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Sterminate quelle piante! 96 platani
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Sterminate quelle piante! 96 platani
“Sterminate quelle bestie”, o “quei bruti”, a seconda della traduzione, diceva Kurtz, Corto, in “Cuore di Tenebra” di Joseph Conrad, riferendosi a quelli che lui riteneva “i selvaggi”. E alcuni critici hanno voluto vedere nel nome un accenno alla sua lungimiranza.
“Sterminate quelle piante”, è il grido che accomuna i nostri amministratori lungo tutto lo stivale, e la lungimiranza che mostrano, nei nostri tempi di cambiamenti climatici e riscaldamento globale che ognuno, particolarmente in questi giorni, può sperimentare sulla propria pelle, è pari a quella di Kurtz.
È di ieri la notizia che Anas, provincia, comune, stanno pensando di abbattere 96 dei platani secolari che fiancheggiano la Via Spezia nel tratto tra Parma e Collecchio, per costruire una pista ciclabile di cui nessuno sente il bisogno e che probabilmente è l’ultimo pensiero dei cittadini, i quali, se vogliono, per raggiungere Collecchio possono già usare la pista lungo il Baganza. E non ditemi che una torma di ciclisti depilati, in tutine aderenti multicolori, affollerà l’imbocco della Via Spezia, non desiderando altro che pedalare sotto il sole a 50° senza neanche un’ombra sotto cui posarsi: i nostri Pronto Soccorsi sono già abbastanza affollati, grazie!
È molto probabile che le care amministrazioni agiranno quatte quatte in piena estate, quando la maggior parte dei cittadini sarà in vacanza, così che questi, al ritorno, si troveranno davanti al fatto compiuto e irrimediabile, come già è successo per i pioppi del viale che porta al cimitero e tanti altri alberi in città, abbattuti dalla notte al giorno senza una ragione, o meglio, col pretesto che fossero ammalati, cosa a cui ormai non credono più neanche i bambini. (Ndr: quercia secolare abbattuta nel cortile condominiale di viale dei Mille- LINK a ridosso lelle festività dei defunti)sostituita da un ombrellone sotto cui si possono arrostire gli anziani alla temperatira di 40° e innalzamento della temperatura per tutti gli alloggi a sud che erano protetti dalla folta e bellissima chioma, costretti a utilizzare il condizionatore giorno e notte.
C’è una mania nazionale di vialettizzare, costruire sentierini, camminamenti, vezzose piazzuole, costringere la poca natura che resta entro argini di cemento o comunque materiale sintetico. È l’eterna pretesa del maschio di domare e dominare la natura selvaggia, they want the whole world flat because they are, vogliono l’intero mondo piatto, perché loro lo sono, diceva Sylvia Plath. Non pare di esagerare se si salta dall’odio per le piante e la natura a quello per la donna, in quanto più irriducibile alla violenza, più vicina alla natura. Il numero preoccupante di femminicidi parrebbe testimoniarlo. Non ti pieghi, ti ammazzo. La vegetazione invade, avanza, si espande, sporca di aghi, piumini, foglie e infiorescenze secche. È inarrestabile e indomabile: sterminiamola!
E spendiamo una parola su ciò che va a sostituirla: oh, quei bei vialetti puliti e ordinati, quelle belle stradine di cemento delineate da muretti, quelle panche pure di cemento dove i bravi pensionati in cerca di riposo possono scottarsi il sedere! Il cattivo gusto piccolo borghese di chi vuole tutto bello liscio e ordinato –“parton dal pratino e vanno fino in cielo”, cantava Frankie hi-nrg- (Francesco Di Gesù, è un rapper e produttore discografico italiano) l’ignoranza di chi non ha mai visto non dico un libro d’arte, ma nemmeno un documentario, si estende a tutt’Italia, in un trionfo di linee e prospettive geometrili, come le avrebbe chiamate Celati.
Dovunque si vada è lo stesso, non possono vedere una chiazza verde che ci mettono le mani: a Parma volevano cementificare la Cittadella e il greto della Parma che per fortuna sono stati salvati, il prato di P.le della Pace sono riusciti in parte ad addomesticarlo con i famigerati camminamenti di cui sopra; hanno deturpato il polmone verde di P.le Salvo D’Acquisto con un orrendo teatrino dei burattini e il pretesto che i bambini ci giocano. Ma i bambini giocano anche con una scarpa rotta, non hanno bisogno di un orribile teatrino che oltre tutto gli deteriora il gusto! Ciò che vogliono fare del Tardini, poi, grida vendetta agli occhi di Dio (fortunatamente fermato dalla Conferenza Servizi dopo numerosi rinvii funzionali a produrre documentazioni mancanti LINK).
