parmalat in borsa?
Si vorrebbe far investire i risparmi in una impresa che basa il suo business sull’economia animale, sugli allevamenti intensivi…consapevoli tutti dell’insostenibilità dell’economia della vacca. Già dimentichi della BSE? Dell’attuale influenza aviaria…Pensare che alcuni scienziati definiscono il latte “omicida silenzioso”!! provoca malattie che si sviluppano silenziosamente senza che la vittima ne abbia la minima consapevolezza.

D)L’opera di Bondi?
Solo lui, con quel cognome, il plurale italianizzato di bond, poteva commissariare il muggito della grande bufala in sovralimentazione da fax! Uomo d’ordine e di ingegno. Ha riordinato, si può dire la libreria…e ridistribuito il capitale in funzione della “riclassificazione” del debito! Un colpo ben riuscito la permanenza in A del “Parma calcio” destinato alla C2. Che oggi Parmalat sia delle banche, non è una novità: la è sempre stata! Tanzi era la controfigura. Come si fa nel cinema quando si girano parti “pericolose”. La differenza nel capitale tra ieri e oggi sta solo nel risparmio collettivo, che è stato bruciato, complice il sistema finanziario e il desiderio della carota di molti…Funziona ancora!

D)Chi ci ha rimesso è il risparmiatore?
Pinocchio, il gatto e la volpe: il risparmiatore, Tanzi, le banche. Una triangolazione che rende sempre attuale la favola di Collodi. Si potrebbe poi dire che le vacche si son vendicate per i torti subiti da anni!

D)La responsabilità di Tanzi?
Tanzi? Lui lo ha fatto, si è prestato; gli altri lo hanno voluto! Una pedina scaricata. Mandante o complice? Il sistema banalizza il suo male…quando non è più funzionale! O si vorrebbe far credere che una bufala mondiale è riconducibile a un Cavaliere, al suo ragioniere e ai cortigiani della latteria? Comunque sia, è la rivelazione che il sistema è marcio e al collasso! Controllori pagati dal controllato! Software bancari per gestione fatturazioni multiple! Partecipazione di professionisti in conflitto di interessi a consigli di amministrazione societari, bancari, di fondazioni! Conflitti professionali e di interesse dilaganti! Garanzie da paradisi fiscali! Distribuzione prodotti controllata da governi locali malavitosi! Politica e affarismo! Qualcos’altro da aggiungere al ricettario? Chi era nei centri di potere sapeva, ma taceva consenziente! La Parmalat ha rivelato l’attuale etica di impresa, il collasso del sistema finanziario-economico, la stupidità della finzione democratica rappresentativa. Così come la teleimbonitrice Vanna Marchi ha rivelato la stupidità dei teleutenti: la stupidità messa in etere o in borsa, cosa cambia?

D)Sulla Nuova Parmalat?
Vorrei che divenisse una public company (illusione!) e non sia gestita da una élite di capitale unita da un patto di sindacato che fa quel che vuole infischiandosene dell’etica e dei risparmiatori. Spero poi che Parmalat riveda la propria strategia di impresa alimentare di derivazione animale in quella vegetale come latte di soia, riso, avena, oltre ad altri prodotti a base di frutta, verdure, cereali, legumi, erbe di cui è già in parte produttrice. Il latte vaccino è a termine. Provare a chiedere cosa ne pensa Franco Berrino dell’Istituto Tumori di Milano! Il futuro è nel vegetale lo sostiene anche Jeremy Rifkin! Nuovi prodotti che interpretino i nuovi stili di vita, lasciando in pace gli animali, liberi di vivere nel loro ambiente, non privati di dignità e ridotti, senza alcun senso, a pure macchine economiche su cui si costruiscono multinazionali…e si piazzano bonds e azioni. Chi li compra è responsabile come chi li emette. Se non ci fossero ricettatori e riciclatori ci sarebbero meno ladri e più ricchezza collettiva.

D)L’uomo potrebbe vivere senza prodotti di derivazione animale?
E’ già dimostrato. Anzi potrebbe vivere meglio. Solo che l’economia animale ha troppi interessi e vive sull’ignoranza della gente che l’alimenta ed è incapace di rivedere i propri consumi. Perché star bene quando si può star male? Sembra essere il loro slogan! Nutrirsi significa produrre quotidianamente buon sangue, non riempirsi la pancia. E’ un problema culturale che viene sapientemente disatteso e manipolato!

