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Cittadella, l’intervento di Monumenta: demolire gli edifici inseriti nell’area Raquette

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Lettera aperta alla Giunta, alla Soprintendenza e al comitato da parte della onlus

Le osservazioni al masterplan di restyling del parco da parte della onlus presieduta dall’avvocato Arrigo Allegri.

Lettera aperta alla Giunta, alla Soprintendenza e al comitato.

La Cittadella – mirabile fortificazione la cui costruzione è iniziata alla fine del secolo XVI, già dichiarata di interesse storico artistico con provvedimento del 22.10.1911 – è stata compiutamente protetta, unitamente alle relative bassure, con atto D.0497 del 3.04.2019 del Segretariato regionale per l’Emilia Romagna del Ministero per i Beni e le Attività Culturali che, ex artt. 10, 12, 13 e 128 del D. l.vo 42/2004 (codice Urbani), ne ha dichiarato l’interesse particolarmente importante.

Per la nostra Città rappresenta, altresì, un parco pubblico di essenziale importanza.

L’Amministrazione comunale (proprietaria dell’immobile dal 1958) ha predisposto, fin dal 2017, anteriormente all’apposizione dell’ultimo citato vincolo, un master plan. Tale strumento ha, per sua natura, una valenza informale e preparatoria rispetto alla successiva progettazione cogente e normativamente codificata.

Si è svolta, a cura del Comitato Cittadella, una prolungata azione propositiva e di confronto con Assessori comunali, con la enunciata formale adesione di tali organi, e che dovrebbe portare al superamento di alcune linee contenutevi. Tale dibattito, che ha riguardato in buona sostanza le previsioni e destinazioni puramente interne alla cortina muraria, si presume quindi comporti precise varianti.

Comunque sul master plan si osserva che deve assolutamente essere interdetta ogni innovazione alla morfologia della fortificazione prima di ogni compiuta valutazione archeologica.

Gli usi previsti debbono rispettare i seguenti presupposti: quello della cogenza del “vincolo” citato e della destinazione (per l’atto di acquisto) “a parco di pubblico uso e pubblico divertimento”, senza che possa essere scalfita la fruizione della collettività, come tale intesa.

Quindi si ritiene la incompatibilità di usi “mercantili” e per “grandi eventi”, che contrasterebbero o menomerebbero tali principi e presupposti.

La fortificazione deve essere urgentemente restaurata stante il suo evidente degrado con presenza di vistose crepe nelle mura, caduta di brani di muro, intrusione di vegetazione anche nell’ambito delle stesse mura che, fuoriuscendo in un punto intermedio, ne mina la sicurezza. Il restauro non va limitato alla materiale consistenza della cortina muraria (quasi fosse un plastico dell’antica fortezza). Bensì deve aver luogo, come normativamente previsto, con accurati studi e saggi archeologici, ripristinando il tessuto difensivo, anche interno ed inframurale, rendendolo percorribile.

Particolare attività “conservativo – ricostituiva” deve aver luogo relativamente alle bassure, costituenti un elemento inscindibile (e tutelato, come si è evidenziato) tra fortificazione e l’esterno. Questo assicurandone quantomeno la percezione ma, ove possibile, ricreandone una continuità e percorribilità.

Per il primo aspetto si fa concreto riferimento alla zona concessa in uso al Cus Parma, denominata Raquette (il rapporto di concessione scade, risulta, il 17 luglio prossimo); peraltro in parte edificata in modo incongruo, con edifici addirittura appoggiati e compenetrati alle e con le Mura.

Per il secondo, si allude ai 15 posti auto esistenti lungo la via Racagni, concessionati dal Comune con unico atto (n. 16598).

Va naturalmente fatto osservare il vincolo “indiretto” apposto in data 1961 alle particelle catastali all’intersezione delle vie Duca Alessandro ed Italo Pizzi.

Peraltro idealmente le bassure andrebbero ricostituite nella loro consistenza originaria, quindi rispettando il vincolo citato, quanto meno nella parte libera da edifici, rendendole percorribili.

Si segnala la imprescindibilità di non riassegnare in uso la “Raquette” alla scadenza contrattuale (17.07.2021); (valutando se, in ipotesi, occorra preavviso).

Ciò posto si evidenzia la necessità di procedere alla demolizione (od intimare di procedere alla demolizione per parte della Soprintendenza) degli edifici inseriti in area Raquette perché già confliggenti con il vincolo apposto alla “Cittadella” nel 1911 e, senza dubbio, per mancato previo ottenimento dell’autorizzazione da parte della Soprintendenza stessa all’atto della loro costruzione.

Da ultimo si osserva che, stante la protezione delle bassure, sembra necessario che l’Amministrazione comunale, per i futuri interventi edilizi dei privati, preveda apposita normativa compatibile e protettiva delle stesse. Così il rifacimento o la effettuazione di recinzioni dovrà luogo con “reti” anziché con muro pieno, rendendo possibile percepire la continuità delle stesse nella proprietà privata recintata. E vietando nuove costruzioni in tale continuità.

Esemplificando quanto sostenuto, si cita l’intervento edilizio in corso nel lotto d’angolo tra via delle Rimembranze e via passo Buole, che ha visto sorgere, a confine con le bassure, una recinzione in muro pieno che, frontalmente alla linea di inizio delle bassure stesse, lato Cittadella, sembra raggiungere un livello ben superiore all’altezza d’uomo.