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I FALSARI DEL REGIO

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Qualcuno con 2.613 euro avrebbe voluto accaparrarsi una commessa, senza averne i titoli, di 283.615 euro. Come fare? Si costituisce una nuova società versando solo la quota (2.613 euro) del capitale deliberato (10.445 euro) e la si fa subentrare, in modo tutto arbitrario, a una convenzione di un’altra società dal nome simile. La commessa musicale di 283.615 euro determinata nell’ambito del Festival Verdiano 2012 da 162.620 euro per l’Otello (sostituito ora da Rigoletto) con organico di 71 elementi e 120.995 euro per la Battaglia di Legnano con organico di 57 elementi.

Ma il Sindaco Pizzarotti ha impedito che questo ennesimo scempio economico amministrativo che si protrae al Regio di Parma dal 2003 fosse fatto, affidando alla Filarmonica Toscanini l’attività musicale nel Festival Verdi 2012. Determinando così il ritorno della Toscanini al Regio dopo 12 anni e un risparmio di 80.000 euro.
Il Sindaco, viste le manovre palesemente manipolatorie e strumentali per interessi personali, se non ricattatorie da parte dell’Orchestra Teatro Regio srl, dovrebbe procedere con l’annullamento della Convenzione, la richiesta alla società dell’Orchestra di lasciare immediatamente i locali della Fondazione impropriamente occupati nel Teatro e il divieto di utilizzare il nome “Teatro Regio di Parma” nella propria denominazione sociale.
Una sovrapposizione di nomi artatamente simili per creare confusione e la quasi impossibilità di comprensione per i cittadini che si perdono facilmente nel meandro di soggetti giuridici dai nomi simili, impedendone una chiara opinione nel merito. Ci tentò anche Baratta, per altri versi con il nome di Toscanini, ma gli andò male!

L’orchestra del Teatro Regio di Parma srl non è della Fondazione Teatro Regio, come si potrebbe immaginare, ma di privati. Non è una orchestra stabile, ma a chiamata, costituita da professori per lo più con altri incarichi in Conservatori o Orchestre. Un gruppo di 37 musicisti soci gestiti da Sergio Pellegrini (Presidente) e amministrati da Enrico Maghenzani. Dal 16/06/2012 la società è in liquidazione, e lo stesso Maghenzani ne è il liquidatore.

Ora sono indispensabili alcuni brevi passaggi storici:

La società orchestrale forniva il proprio servizio in funzione di una Convenzione, voluta dall’allora Sindaco Ubaldi, stipulata nel 2003 tra l’Associazione Parma Opera Ensemble (POE) e la Fondazione Teatro Regio. Qual era il motivo di una Convenzione quando sulla piazza vi erano altre organizzazioni disponibili? Con la possibilità quindi di indire bandi o una trattativa negoziata? LOrchestra del Teatro Regio di Parma non ha mai vinto un appalto tramite bando né attraverso trattativa negoziata.

Nessuna scelta artistica, ma solo la volontà politica del Sindaco Elvio Ubaldi che voleva rompere il rapporto con l’orchestra regionale Arturo Toscanini, dove il Comune era pure socio.
I soldi dovevano girare per alimentare il suo feudo e i privilegi dei suoi accoliti e non una Istituzione stabile come la Toscanini con sede nella città, sostenuta dalla Regione.
L’occasione per attuare questo suo disegno risale al 1999 e la colse quando i musicisti dell’Orchestra Toscanini manifestarono con uno sciopero alla prima della “Battaglia di Legnano” (05/02/1999) contro il loro sovrintendente Gianni Baratta perché non indiceva concorsi atti a incrementare l’organico sotto dimensionato. Il Sindaco anziché valutare le ragioni dei musicisti e fare pressione politica per allontanare l’egemonia dispotica di Baratta, forse per effetto dei neuroni specchio, pensò bene di riprodurne una simile, ma a lui favorevole, con Pellegrini e Maghenzani. Lo sciopero ebbe solo una ripercussione negativa sull’organico e sulla attività artistica della Toscanini.

Dal 2001 iniziò l’attività della nuova orchestra a chiamata gestita da Pellegrini e Maghenzani attraverso POE (Parma Opera Ensemble) e dal 2003 regolata da una Convenzione. Da allora la Toscanini (una ICO) fu estromessa, di fatto, dal Regio.
Si deve fare chiarezza sulla nascita del complesso orchestrale e sul percorso amministrativo, che ha portato -come dice Carra il Segretario Generale nel verbale del 04/04/2012 del CDA della Fondazione a dare soluzioni tecniche a decisioni politiche a suo tempo prese.