D)Ma l’animale ha da sempre alimentato l’uomo?
Non è vero l’uomo nasce frugivoro. Poi utilizza prodotti di derivazione animale per necessità e ignoranza, mentre oggi è per gola e ignoranza! La logica di conservare alimenti di sopravvivenza non è la stessa di consumare produzioni di massa. L’animale aveva una sua dignità di vita, oggi non più. Basta guardare cosa vien fatto ai maiali, ai polli, ai vitelli…alle vacche che devono produrre 60/70 litri di latte al giorno. Una volta ne producevano 10/12. Non si può paragonare l’economia contadina con quella industriale di massa. Alimentare 1.500.000.000 di persone con prodotti di derivazione animale, significa sostenere allevamenti intensivi: strumento portante del processo mortifero generatore di decadenza etica, sociale, ecologica, salutistica, economica.

D)Ma la gola?
La gola è assuefazione e istinto. Non c’è ragione. Se la mettiamo sul piano della gola tutto è giustificato: l’uso e l’abuso di fumo, alcool, droghe, carni…appunto. Per la pura gola va in scena la sopraffazione, la prepotenza sulle forme di vita…anche sugli altri e sulla propria. E’ il circolo vizioso che prevale su quello virtuoso. Senza rispetto del valore della vita non c’è limite al peggio…è una caduta libera. Il sentimento e la ragione dovrebbero governare l’impegno dell’uomo nell’aver cura delle cose del mondo. La natura poi gli si ritorce contro con una violenza inaudita senza discrimine.

D)Un pensiero proibizionista?
Assolutamente no. Anzi sono Milliano. Si ottiene di più tollerando che obbligando. La libertà dell’individuo trova un limite invalicabile solamente nei diritti degli altri, anche non umani. Occorre altresì generare sensibilità e consapevolezza sui diritti e sul valore della vita. Ma per ora va di moda solo il profitto prête a porter. Le conseguenze sono palesi a tutti. E’ tempo d’esodo da un mondo governato dai fanatici del vitello d’oro. E’ la perdita di senso dell’individuo immiserito dall’omologazione che profana i valori dell’individualità multiforme: “il sale della terra”. (Parma, 3 ottobre 2005)

Luigi Boschi

DA SUDDITI A CITTADINI

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Il 15 agosto del 1859 i sudditi di Parma divengono cittadini. E’ infatti con atto del Municipio che il Ducato è soppresso e il territorio entra a far parte del Regno d’Italia, come Provincia di Parma. Al di là delle spoliazioni del patrimonio ducale, di non poco conto effettuate dai Savoia, resta il fatto che per ferragosto ricorre la nascita del nuovo Comune di Parma e gli abitanti divengono liberi cittadini.
Un fatto storico, credo, che meriterebbe ben altra attenzione da parte dei politici e degli amministratori! Per tutta la Provincia di Parma il ferragosto dovrebbe essere una festa popolare per la nuova dimensione cittadina, contrassegnato da ben altre attenzioni civiche, culturali e così pure da parte dei media.
Ma forse non conviene ricordare troppo cosa significa essere cittadino e non suddito! (Parma, 17 agosto 2005)

Luigi Boschi

LA FABBRICA DEGLI ANIMALI

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Enrico Moriconi
-Viaggio nello sviluppo insostenibile
con Enrico Moriconi

Un viaggio informativo ma insieme partecipe tra gli allevamenti industriali e su tutto il carico di squilibrio che comportano.
Un percorso ragionato su quanto costi il nostro cibo non solo in terrmini economici, ma di ambiente, energia, lavoro e sofferenza.
I prodotti di origine animale arrivano per il 90% dai cosiddetti allevamenti intensivi, vere fabbriche dove gli animali perdono la considerazione di esseri viventi e senzienti per trasformarsi in macchine produttrici di carne, latte e uova.

Il documentario vuole far conoscere questa realtà, dietro la quale si nascondono grandi speculazioni economiche, rischi gravi per la salute e le risorse del pianeta, violenza su milioni di animali.
L’obiettivo è operare in funzione di scelte alimentari che tengano conto di metodi più rispettosi verso gli animali e tutta la natura.
(durata: 38,59 min.)

