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METROPARMA OPERA ENSEMBLE

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COME SI REALIZZA LA STANGATA POSTMODERNA

Non tratterò l’argomento Metro sì, Metro no, su cui mi sono già espresso, ma bensì sulla gestione amministrativa della cosa pubblica. L’opera dei teatranti. 30 milioni di euro circa sfilati alle casse pubbliche.

A Parma è stato realizzato un nuovo modello di business. Il buco virtuale. Sperimentato proprio su Metroparma. Dopo la “lenzuolata” degli anni 70, dopo i “bond Parmalat” di fine millennio, ecco nel nuovo millennio la “creatività amministrativa pubblica” dopo quella di impresa. L’innovazione applicata ai conti del Comune: come far sparire la ricchezza collettiva. Il Comune diviene teatro d’opera. Meriterebbe una messa in scena al Regio.

La “Parma cantiere” mitica del fare betoniera è divenuta ora virtuale: meno opera più incassi, bastano i disegni e i contratti. Manodopera e materiali solo un complemento insignificante. Un modello da imitare per il futuro. Come fare? I nostri politici ormai pensano in grande nell’era della globalizzazione, i virus sono facilmente veicolabili. Perché dannarsi sul reale modello Craxiano. Bisogna smaterializzare, rendere tutto più fluido, rimanere leggeri. E’ la “stangata” perfetta! Un’opera di engineering. L’accredito monetario di spesa è, in fin dei conti, una informazione virtuale slegata da qualsiasi valore reale.

Atto I. La scommessa. Si presenta un progetto “avveniristico”, 338 milioni di euro. Lo si fa diventare cavallo di battaglia di una campagna elettorale. Si accede ai finanziamenti pubblici 172 milioni e si aprono le casse. Si costituisce la società per la messa in opera. La si finanzia energicamente. Si chiamano gli amici degli amici alla greppia (circa 12 milioni di euro volatilizzati). Si fanno le cartoline, i plastici, ce n’è per tutti i gusti. Si fa la gara pubblica. Un bel contratto che garantisca, con le dovute penali, l’impresa che si assegna l’opera.

Atto II. La messa in scena. Iniziano i tentennamenti. L’opera vacilla…la si fa diventare un mal di pancia popolare. Si iniziano le discussioni sui mezzi economici che non ci sono. Il dibattito politico si infiamma per creare le tifoserie sempre funzionali alla stupidità. I media schierano le loro truppe. Un po’ di epistole tra Ministero e Comune, di accuse, di silenzi e colpi bassi. Qualche minaccia. Insomma si prepara il campo per assestare il colpo finale.

Atto III. La stangata. L’opera non si fa. Il Cipe dirotta i finanziamenti stanziati ad altro. Ma, si paga il bonus all’impresa per la mancata realizzazione (roba da 20 milioni di euro) e la si distribuisce a livello nazionale, in fin dei conti è colpa degli italiani se Parma voleva quest’opera!!
I parmigiani sono contenti perché la città non diviene una gruviera (Bologna docet in TAV, anche qualcuno in Valtaro -Ostia parmense- sperimentò anni fa che significa). Il Comune risana le sue casse perché gli arrivano 60/70 milioni dei 172 promessi e non deve stipulare un mutuo di 96 milioni. L’impresa incassa la penale dallo Stato così come altri che hanno partecipato al progetto. Si chiude il sipario. Applausi.

Insomma un capolavoro d’ingegneria finanziaria pubblica. Questa è ricerca e innovazione per la sparizione. Le città sono un transito finanziario deciso altrove.
Nessun responsabile del danno causato. Il piatto piange e tutti hanno incassato. Bravi amministratori. E’ così che il Nord insegna al Sud come si fa il Parmigiano!! La forma d’altra parte si rompe, si scaglia, si fan gli spicchi in proporzione… e si porta a casa… a volte un po’si grattugia per insaporire la minestra a qualcuno. Una metafora del re dei formaggi che ha plasmato fin dalla nascita la cultura locale del “saper amministrare!”. Loro san come si fa a conservare… risiedono a Palazzo del Grano![1] L’opera riuscitissima, un successo per tutti. E’ così che si fa teatro. E ti chiedono di andare a votare per la replica. Questa è lirica della res pubblica.
In via Burla[2], nome metafora del destino per disgraziati, molti si chiedono perché loro invece sono là per giochi da ragazzi al confronto! Gli riesce difficile capire la differenza tra lirica e tragedia. (Parma, 24/03/2010)

Luigi Boschi

 


[1] Nome del Palazzo Municipale di Parma

[2] Nome della strada alle carceri di Parma

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