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NIETZSCHE CHE DICE

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Questo libro è riservato a pochissimi. Forse nemmeno uno di essi è ancora nato. Può darsi che siano coloro che comprendono il mio Zarathustra: come potrei mai confondermi con quelli per i quali già oggi crescono orecchie? – Solo il posdomani mi si addice. C’è chi viene al mondo, postumo. Le condizioni alle quali mi comprendono, e allora per forza comprendono, – le conosco anche troppo bene. Uno deve essere inflessibile fino alla durezza nelle cose dello spirito, per sopportare anche soltanto la mia serietà, la mia passione. Uno deve essere avvezzo a vivere sui monti – a vedere sotto di sé il meschino ciarlare dell’ epoca sulla politica e sull’egoismo dei popoli. Uno dev’essere divenuto indifferente, né deve mai domandare se la verità serva, se per qualcuno essa diventi sorte ineluttabile…

Una predilezione della forza per domande di cui nessuno oggi ha il coraggio; il coraggio del proibito; la predisposizione al labirinto. Una esperienza di sette solitudini. Nuove orecchie per nuova musica. Nuovi occhi per il lontanissimo. Una nuova coscienza per verità fin qui rimaste mute. E volontà per l’economia in grande stile: conservare intatti la propria energia, il proprio entusiasmo … e rispetto di sé; l’amore di sé; l’incondizionata libertà verso sé stessi… Ebbene si! Questi solo sono i miei lettori, i miei lettori predestinati: che importa il resto? – il resto è solo l’umanità – All’umanità uno deve essere superiore per forza, per altezza d’animo, – per disprezzo…

Friederich Nietzsche
"L’Anticristo"

SOKRATES n°4 – 1 Maggio 1996