Anno 1999

Regia: Adonella Marena
Fotografia:
Massimo Arvat, Adonella Marena
Montaggio:
Marco Duretti
Postproduzione:
Zenit Arti Audiovisive – Torino
Produzione:
ASVEP (Associazione culturale veterinaria di salute pubblica) col contributo di regione Piemonte assessorato all’Ambiente 

BLAIR IL MENTITORE

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Capisco e sono vicino al dolore dei londinesi, degli inglesi, un popolo che ha subito violenza. La faccia della violenza è disumana! Nessuno merita violenza. Ho frequentato la società inglese che mi ha avuto ospite per lungo tempo. Ho apprezzato la loro scuola, i loro parchi, la loro cultura, il loro humor, il loro saper prendere la vita. Ho amato e ricordo con piacere e passione quei luoghi. L’Inghilterra, la lingua dei poeti. La terra madre della modernità, che ha sempre saputo trovare nell’intelligenza popolare nuovi orizzonti e conservare le proprie tradizioni. La terra della cultura multietnica…
Blair, tu oggi non sei degno dei loro valori! Mi è bastato sentir la rassegna stampa televisiva per scrivere di getto il mio sgomento, il mio sdegno. Blair tu oggi hai oscurato la civiltà europea. Non si barattano i diritti dell’uomo con la sicurezza. E’ proprio attraverso l’estensione e l’attenzione di questi per tutti, che si potrà pensare di avere una società più sicura. Dobbiamo essere tutti più attenti custodi dei diritti degli altri, più che gendarmi dei loro doveri!

Blair tu sai e con ipocrisia gridi anatemi: “la sicurezza vale più dei diritti umani”. Tu ti sei posto sullo stesso linguaggio di chi predica terrorismo. Tu così facendo, alimenti la spirale di odio e di xenofobia. Tu hai già fatto uccidere un innocente col tuo stato di sicurezza. Cosa pensi di essere per i suoi genitori? Cosa pensi che provi ora il suo popolo verso di te, verso gli inglesi che rappresenti, verso noi europei!! La sicurezza, tu lo sai significa più armamenti, quindi più soldi per le armi, le missioni; più repressione, più potere arbitrario e della forza; la violenza solo per il sospetto, limitazione delle libertà individuali.Oggi nella globalizzazione della rete! E tu saresti il Presidente di turno dell’Europa? Tu sei il mentitore ipocrita di turno! Voi lo sapete come stanno le cose, cosa significa produrre terrore! Il terrore di pochi in mano ai vostri media, di cui gestite il DNA, diventa terrore di milioni di persone. Il terrore fa aumentare, tu lo sai, il desiderio di sicurezza. Chi ha paura si difende aggrappandosi a ciò che gli è familiare. Chi ha paura, ha paura delle novità, dei cambiamenti sociali. E’ seminando panico nella gente che si stabilizzano i vostri equilibri sociali, economici, politici: la vostra rendita di posizione.

La storia è piena di crimini di Stato! Tu che hai falsificato documenti pur di andare in guerra! Tu che per questa mostruosità politica e civile non dovresti più essere dove sei, ma sotto processo tra i criminali di guerra! Tu col tuo aplomb inglese, che nascondi e proteggi nei paradisi fiscali, che circondano la tua isola, la finanza terrorista e del malaffare! Tu che hai impestato il mondo con la BSE! Tu che parli di Europa sociale e produci guerre mettendo in pericolo la civiltà europea! Tu sai, che solo nel rispetto e nella globalizzazione dei diritti umani si potrà avere una politica di pace! Tu sai chi alimenta il terrorismo! Lo sanno i tuoi servizi, lo sa la tua Intelligence! Tu con le tue parole, oggi, alimenti il terrore su di noi europei e fomenti lo scontro sociale!