Quando l’Associazione POE chiude l’attività si legge nel verbale del CDA della Fondazione del 31/01/2012, nella Convenzione subentra la società OTR srl (costituita il 07/10/2006) che in modo totalmente arbitrario e senza alcuna autorizzazione utilizza nella ragione sociale il nome Teatro Regio di Parma. Vi è l’appropriazione “ingiustificata” del nome in quanto come si evince al punto 1 della Convenzione firmata l’08 agosto 2003 era la Fondazione che denominava il complesso orchestrale messo a disposizione da POE e successivamente, con una lettera integrativa del 02/01/2007, dalla OTR srl. Ma guarda caso proprio alcuni mesi prima che scadesse il 2° mandato di Ubaldi.
Chi ha autorizzato Sergio Pellegrini in qualità di presidente ad utilizzare il nome Teatro Regio di Parma nella srl? Cosa non prevista dalla Convenzione. E come è possibile che questo si sia protratto così a lungo? Eppure da questo blog se ne denunciava più volte l’abuso.

E veniamo ai giorni nostri

Nel cda della Fondazione Teatro Regio del 31/01/2012 al 5 punto dell’OdG (varie e eventuali) viene trattata la Convenzione tra Fondazione e OTR (Orchestra Teatro Regio srl).
Strano che una così importante decisione sia da un punto di vista economico, artistico e di approfondimento legale, non sia stata messa nell’indice con un punto dedicato, ma sia stata posta tra “varie e eventuali”. Stiamo parlando di un impegno di spesa per diverse centinaia di migliaia di euro annuali che impegna la Fondazione per ben tre anni per un importo totale considerevole (qualche milione di euro);
Il Presidente informa i Consiglieri che la Convenzione che regola i rapporti economici con l’Orchestra sta per scadere e ne propone il rinnovo”. Sorprende un po’ questo atteggiamento da parte del Commissario dottor Ciclosi subentrato al sindaco dimissionario Pietro Vignali.
Questa informazione di Ciclosi era ingannevole in quanto la Convenzione era sì in scadenza il 30/06/2012, ma il rinnovo era tacito a meno che non fosse giunta disdetta da parte di uno dei soggetti. Chi ha suggerito questo al Commissario? E il Commissario come mai non ha approfondito ciò che accadeva e permesso di approfondire ai Consiglieri? E perché subcommissario Pomponio lei ha eluso la mia domanda sul rinnovo della Convenzione in occasione della presentazione della stagione lirica 2012?
Nel verbale viene inoltre ripercorso l’aspetto economico: il compenso unitario lordo (più IVA) per prestazione giornaliera, stabilito inizialmente in euro 130, è stato rivalutato nel corso degli anni passando a 150 dal 2006 al 2007, euro 170 dal 2008 al 2010, euro 180 nel 2011.
Il Consiglio su proposta del Presidente delibera all’unanimità il rinnovo della Convenzione con la società orchestra del Teatro Regio srl per uguale periodo”. Quindi per tre anni, fino al 2015. E bravo Commissario Ciclosi!! Ma vi sarà poi un dietrofront.

Guardate che coraggio hanno avuto di scrivere i soci di Maghenzani e Pellegrini. Nella loro lettera affermano: “che la nostra società percepirebbe dal Teatro 180,00 euro per la singola prestazione giornaliera del Professore d’Orchestra. Non è vero”.
Un bel ghigno di bronzo! E proseguono:
“Inoltre questo ricavo non copre solo il costo della singola prestazione artistica, ma anche il costo di gestione della nostra azienda, del personale tecnico e amministrativo, delle consulenze, degli oneri bancari… per citarne solo alcuni”.
Ebbene nella Convenzione si legge che gli danno uffici e servizi: La Fondazione si impegna a mettere a disposizione dell’Orchestra il luogo per le prove e per lo spettacolo, verificandone l’agibilità, garantendo la presenza del personale di servizio e delle attrezzature tecniche necessarie per lo svolgimento del concerto. Sono a carico della Fondazione i costi relativi al noleggio del materiale musicale necessario alle esecuzioni.
Sono altresì a carico della Fondazione l’espletamento delle pratiche e l’assunzione dei costi SIAE relativi alla esecuzione degli spettacoli programmati.
Sono inoltre a carico della Fondazione le spese di promozione e pubblicità.
La Fondazione si impegna a mettere a disposizione dell’Orchestra un locale interno del Teatro Regio adibito ad ufficio per l’espletamento delle pratiche di carattere organizzativo inerenti il complesso orchestrale”.
Possono essere ancora credibili questi soci firmatari di falsità, meschine e “pellegrine” giustificazioni?

Ma non c’è mai fine per l’avidità. Ottenuto il rinnovo le “menti contorte” del verminaio all’interno del Regio operano per sgravarsi della vecchia società (perché? per quali ragioni?) e realizzare un altro soggetto giuridico.
Il 22/03/2012
viene costituita un’altra società con 11 soci (Pellegrini, Marchello, Ambrosini, Franceschini, Francia, Kerrich, Mazzoli, Negrotti, Salsi, Scalvini, Tannoia) rispetto ai 37 della precedente con il nome di fantasia (?) “Nuova Orchestra Teatro Regio di Parma srl” con sede legale in via Garibaldi 16 a Parma, ossia all’interno del Teatro Regio. Presidente sempre Sergio Pellegrini. Questa nuova società subentra nella Convenzione, senza averne titolo, alla precedente SRL che il 16/06/2012 veniva posta in liquidazione e la sede legale da Parma, sempre presso il Teatro Regio, trasferita a Carpi in via Aldo Moro 9/c presso lo Studio Soliani – Vignoli.