A S.Terenzo e Pugliola [LINK] hanno abbattuto bellissimi, sanissimi, caratteristici pini marittimi con il pretesto che le radici sollevavano l’asfalto-e fateci delle passerelle, no!- a Torri del Benaco, sul lago di Garda, hanno devastato l’arenile, le piccole spiagge di sassi e fossili inclusi nel marmo rosa, con una colata continua di cemento. Non sono che pochi esempi vicini a chi scrive, ma certamente ognuno nel suo paese, città o cittadina può portare testimonianze analoghe.
Non è noto, almeno a chi scrive, a chi gli amministratori rispondano o da chi prendano direttive, se l’Europa, il governo o il loro personale cattivo gusto. Ma, a parte che ai primi due ci si può sempre ribellare, se proprio vogliono far lavorare le squadre del comune, che le mandino a restaurare pregevoli costruzioni in rovina, a ripulire greti di torrenti, a piantare vegetazione, invece di abbatterla!
È ora che i cittadini non si facciano più derubare del loro capitale verde. Incateniamoci ai platani della via Spezia! Opponiamo Brigate Verdi alle brigate di predoni della vegetazione, del nostro respiro e del nostro spazio vitale! (Parma, 28 giugno 2025)
Francesca Avanzini
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ultima notizia da Parmaparallela.it
Aggiornamento del tardo pomeriggio di venerdì 27 Giugno 2025. Dopo una lunga riunione della maggioranza che amministra il Comune filtra la notizia che sarebbe stata ritirata la delibera relativa al progetto di “ammodernamento” di via Spezia, e dunque scongiurato il taglio dei platani. Si è in attesa dell’ufficialità da parte dell’Amministrazione Comunale. Nel pomeriggio erano giunte le posizioni di Alleanza Verdi Sinistra e del coordinamento delle associazioni ambientaliste. Ne diamo conto in fondo all’articolo.
“Non sapevamo niente fino a ieri” è il commento scoraggiato dei consiglieri comunali di Parma, specialmente quelli della maggioranza. È possibile che davvero non sapessero nulla del taglio di 96 platani lungo la via Spezia, statale della Cisa, tra Parma e Collecchio?
L’ignoranza appare strana ma si spiega anche facilmente. Si tratta della proposta di “ammodernamento”, ossia messa in sicurezza con risezionamento della strada statale 62, posa di guard rail e rifacimento pensiline autobus, con la dotazione di una pista ciclabile nel lato est per congiungere gli abitati di Parma e Collecchio. La proposta è datata ormai 20 anni fa; fu lanciata dall’allora sindaco di Collecchio, Giuseppe Romanini, e però i tempi lunghissimi della pubblica amministrazione (leggi Anas e Provincia di Parma) fanno sì che il provvedimento arrivi adesso all’approvazione dei consigli comunali di Collecchio (mercoledì 24 giugno, approvato) e Parma, in calendario lunedì 30 giugno. Rimane tuttavia sorprendente che gli attuali consiglieri comunali di Parma non ne sapessero niente, visto che l’iter risulta avviato nella sua fase definitiva un anno fa, nel 2024.
Peccato che i vari enti, dai Comuni coinvolti alla Provincia, alla Regione, ad Anas, nel dare le loro forme di pubblicità e “trasparenza” si fossero ben guardati dall’annunciare che avrebbero tagliato 96 platani (30 a Parma, 66 a Collecchio), come effetto collaterale della realizzazione della pista ciclabile. C’era scritto, naturalmente, nelle pieghe di un documento di 211 pagine. Ma tutti zitti, finché qualcuno se ne è accorto (Enrico Ottolini, il consigliere comunale di Europa Verde).
A Collecchio, che vedrà la parte più consistente delle modifiche, ed è un po’ il Comune referente di questa modifica infrastrutturale, pare non ne abbiano nemmeno parlato dei platani, in consiglio comunale.
Per capirne qualcosa in più si può vedere la registrazione della seduta della commissione consiliare ambiente di Parma. In specifico dal minuto 40’20” viene spiegato perché si dovranno abbattere i platani e come misura di compensazione si prevedano 1.109 arbusti e 208 alberi. Il problema sarebbe dovuto alla posa della pista ciclabile che obbligherebbe a spostare la carreggiata stradale con posizionamento obbligatorio dei guard rail i quali, però, in corrispondenza dei platani non sarebbero flessibili e… dunque si tagliano gli alberi.