Tu hai mai chiesto scusa al mondo come fece anche il Papa per le colpe della Cristianità e della Chiesa Cattolica? Tu lo hai mai fatto? Con le guerre si consolida solo l’esistente: il potere del regime oligarchico fatto passare per democrazia, attraverso la finzione partecipata alla politica. Un mondo di politici corrotti, di abusi di potere, di affarismo sopra la testa degli uomini, di sperequazioni sociali infamanti, di scontri armati per affari, di cosche, mafie, cupole…droghe.
Una élite sempre più ricca, protetta da voi politici, che con voi semina terrore, indebita le popolazioni (mentre lei si arricchisce) e impedisce l’espressione di potenza dell’uomo.

Tu chiedi sicurezza per questo mondo? Tu chiedi sicurezza per questi valori? Proprio in questi giorni che ricorre l’anniversario di Iroshima, Nagasaki, dove un popolo è stato vaporizzato e martoriato dal fungo atomico, tu hai il coraggio di dichiarare la diminuzione dei diritti dell’uomo per la sicurezza? Siete voi, con la vostra politica, con le vostre miserie affaristiche che producete la nostra insicurezza civile. Chi subisce sono sempre i cittadini, resi incapaci di reagire e su cui viene scagliata la mannaia delle atrocità! Si i cittadini subiscono le conseguenze delle vostre malefatte di Stato. Tu che facilmente per ogni tuo blaterare trovi spazio nelle colonne dei giornali mondiali, tu uccidi con le tue parole l’umanità dell’Occidente, le civiltà del mondo!!

Certo la strada della Pace e della Giustizia non è priva di scontri, soprusi: ben lo insegnano i martiri della Shoa, dei Gulag, delle tirannie, dei genocidi di Stato, gli indiani dell’India e dell’America, Gandhi…Martin Luther King! Solo la consapevolezza della fratellanza mondiale basata sul rispetto per l’uomo, per la sua dignità, non sulla ferocia e sulla violenza, potrà dare al mondo una politica di umanità basata sul diritto cosmico, inviolabile alla vita. La cultura e la sensibilità alla vita si coltivano quotidianamente verso i propri simili, verso i più deboli, nella solidarietà, nelle scelte di consumo per non alimentare la finanza e l’economia dei signori della morte, nel saper disobbedire alla prepotenza. Ti farebbe bene la lettura di Don Milani!! Un prete italiano, ribelle!

E’ tempo di chiamata all’etica individuale, al rigore e all’impegno per i diritti dell’umanità! Cardinal Martini: “Oggi in non pochi ambiti della vita quotidiana è più facile dirsi non credenti che credenti. Siamo nel Sabato Santo del tempo e della storia, lo smarrimento dei discepoli è il nostro: si ha l’impressione che Dio sia diventato muto, che non suggerisca più linee interpretative della storia. E’ la sconfitta dei poveri, la prova che la giustizia non paga…Manca una globalizzazione della solidarietà. E i poveri sono oppressi, i prepotenti trionfano, i miti sono disprezzati”.

La questione morale è l’interrogativo che i popoli chiedono ai potenti, a chi ha governato, a chi governa. Chi è responsabile delle stratificazioni dell’odio? Chi ha reso possibile questa violenza? Chi ha prodotto questa miseria diffusa? Chi giornalmente specula sull’esercizio della forza? Chi tira le fila per governare con la prepotenza il mondo? Blair, tu con le tue parole hai fatto oggi arretrare l’Europa. E io mi vergogno! Come europeo non mi sento da te rappresentato. Le tue parole sono indegne per l’Europa! Se la Politica per il “bene comune” è anche mediazione e compromesso, la verità, invece, è radicale. Utopie? Nel vostro mondo di guerre infinite diventa utopica la pace.

L’Europa dei saperi non è l’Europa dei prepotenti! L’Europa congiunge non separa! Pasolini: “Uomini severi, in doppiopetto, eleganti, che salgono e scendono dagli aeroplani… E uomini umili, vestiti di stracci, o di abiti fatti in serie, miseri, che vanno e vengono per strade rigurgitanti e squallide… E’ da questa divisione che nasce la tragedia e la morte.” (Parma, 6 agosto 2005)

Luigi Boschi

«Parte da Parma la sfida alla Scala»

