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ERRARE

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La storia della Settima Arte è piena di persone che lasciano la macchina senza chiudere a chiave, oppure che scendono dal taxi senza pagare la corsa. Ci sono poi i bicchieri "magici": l’attore beve il loro contenuto, ma quando li posa sono ancora pieni. Per non parlare dei cadaveri che respirano, oppure dei personaggi uccisi mezz’ora prima che discutono tranquillamente nello sfondo di una scena.
In genere i registi e gli attori protestano animatamente contro queste "scoperte" e si appellano al mistero del cinema. Ma un fatto è un fatto. I bicchieri non si riempiono e i morti restano morti (tranne che nei film horror). Questi errori si vedono perché qualcuno li ha commessi: i principali imputati sono la "script girl" (che gestisce la continuità delle scene), il costumista, il montatore e lo stesso regista. Alcuni errori sono inevitabili, altri no. Nel travelling degli Intoccabili che precede l’assassinio di Sean Connery, la cinepresa e il dolly si specchiano contro una finestra (e il regista è De Palma). In Ben-Hur appare di sfuggita una bicicletta addossata a una parete. Quando Michael Douglas si reca a casa di Sharon Stone per accompagnarla al celebre interrogatorio di Basic Instinct, la ragazza cambia pettinatura in una manciata di secondi.

Giuseppe Salza
"Spazzatura"

SOKRATES n°3 – 24 Aprile 1996