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SPAZZATURA

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Per anni la generazione presente è stata allevata con un latte acido, fetido e maleodorante: la cultura che si è via via rovinosamente snodata dagli anni Settanta a noi ha prodotto dei mostri, dei gorghi di senso che ci hanno travolto… Perduta l’innocenza di Carosello, l’ingenuità del battage pubblicitario genuino, italiota, sprigionato da Calimero, dal Gigante buono, dalla Mariarosa del lievito Bertolini, siamo stati reclusi nel carcere di un bailamme volgare, assurdo e idiota: nella nostra coscienza collettiva hanno iniettato massacce dosi di venditori di datteri in pubbliche aste televisive, di viaggi-vacanza in località squallide efferti da personaggi oscuri, di pietre lunari(!) messe in palio al telespettatore, di case in Romania sponsorizzate da agenti immpbiliari fantascientifici…

In poche parole: spazzatura. Spazzatura accumulata alla periferia dell’Impero, che fa pallida figura, d’accordo, con quello che si sono sorbiti i nostri bulimici coetanei d’Oltreoceano. Ma, comunque, spazzatura. Con quel tocco di provincialismo tutto italiano, con quell’aria casereccia che abbonda nelle nostre latitudini, che ha fatto della spazzatura un fenomeno nazionale da attrazione turistica.

Luther Blisset
"Net [email protected]"

SOKRATES n°1 – 11 Aprile 1996

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