Home Dossier Elon Musk Ecco perché Musk è molto pericoloso per l’America e per il mondo

Ecco perché Musk è molto pericoloso per l’America e per il mondo

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Donald Trump con Elon Musk
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Donald Trump con Elon Musk

Musk, l’altro presidente: Trump gli affida la super-delega all’efficienza, Elon agirà da solo fuori dal governo
La figura di Elon Musk alla luce del suo nuovo ruolo all’interno dell’amministrazione Trump 

Francesco Semprini
Trump lo incorona zar dei tagli, a capo dell’Efficienza governativa. L’agenzia si chiamerà Doge, come il bitcoin: sarà lo scudo del tycoon

WEST PALM BEACH. Gli Stati Uniti potranno contare su un governo federale snello, efficiente, scevro da bizantinismi ed inutili ingerenze, non più ostaggio di sovrapposizioni, in cui lotta agli sprechi e digitalizzazione saranno le priorità. È questa la promessa fatta da Donald Trump ai cittadini americani ufficializzando la nomina di Elon Musk e Vivek Ramaswamy alla guida del nuovo dipartimento per l’Efficienza governativa (Doge). Un impegno che il presidente eletto ha caricato di simbolismo, la rifondazione della cosa pubblica federale dovrà essere infatti portata a compimento entro il 250esimo anniversario dell’Indipendenza.

Nel valzer delle nomine annunciate dal 47esimo inquilino della Casa Bianca, in meno di dieci giorni dall’elezione, questa è probabilmente quella che fa più discutere per contenuti e designazioni. Innanzitutto, perché si tratta di un istituto di nuova creazione che, nonostante la dicitura (dipartimento), non è un nuovo dicastero per la creazione del quale era necessario il passaggio al Congresso. È piuttosto una “commissione” che agisce al di fuori del governo e in coordinamento con esso al fine di ristrutturare la macchina amministrativa partendo da una gigantesca “spending review”. Certo, è una contraddizione in termini che un’entità di tale portata in cui il fattore di traino è la lotta agli sprechi abbia due teste.

E che teste. Trump per la conduzione di quello che viene considerato il cameo del suo secondo mandato ha scelto l’alleato di ferro Musk, finanziatore e sostenitore del tycoon (il suo America Pac ha versato 200 milioni di dollari per la campagna Trump2024), nonché uomo più ricco al mondo grazie alle sue attività che vanno dalle auto elettriche, ai satelliti, passando per lo spazio e il mondo social.

Accanto a lui ci sarà Ramaswamy, ex candidato repubblicano alle primarie di Usa 2024, prudentemente passato sulla sponda trumpiana del Potomac non appena fatto fuori dalla corsa, anche lui capitano d’industria e fondatore di una delle più importanti realtà del settore delle biotecnologie. «Ad Elon è affidata la visione strategica, mentre Vivek assumerà la direzione operativa confrontandosi direttamente con lo staff che sarà chiamato ad operare nella neonata agenzia», spiega a La Stampa una fonte informata.

Trump, quindi, premia Musk per il suo apporto decisivo al trionfo del 5 novembre affidandogli una delega di valore strategico, e questi ne appalta la gestione al più pratico Ramaswamy. Anche il nome scelto per la neonata commissione, e soprattutto il suo acronimo Doge, non sembrano causali, visto che riprendono il nome di una criptovaluta, (altra passione di Trump), così come quello del meme irriverente del cane Shiba Inu che dal 2013 viene accostato alla moneta elettronica. La gestione dell’“azienda America” da parte dei due è secondo alcuni una sorta di trincea tra pubblico e privato a protezione di Trump e dei suoi interessi, con i “fidati Elon e Vivek” che svolgono il ruolo di mazzieri del capitale politico e finanziario del tycoon.

Uno scudo trasversale che appare foriero di conflitti di interessi non trascurabili, visto che soprattutto Musk guida aziende con contratti governativi esistenti e redditizi, e che continuerà a maneggiare senza alcuna preclusione. Il Doge opererà infatti al di fuori della competenza governativa, ma in coordinamento con l’Office of Management and Budget della Casa Bianca nella fase attuativa delle misure identificate nelle rilevazioni analitiche preliminari. In questo modo è probabile che l’accordo consenta a Musk e Ramaswamy di continuare a occuparsi delle rispettive attività private e di non dove essere sottoposti all’approvazione delle nomine da parte del Senato.

