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Essere Animali: Indagine negli allevamenti di salmoni in Scozia

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L’Italia è fra i primi 10 importatori del blasonato salmone scozzese? La Scozia è il terzo produttore mondiale di salmone atlantico d’allevamento, con circa 38 milioni di pesci allevati nel corso del 2019. Di questi 38 milioni, molti finiscono sugli scaffali dei nostri supermercati, con un prezzo che va sempre di più al ribasso. Ma il Governo scozzese non si accontenta: entro il 2030 vuole espandere massicciamente la produzione di salmoni d’allevamento. I salmoni in natura sono pesci migratori che percorrono lunghe distanze per deporre le uova, dai mari versi i fiumi dove sono nati. Negli allevamenti sono rinchiusi in gabbie sovraffollate e infestate dai parassiti. Il tasso di mortalità è sconvolgente: quasi il 25% dei salmoni allevati muore ancor prima di essere macellato. I pesci allevati vivono un vero e proprio inferno. Vengono trattati e maneggiati come fossero oggetti inanimati, soffrono per il sovraffollamento, per i parassiti, per le malattie non curate, vengono uccisi per soffocamento o congelamento in maniera brutale e nessuna legge li tutela a dovere. Inoltre, l’allevamento di salmone è estremamente dannoso anche per il nostro Pianeta: per esempio, i rifiuti organici e chimici degli allevamenti di salmone scozzesi uccidono la vita marina sul fondo del mare. Non possiamo permettere che la violenza sui salmoni continui e che l’ambiente marino sia distrutto da questa pratica. Per questo, anche Animal Equality si è unita alla rete globale di ONG guidata dall’organizzazione Compassion in World Farming, che ha condotto indagini in 22 allevamenti in totale, utilizzando sia la tecnologia dei droni che i sommozzatori.