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LA LETTERA

Gli uomini che hanno attratto da sempre la mia ammirazione sono stati quelli che hanno saputo penser avant: intuire, immaginare, vedere quello che sarebbe poi successo lasciandosi dietro una moltitudine di ciechi. Mi è sembrata una invidiabile capacità divinatoria, in ogni campo: in politica, in primis – ma anche in tutto lo scibile umano, la capacità di vedere quello che ancora non c’ è mi ha sempre affascinato. Un caso esemplare è quel che «vide» il Principe Karim Aga Khan, bordeggiando le coste di Sardegna allora assolutamente inesplorate. In 40 anni appena (un vero colpo di bacchetta fatata!) si è materializzata la creazione della Costa Smeralda, di Porto Cervo e di tutto quell’ incredibile complesso che ha portato tante energie positive per milioni di persone. Perché lo cito ancora? Perché vedo che questo personaggio, che, ripeto, è un vero modello per me, ha dato il suo alto patronato ad una iniziativa culturale che sta sorprendendo tutti.

La creazione di una sorta di Fondazione intesa a fare di Parma la Capitale della Musica! In realtà l’ Emilia Romagna è una regione d’ Italia, dove di presenze e di strutture musicali pesanti ce ne sono già fin troppe, generando assai spesso attriti. Esistono infatti già ben cinque orchestre, fra Parma, Piacenza (due), Bologna (due) e numerosissime iniziative musicali seminate in quel simpatico triangolone. Di un’ altra (e grandiosissima), nuova creatura come questa, nessuno sentiva il bisogno, tanto più che in questo difficile momento tutto il quadro degli Enti Lirici e delle strutture già esistenti versano in una drammatica crisi. Il contributo straordinario assegnato a questa nuova grande baracca dal Ministro Lunardi per lo sviluppo dell’ Arte, della Cultura, dello Spettacolo, poteva servire a sollevare dalle angustie in cui versano grandissime istituzioni di livello, davvero meritato, di «Capitali della Musica», come il Maggio Musicale Fiorentino. Già, ma dimenticavo che il Ministro Lunardi è di Parma. Infine, dietro a questa imponente facciata si cela piuttosto goffamente, rivestita di arroganza, di rancore e di revanchisme l’ ombra sgradevolissima della recente questione scaligera. E’ troppo ardito sospettare che si voglia contendere alla Scala il titolo che le spetta, e che la storia della nostra musica universalmente riconosce lei e soltanto lei come la Capitale della Musica italiana? Di che si tratta? Di un’ altra «Congiura dei pazzi». Sia quel che sia è davvero doveroso raccomandare al nobile consesso molta cautela tenendo ben conto che di questa macchinazione è indubbiamente l’ artefice il Sig. Meli (non possiamo chiamarlo Maestro perché della sua laurea in chitarra non si sono trovate tracce), che guarda caso è stato nominato Sovrintendente del Regio. Eppure la sua storia è ben nota. Basta dare un’ occhiata alle carte legali del giudice Càccamo che lo inseguono da tempo. Un uomo che non perde occasione per vantarsi di aver portato a Cagliari grandi direttori come Kleiber e Maazel. Quanto sia costata questa operazione Kleiber il Maestro stesso lo confidò al maestro Muti. Ora, quello che attira l’ attenzione di tutti nell’ intricata e intrigante faccenda è la «connection» Costa Smeralda-Parma. Che un uomo di superiore statura e reputazione come l’ Aga Khan sia caduto in questa trappola (si consoli, ci sono cascati già due ministri) è un mistero. Insomma questa nuova «Congiura dei pazzi» cosa si propone? Per prima cosa ha una robustissima copertura economica. Inoltre potrà contare sul contributo artistico del M Muti, grande anche se discontinuo genio della bacchetta – e sul fiume di contanti che avrà di certo a disposizione e che consentirà di avere accesso a compagnie di voci che i nostri teatri regolari non possono più permettersi. E per di più senza correre il rischio dei guai di bilancio perché tutto sarà ben coperto (o perdonato) in partenza. Tutto questo marchingegno è dunque chiaramente dettato dal ridicolo e patetico tentativo di sostituirsi nientepopodimeno che alla Scala, alla sua storia. Il caso Il regista Franco Zeffirelli (nella foto) interviene sulla nascita della Fondazione «Parma capitale della musica»

Zeffirelli Franco

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(6 agosto 2005) – Corriere della Sera