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Vannacciani per Putin. Nel silenzio di Vannacci, la sua rete diventa una succursale non ufficiale di Russia Today

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epa13225584 Russian President Vladimir Putin looks on as he attends together with Vietnamese President To Lam (not pictured) the inauguration of a laboratory for the study and treatment of infectious diseases at the Joint Russian-Vietnamese Tropical Research and Technology Center via video link, during a meeting at the Kremlin in Moscow, Russia, 09 September 2026. To Lam is on a three-day state visit to Russia. EPA/MAXIM SHIPENKOV / POOL POOL
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epa13225584 Russian President Vladimir Putin looks on as he attends together with Vietnamese President To Lam (not pictured) the inauguration of a laboratory for the study and treatment of infectious diseases at the Joint Russian-Vietnamese Tropical Research and Technology Center via video link, during a meeting at the Kremlin in Moscow, Russia, 09 September 2026. To Lam is on a three-day state visit to Russia. EPA/MAXIM SHIPENKOV / POOL POOL

Riccardo Carlino
Meme, AI, “Meloni cocainomane” e propaganda filorussa. Ecco come i profili social del generale diventano megafono della narrazione di Mosca

Dentro il cavallo di Troia ci sono i soldati in attesa di comandi. C’è chi però non riesce ad aspettare, apre una fessura e scaglia frecce di propaganda. Russa, si intende.  In una foto realizzata dall’AI, il generale Roberto Vannacci innalza uno shottino di vodka in faccia al Financial Times, che lo ha accusato di essere uno strumento della disinformatja di Mosca. Il post è sul suo profilo social ufficiale, ma sono i suoi seguaci a far rimbalzare i suoi messaggi in giro per i social, spesso esasperandoli fino all’assurdo. Un assurdo artificiale, chiaramente. E mentre su X esplode il generale supereroe esoterico (recuperare Andrea Venanzoni del 3 settembre sul Foglio), su Instagram c’è la sua versione da antico romano, con qualche variazione sul tema. Sopra la didascalia “Meglio amici che nemici. Robutin Vladicci” c’è un fotomontaggio del generale e di Vladimir Putin a cavallo, entrambi sorridenti e senza maglietta. In un’altra immagine il presidente russo versa da bere vodka a Vannacci, in un’altra ancora mangiano spaghetti a tavola.
A metterle in circolo è Robertus Vannaccius, account già ricondiviso da Vannacci e dai suoi comitati costituenti, spesso derubricato a “satira irreale”, che nelle ultime ore ha spinto l’acceleratore sulla sua produzione filoputiniana (e antimeloniana). Nel giro di una giornata sul suo profilo sono comparse decine di storie Instagram in cui la premier Giorgia Meloni e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sono ritratti come cocainomani. Prima una foto con due aspirapolvere (nominati come i due leader politici), poi due fotomontaggi alla Scarface rinominati “Cokraine”, in cui hanno davanti una montagna di cocaina. E’ una delle narrazioni più ricorrenti nella disinformazione filorussa contro Zelensky: l’idea che il presidente ucraino sia un corrotto consumatore di droga, e che i leader europei che lo sostengono ne condividano la decadenza. Russia Today, network televisivo del governo russo già limitato dall’Ue, aveva usato lo stesso giochetto nel giugno 2025. “Tutto bene Giorgia Meloni? Avete fatto troppa festa con Zelensky a L’Aja?”, si chiedeva il profilo di Rt ripubblicando un video in cui la premier si stropiccia il naso a margine del vertice Nato. Oggi quello stesso argomento viene fatto proprio da uno dei content creator più popolari del mondo vannacciano. Nel silenzio del generale. Ma non del noto influencer vicino agli ambienti di destra Robby Giusti, che sui social ha bollato come vergognose le accuse mosse alla premier: “Mi aspetto una tua risposta immediata, che tu dica che queste cose non ti rappresentano”, ha detto rivolgendosi a Vannacci.
A metterle in circolo è Robertus Vannaccius, account già ricondiviso da Vannacci e dai suoi comitati costituenti, spesso derubricato a “satira irreale”, che nelle ultime ore ha spinto l’acceleratore sulla sua produzione filoputiniana (e antimeloniana). Nel giro di una giornata sul suo profilo sono comparse decine di storie Instagram in cui la premier Giorgia Meloni e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sono ritratti come cocainomani. Prima una foto con due aspirapolvere (nominati come i due leader politici), poi due fotomontaggi alla Scarface rinominati “Cokraine”, in cui hanno davanti una montagna di cocaina. E’ una delle narrazioni più ricorrenti nella disinformazione filorussa contro Zelensky: l’idea che il presidente ucraino sia un corrotto consumatore di droga, e che i leader europei che lo sostengono ne condividano la decadenza. Russia Today, network televisivo del governo russo già limitato dall’Ue, aveva usato lo stesso giochetto nel giugno 2025. “Tutto bene Giorgia Meloni? Avete fatto troppa festa con Zelensky a L’Aja?”, si chiedeva il profilo di Rt ripubblicando un video in cui la premier si stropiccia il naso a margine del vertice Nato. Oggi quello stesso argomento viene fatto proprio da uno dei content creator più popolari del mondo vannacciano. Nel silenzio del generale. Ma non del noto influencer vicino agli ambienti di destra Robby Giusti, che sui social ha bollato come vergognose le accuse mosse alla premier: “Mi aspetto una tua risposta immediata, che tu dica che queste cose non ti rappresentano”, ha detto rivolgendosi a Vannacci. 13 SET 26


Fonte Link: ilfoglio.it