Nel cda della Fondazione Teatro Regio del 04/04/2012, si nota però un ripensamento di tutti i componenti. Ciclosi, con il suo alto senso di responsabilità verso le Istituzioni, aveva capito di aver pestato? Lui che diceva di parlare per atti. E questi li sono.
Dopo la precedente approvazione, infatti, stranamente sempre tra le “varie e eventuali” al 6 punto dell’Odg, si legge: Il Presidente rappresenta l’opportunità ad evitare dubbi e incertezze che la metodologia adottata per il rinnovo della Convenzione stipulata dal Teatro Regio con la Orchestra Teatro Regio srl sia attentamente riesaminata alla luce sulla normativa dei contratti”. L’allora Segretario Generale, Gianfranco Carra, concorda con il Presidente, ritenendo che sia giunto il momento, di approfondire alcuni aspetti giuridici del rapporto che lega il Teatro Regio alla società che gestisce l’orchestra”.
Condividendo l’analisi del Presidente e preso atto dell’intervento del Segretario generale il Consiglio all’unanimità delibera “di affrontare la problematica relativa all’orchestra e alla Convenzione stipulata adottando quelle soluzioni procedurali che consentano di mettere in sicurezza le scelte del Consiglio nel rispetto della trasparenza e delle norme”.

E cosa dice la legge? Il Decreto legislativo 163/2006, denominato anche Codice degli appalti, identifica chiaramente la Fondazione Teatro Regio di Parma come un “organismo di diritto pubblico” anche se di denominazione privata. Quindi, la Fondazione è soggetta all’applicazione della norma che regola lo svolgimento degli appalti.
Entrando nello specifico, la norma dice chiaramente che, anche se in particolari casi non è necessaria la pubblicazione di un bando di gara (come per ragioni di natura tecnico-artistica), le stazioni appaltanti possono aggiudicare contratti pubblici mediante gara negoziata. Cosa che non è assolutamente successa quando la Fondazione Teatro Regio ha firmato la convenzione con l’Orchestra né con l’Associazione POE né con i successivi soggetti subentrati.

Tecnicamente, la “Nuova Orchestra del Teatro Regio di Parma srl” è un fornitore della Fondazione Teatro Regio di Parma a cui è stato richiesto un particolare servizio regolato da una convenzione e però non si capisce a quale titolo la società sia subentrata e chi ne abbia autorizzato il prosieguo.
La legge inoltre dice chiaramente che il cambio o la modifica della ragione o della denominazione sociale di Ditte o società commerciali dev’essere seguito dalla stipulazione di un nuovo contratto“.
In questo caso abbiamo avuto ben due subentri senza alcun nuovo contratto.
La convenzione firmata nel 2003 tra Fondazione Teatro Regio di Parma e POE (Parma Opera Ensemble) è stata trasferita a “Orchestra del Teatro Regio di Parma srl” e successivamente interveniva la “Nuova Orchestra Teatro Regio srl”. Una bella mente fantasiosa… vi pare?

Ma non finisce qui. L’art. 5 della convenzione firmata il giorno 8 agosto 2003 dice testualmente che […] l’accordo si intenderà rinnovato per un uguale periodo di tempo (3 anni…) nel caso in cui nessuna delle due parti notifichi all’altra la propria volontà di non rinnovarlo […]“.

Purtroppo, per Maghenzani e Pellegrini, l’art.67 punto 7 del d. lgs 163/2006 dice:
E’ in ogni caso vietato il rinnovo tacito dei contratti aventi ad oggetto forniture, servizi, lavori, e i contratti rinnovati tacitamente sono nulli“.

Possibile che nel Teatro Regio rappresentativo della cultura locale abitino peraltro abusivamente soggetti che ordiscono sistematicamente solo per il loro tornaconto e di quei politici che li hanno garantiti? Come è possibile convivere e collaborare con questi figuri? Dar vita a un nuovo progetto culturale per la città?
Dov’è anche qui la Procura? Che sa tutto! Diventa difficile ora celebrare in quel luogo qualsiasi cerimonia… anche dell’Arma. Come invece si fa! Che ne pensate dottor Laguardia e generale Geremia? Più che celebrare, forse, bisognerebbe arrestare.

Il 28/07/2012 il Sindaco Pizzarotti ha effettuato una scelta artistica, economica, amministrativa sostituendo questa compagine governata da Pellegrini e Maghenzani che dal 2001 in forza di accordi politici nient’altro di più (e non entro nel merito della qualità delle esecuzione artistiche) suonava nel teatro parmigiano attraverso una Convenzione nulla.
Perché queste vicende amministrative richiedono così tanto tempo?
Una scelta giusta quella di Pizzarotti che ha scoperchiato una pentola di liquame. E che ora deve essere portata in discarica come rifiuto altamente tossico. E lei Sovrintendente Meli che sovrintendeva? (Parma,08/08/2012)

Luigi Boschi