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Sabbia n.17 intitolata: “Le parti della mia vita”

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Sabbia 17 Le parti della mia vita 

Marco Vettori
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Sabbia n.17 intitolata: “Le parti della mia vita”.

Cinque minuti per porre le figurine nella sabbiera, poi dice: “Io sarei quella al centro, le altre figurine sono parti di me, della mia vita e sembra che non mi appartengano perché sono separate tra loro e non mi guardano. La persona al centro è il personaggio più spiritoso e spontaneo. I personaggi, intorno a quello centrale, sono un po’ più adulti e responsabili e mi fanno venire in mente -un atteggiamento professionale”.

Esaminando il vassoio vediamo che Eloisa, ha messo al centro della sabbiera una fanciulla con lunghi capelli biondi che guarda dalla parte dell’analista.  Osservando la sabbiera dall’alto la prima figurina che appare, a destra del pupazzetto biondo centrale, è una donna elegante e nello stesso tempo sportiva, con i capelli rossi, che indossa una camicetta bianca e una gonna pieghettata azzurrina. Tra le mani tiene una borsa, nera, elegante. A destra della fanciulla bionda, e a sinistra della donna dai capelli rossi, appare una ragazza con capelli scuri, abito intero bianco e borsetta rosa: tipo studentessa universitaria. Dietro la figurina centrale, appare in alto nella sabbiera, una giovane donna, elegante e ‘sexy’ dai lunghi capelli biondi e dagli occhi azzurri, che lascia piacevolmente scorgere le proprie grazie e rotondità. Alla sinistra della giovane donna ‘sexy’ vediamo un uomo distinto ed elegante, dai capelli neri, che indossa un completo grigio chiaro e cravatta blu. Alla sinistra del signore in giacca e cravatta, sempre alla sinistra del pupazzetto biondo centrale scorgiamo una ragazzina molto sportiva con capelli chiari molto corti, maglietta scollata, pantaloni corti e scarpe da passeggio. L’ultimo personaggio, a sinistra della figurina centrale pare ‘ una donna in carriera’ indossa un completo molto elegante: giacca chiara su abito scuro, borsetta bianca e, al braccio, soprabito chiaro.  Nelle sabbie precedenti Eloisa aveva detto che si sentiva sola e avrebbe voluto incontrare persone nuove simpatiche e disponibili. Questo è il momento in cui prende coscienza che, pur avendo provato a fare ‘tutti i ruoli’, la speranza che gli altri vengano incontro ai suoi desideri di bambina non può che andare delusa. Eli, come ultima chance, potrebbe sperare nell’analista, ma il terapeuta mantiene le distanze.  Se al ‘transfert’ della paziente l’analista reagisce in modo professionale come ‘controtransfert’ la paziente ha l’impressione che l’analista le volti le spalle. Nella realtà il terapeuta agisce con atteggiamento professionale comportandosi con lei come un buon padre che la protegge e la sostiene anche attraverso un simpatico atteggiamento di corteggiamento. Modalità di rapporto estramente differente da quella del padre di Eli che non riesce a sostenere un rapporto e un dialogo con la figlia adulta e, a volte, si comporta con lei come un bambino. Sembra, comunque, che Eloisa si sia messa in movimento. Ci sono, però, ancora molti aspetti dell’ombra che dovranno essere integrati.

La Toscanini