Trump ha fissato la scadenza al 4 luglio 2026 – nel mezzo delle celebrazioni del quarto di secolo dell’Indipendenza americana e pochi mesi prima delle elezioni di metà mandato in cui rinnovano parte di Camera e Senato – per completare il loro lavoro di ristrutturazione dall’amministrazione federale. «Un governo più piccolo, con più efficienza e meno burocrazia, sarà il regalo perfetto per l’America nel 250esimo anniversario della dichiarazione di Indipendenza», chiosa Trump in linea con quello che è considerato uno dei pilastri della visione conservatrice a stelle e strisce, ovvero il contenimento dei ruoli del governo federale rispetto alle amministrazioni statali e locali. «Sono fiducioso, ci riusciranno», sferza con tono di sfida il tycoon che punta a rilanciare ed espandere alcune delle misure messe in atto durante il primo mandato per ridurre la burocrazia e facilitare il licenziamento dei dipendenti federali. Musk punta a tagliare la spesa federale di almeno duemila miliardi di dollari, un obiettivo che secondo gli analisti sarebbe difficile da raggiungere. Nell’anno fiscale 2024, infatti, il governo ha speso circa 6.800 miliardi di dollari.

Da candidato alle primarie repubblicane, Ramaswamy ha fatto della lotta agli sprechi governativi il cavallo di battaglia della sua campagna, auspicando l’eliminazione di diverse entità federali come il dipartimento dell’Istruzione, il Federal Bureau of Investigation (Fbi), la Nuclear Regulatory Commission e l’Ufficio per l’alcol, il tabacco, le armi da fuoco e gli esplosivi. Procederne alla chiusura è complicato, suggeriscono diversi osservatori bipartisan, perché richiederebbe l’azione da parte del Congresso, sebbene sotto il controllo del Grand Old Party in entrambi i rami di Capitol Hill. 14 Novembre 2024 

Fonte Link: lastampa.it

 

 

 

 

 

Donald Trump con Elon Musk

Musk, l’altro presidente: Trump gli affida la super-delega all’efficienza, Elon agirà da solo fuori dal governo
La figura di Elon Musk alla luce del suo nuovo ruolo all’interno dell’amministrazione Trump 

Francesco Semprini
Trump lo incorona zar dei tagli, a capo dell’Efficienza governativa. L’agenzia si chiamerà Doge, come il bitcoin: sarà lo scudo del tycoon

WEST PALM BEACH. Gli Stati Uniti potranno contare su un governo federale snello, efficiente, scevro da bizantinismi ed inutili ingerenze, non più ostaggio di sovrapposizioni, in cui lotta agli sprechi e digitalizzazione saranno le priorità. È questa la promessa fatta da Donald Trump ai cittadini americani ufficializzando la nomina di Elon Musk e Vivek Ramaswamy alla guida del nuovo dipartimento per l’Efficienza governativa (Doge). Un impegno che il presidente eletto ha caricato di simbolismo, la rifondazione della cosa pubblica federale dovrà essere infatti portata a compimento entro il 250esimo anniversario dell’Indipendenza.

Nel valzer delle nomine annunciate dal 47esimo inquilino della Casa Bianca, in meno di dieci giorni dall’elezione, questa è probabilmente quella che fa più discutere per contenuti e designazioni. Innanzitutto, perché si tratta di un istituto di nuova creazione che, nonostante la dicitura (dipartimento), non è un nuovo dicastero per la creazione del quale era necessario il passaggio al Congresso. È piuttosto una “commissione” che agisce al di fuori del governo e in coordinamento con esso al fine di ristrutturare la macchina amministrativa partendo da una gigantesca “spending review”. Certo, è una contraddizione in termini che un’entità di tale portata in cui il fattore di traino è la lotta agli sprechi abbia due teste.