Sui 96 platani da abbattere (poco meno della metà dei 210 che sorgono lungo il lato occidentale della statale Cisa) non sappiamo come andrà a finire. L’ondata di indignazione popolare all’idea di tagliare 96 alberi maestosi è stata ampia e trasversale. L’opposizione sembra che voterà contro, compatta. Il cerino rimarrà alla maggioranza che tra due anni hai voglia a presentarti agli elettori dicendo “abbiamo piantato xxx alberi”. “Sì e i platani su via Spezia, chi li ha tagliati?”.
Stupisce che nell’Amministrazione Comunale di Parma non si colga l’incoerenza del firmare il venerdì un protocollo con il parco nazionale dell’Appennino Tosco emiliano per la cessione di crediti di carbonio e favoleggiando il ruolo necessario degli alberi, per raggiungere la neutralità carbonica al 2030. E il lunedì portare in approvazione una delibera dove, appunto, si tagliano 96 platani.
Ecco, viene da dire che c’è un po’ di autoreferenzialità degli amministratori. Dai sindaci agli assessori che sapevano di questi abbattimenti e non li hanno fermati. La maggioranza di centrosinistra è la stessa a Parma e Collecchio e in Provincia. Sembra impossibile che non si parlino tra di loro, che non ci sia una mediazione su questi progetti, su scelte infrastrutturali impattanti e che non ci sia il sentore di quando una cosa sta diventando troppo grossa e decisamente impopolare.
Nel pomeriggio di venerdì 27 giugno riunione di maggioranza a Parma per decidere il da farsi.
Aggiornamento serale: Dopo una lunga riunione della maggioranza che amministra il Comune filtra la notizia che sarebbe stata ritirata la delibera relativa al progetto di “ammodernamento” di via Spezia, e dunque scongiurato il taglio dei platani. Si è in attesa dell’ufficialità da parte dell’Amministrazione Comunale di Parma.
Nel frattempo erano arrivate le prese di posizione di Alleanza Verdi Sinistra e del coordinamento delle associazioni ambientaliste.
“L’alternativa per salvare i platani esiste – dichiarano Nicola Dall’Olio, Sara Fallini e Roberto Ranalli di Alleanza Verdi e Sinistra – Ci sono tracciati alternativi migliori, sia per scopi ricreativi che per la mobilità ciclabile verso i luoghi di lavoro, come quello previsto dallo stesso PUMS che passa da Vicofertile e da lì può raggiunge l’area artigianale di Lemignano. Dall’altro lato, a Sud, si può pensare di raccordare la pista ciclabile prevista sull’argine del Baganza, a lato di strada Farnese, con Vigheffio, Stradella e San Martino Sinzano. (Ndr: anche i servizi ferroviari sono presenti nel tratto Parma-Collecchio).
L’alternativa progettuale in grado di adeguare Via La Spezia e di salvaguardare i platani si può dunque trovare, basta avere la volontà politica per farlo. Come Alleanza Verdi e Sinistra ci dispiace e sinceramente non capiamo perché l’amministrazione comunale di Collecchio, per altri versi attenta alle questioni ambientali, abbia approvato il progetto ed accettato il taglio di 60 platani nel tratto di competenza“. Qui il comunicato integrale di AVS.
“Siamo pronti a dare battaglia per salvaguardare i 96 platani della via Spezia, statale Cisa, tra Parma e Collecchio” hanno comunicato le associazioni ambientaliste. “Da quando la notizia ha cominciato a circolare ieri le nostre associazioni sono state contattate da tanti cittadini allarmati e questo fa ben comprendere come il valore del filare di platani unisca diversi aspetti: naturale, paesaggistico, culturale, storico”. le Associazioni “chiedono ai sindaci Guerra di Parma e Galli di Collecchio di fermare l’iter in corso, stralciare le delibere dai consigli comunali e rivalutare da zero il progetto“. A firmare le dichiarazioni sono: Legambiente, WWF, Parma Sostenibile, A.D.A., Società Parmense di Scienze Naturali, Enpa, Parma Etica, Sodales Parma, Manifattura urbana, Fiab Parma Bicinsieme, Kilometro Verde Parma. Qui il comunicato stampa.








