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Conte Gaspard de la Nuit

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Ed eccoci di nuovo a dare il benvenuto al Conte Gaspard de la Nuit -personaggio uscito dalla fantasia di Mario Banchini ma molto plausibile come giovane uomo alle prese col Grand Tour-presentato lo scorso anno presso la chiesa di S.Giovanni nel corso delle celebrazioni correggesche, e ora di nuovo in scena domenica 6 ottobre alle 18 e alle 20.30 presso i Voltoni del Guazzatoio in seno all’iniziativa I like Parma.

A distanza di 60 anni dal suo primo viaggio, dunque nel 1890, il conte, sull’onda della nostalgia, torna a Parma, dalla quale, tra parentesi, aveva riportato una moglie, la marchesina Dalla Rosa Prati-e piacerebbe conoscere di più su questo matrimonio, se sia stato felice e prospero o se ci siano stati screzi.

A Parma, Gaspard si incontra di nuovo con l’opera del Correggio-perché la ricerca della bellezza è la costante della sua vita, di più, la sua ossessione-e anche con un personaggio che la prima volta non aveva fatto in tempo a conoscere, Giuseppe Verdi, ormai senatore del Regno d’Italia e in via di composizione del Falstaff.

Sul canovaccio del dialogo tra il conte e Giuseppe Verdi, si snoda lo spettacolo ideato da Banchini, recitato e messo in drammaturgia da Fabrizio Croci, che è un’occasione per rendere familiari al pubblico opere del Correggio, anche quelle non conservate a Parma. Il conte per esempio ricorda due famose pale, chiamate popolarmente il “Giorno” e la “Notte”. Sono complementari e dovrebbero essere esposte l’una di fronte all’altra, eppure la “Notte” è conservata a Dresda, cosa di cui Gaspard si rammarica, dato il suo grande amore per l’Italia, mentre il “giorno”, o Madonna del S.Girolamo, è conservata nella Galleria Nazionale di Parma.  

La voce di Fabrizio Croci è inframmezzata da musiche verdiane eseguite dal soprano Francesca Martini accompagnata al flauto e all’ocarina da Valentina Gnudi. Le proposte musicali sono state riprese dalla sezione “Verdi e la pietas” dello spettacolo “Verdi l’italiano” di Giancarlo Liuzzi e includono brani famosi tra cui La Vergine degli Angeli, il finale della Messa da Requiem e altri. Anche di Verdi, impersonato dal fotografo Lucio Rossi, si raccontano particolari biografici e delle opere, cogliendo così l’occasione per celebrare due grandi parmigiani. E al conte non sfugge l’elemento drammatico che li accomuna.

Ma c’è una novità: lo spettacolo sarà probabilmente replicato in gennaio, in luogo ancora da stabilirsi, e sarà arricchito dalla proiezione del documentario di Bertolucci Correggio, per l’occasione restaurato dalla regista e video maker Marta Mambriani. Come per gli altri spettacoli ideati da Banchini nell’ambito del format Sensability, anche questo ha come obiettivo non solo il pubblico usuale, ma persone con disabilità. Se lo spettacolo dello scorso anno era specialmente pensato per i non vedenti, quello attuale include anche i non udenti, così che sarà dotato, sia per quanto riguarda la parte propriamente teatrale che il video, di due lettrici LIS, la lingua internazionale dei segni, impiegate grazie anche al contributo dell’associazione non udenti. (Parma 3 ottobre 2024)

Francesca Avanzini