E che teste. Trump per la conduzione di quello che viene considerato il cameo del suo secondo mandato ha scelto l’alleato di ferro Musk, finanziatore e sostenitore del tycoon (il suo America Pac ha versato 200 milioni di dollari per la campagna Trump2024), nonché uomo più ricco al mondo grazie alle sue attività che vanno dalle auto elettriche, ai satelliti, passando per lo spazio e il mondo social.

Accanto a lui ci sarà Ramaswamy, ex candidato repubblicano alle primarie di Usa 2024, prudentemente passato sulla sponda trumpiana del Potomac non appena fatto fuori dalla corsa, anche lui capitano d’industria e fondatore di una delle più importanti realtà del settore delle biotecnologie. «Ad Elon è affidata la visione strategica, mentre Vivek assumerà la direzione operativa confrontandosi direttamente con lo staff che sarà chiamato ad operare nella neonata agenzia», spiega a La Stampa una fonte informata.

Trump, quindi, premia Musk per il suo apporto decisivo al trionfo del 5 novembre affidandogli una delega di valore strategico, e questi ne appalta la gestione al più pratico Ramaswamy. Anche il nome scelto per la neonata commissione, e soprattutto il suo acronimo Doge, non sembrano causali, visto che riprendono il nome di una criptovaluta, (altra passione di Trump), così come quello del meme irriverente del cane Shiba Inu che dal 2013 viene accostato alla moneta elettronica. La gestione dell’“azienda America” da parte dei due è secondo alcuni una sorta di trincea tra pubblico e privato a protezione di Trump e dei suoi interessi, con i “fidati Elon e Vivek” che svolgono il ruolo di mazzieri del capitale politico e finanziario del tycoon.

Uno scudo trasversale che appare foriero di conflitti di interessi non trascurabili, visto che soprattutto Musk guida aziende con contratti governativi esistenti e redditizi, e che continuerà a maneggiare senza alcuna preclusione. Il Doge opererà infatti al di fuori della competenza governativa, ma in coordinamento con l’Office of Management and Budget della Casa Bianca nella fase attuativa delle misure identificate nelle rilevazioni analitiche preliminari. In questo modo è probabile che l’accordo consenta a Musk e Ramaswamy di continuare a occuparsi delle rispettive attività private e di non dove essere sottoposti all’approvazione delle nomine da parte del Senato.

Trump ha fissato la scadenza al 4 luglio 2026 – nel mezzo delle celebrazioni del quarto di secolo dell’Indipendenza americana e pochi mesi prima delle elezioni di metà mandato in cui rinnovano parte di Camera e Senato – per completare il loro lavoro di ristrutturazione dall’amministrazione federale. «Un governo più piccolo, con più efficienza e meno burocrazia, sarà il regalo perfetto per l’America nel 250esimo anniversario della dichiarazione di Indipendenza», chiosa Trump in linea con quello che è considerato uno dei pilastri della visione conservatrice a stelle e strisce, ovvero il contenimento dei ruoli del governo federale rispetto alle amministrazioni statali e locali. «Sono fiducioso, ci riusciranno», sferza con tono di sfida il tycoon che punta a rilanciare ed espandere alcune delle misure messe in atto durante il primo mandato per ridurre la burocrazia e facilitare il licenziamento dei dipendenti federali. Musk punta a tagliare la spesa federale di almeno duemila miliardi di dollari, un obiettivo che secondo gli analisti sarebbe difficile da raggiungere. Nell’anno fiscale 2024, infatti, il governo ha speso circa 6.800 miliardi di dollari.

Da candidato alle primarie repubblicane, Ramaswamy ha fatto della lotta agli sprechi governativi il cavallo di battaglia della sua campagna, auspicando l’eliminazione di diverse entità federali come il dipartimento dell’Istruzione, il Federal Bureau of Investigation (Fbi), la Nuclear Regulatory Commission e l’Ufficio per l’alcol, il tabacco, le armi da fuoco e gli esplosivi. Procederne alla chiusura è complicato, suggeriscono diversi osservatori bipartisan, perché richiederebbe l’azione da parte del Congresso, sebbene sotto il controllo del Grand Old Party in entrambi i rami di Capitol Hill. 14 Novembre 2024 

Fonte Link: lastampa.it