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Marco Vettori: La cura dei disturbi psicologici

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Dora Kalf
Carl Gustav Jung
Sigmund Freud
Dora Kalf















Marco Vettori
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La cura dei disturbi psicologici:
Sigmund Freud, Carl Gustav Jung, Dora Kalf e la Sand Play Therapy.

Di fronte a pazienti con problemi psicologici Freud procedeva analizzando l’inconscio individuale mettendosi in rapporto con l’inconscio personale del soggetto.
Il   medico viennese faceva emergere ciò che era stato rimosso per sciogliere i conflitti e le nevrosi per mezzo dell’analisi di ciò che avveniva nella relazione terapeutica: transfert e controtransfert e resistenze.  Analisi dei sogni, degli atti mancati e dei lapsus. Si può dire, pertanto, che Freud guardava al passato per affrontare i disagi psicologici.

Jung tiene conto del passato e dell’inconscio individuale ma guarda al futuro. Per il terapeuta svizzero la risoluzione delle problematiche psicologiche si può avere sia tenendo conto del passato sia guardando al futuro e cioè all’individuazione che si ottiene per mezzo di un rapporto equilibrato tra conscio e inconscio.

Per Jung le nevrosi sono causate dalle opposte radicalizzazioni della coscienza razionale o dell’inflazione dell’inconscio. Da una parte l’Io che, attraverso le razionalizzazioni crede di aver potestà sull’inconscio; dall’ altra le Ombre inconsce che inondano e inflazionano la psiche. Le opposte radicalizzazioni creano situazioni disfunzionali. Il grande psicoanalista Svizzero propone un incontro dinamico e un dialogo tra le due polarità per guarire le nevrosi.

All’inconscio individuale affianca l’inconscio collettivo realtà comune a tutti gli esseri umani che contiene i modelli ereditati dalla storia dell’umanità presenti in ogni essere umano. I miti, le fiabe, gli archetipi, sono espressione dell’inconscio collettivo perché portatori di tematiche universalmente condivise.

Attraverso l’analisi Junghiana che comprende l’interpretazione dei sogni, il dialogo con l’analista, l’analisi dei miti, delle fiabe e l’immaginazione attiva si realizza l’individuazione.
Si può pertanto affermare che” l’individuazione” è il processo di formazione e di differenziazione dell’individuo in seguito all’integrazione dell’inconscio nella coscienza.

La Sand Play Therapy sperimentata a metà del secolo scorso da Dora Kalf , allieva di Jung, è utile per l’integrazione  dei disturbi  psicologici  e   la realizzazione dell’individuazione.

Il paziente sperimenta il gioco della sabbia realizzando in una cassetta contente sabbia delle immagini aggiungendo figurine presenti negli scaffali attorno alla sabbiera.

Mentre nella produzione dei sogni, l’io non è cosciente; nel gioco della sabbia si realizza una collaborazione tra la coscienza e l’inconscio nella realizzazione di immagini.

Attraverso la Sand play il soggetto arriva a toccare esperienze più arcaiche rispetto a quelle che si possono incontrare attraverso l’analisi verbale. Si possono incontrare i traumi subiti durante la gestazione nell’utero materno ed esperienze disfunzionali neonatali. E’ possibile affermare che le mani, a contatto con l’inconscio, sanno parlare e vedere più delle parole ed i traumi possono essere integrati e superati!

Quando il paziente entra in contatto con l’inconscio può avvertire qualche difficoltà è pertanto necessaria la presenza dell’analista affinché la terapia si svolga in modo sereno in uno “spazio libero e protetto”. 

La Toscanini