Record di condanne a morte in Iran: giustiziate più di quattro persone al giorno

I dati di due ong: nel 2025 il regime degli ayatollah ha eseguito 1.639 condanne a morte, il numero più alto dal 1989
L’Iran è già il secondo Paese al mondo per condanne a morte eseguite (il primo è la Cina); con le proteste iniziate nel 2022 e, ora le Ong indicano che il regime degli ayatollah potrebbe diventare ancora più feroce, usando la guerra e la «sicurezza nazionale» per legittimare un ulteriore giro di vite nella repressione interna.
L’Iran è già il secondo Paese al mondo per condanne a morte eseguite (il primo è la Cina); con le proteste iniziate nel 2022 e, ora le Ong indicano che il regime degli ayatollah potrebbe diventare ancora più feroce, usando la guerra e la «sicurezza nazionale» per legittimare un ulteriore giro di vite nella repressione interna.
I reati punibili con la pena capitale, in Iran, sono molti: dal traffico di droga all’omosessualità, da alcuni usi di pornografia a diversi gradi di dissenso politico, oltre alla «guerra contro Dio» e alla «corruzione sulla Terra» molto usate come imputazioni per i manifestanti delle proteste degli ultimi anni. Tra le condanne del 2025, la maggioranza è stata per traffico di droga, o per omicidio. Almeno 57 persone però, rilevano le ong, sono state impiccate per reati legati alla «sicurezza nazionale», tra cui almeno due manifestanti.
Nel rapporto delle Ong è incluso un avvertimento: le autorità iraniane potrebbero ricorrere alla pena capitale in modo ancora più esteso. Dall’inizio della guerra con Israele e gli Usa, per esempio – cioè dal 28 febbraio – 14 persone sono state giustiziate in relazione alle proteste, dove già migliaia di manifestanti erano stati uccisi, e decine di migliaia arrestati; uno di loro, con cittadinanza svedese, è stato condannato per spionaggio a favore di Israele per aver scattato alcune fotografie.
Nei giorni successivi, diverse altre persone sono state impiccate con l’accusa di ribellione per appartenenza ai Mojahedin del Popolo Iraniano (MEK), un gruppo di opposizione fuorilegge. Anche durante il Sizdah Bedar, il tredicesimo e ultimo giorno delle festività del capodanno persiano, le impiccagioni sono continuate: tra queste, c’è stata quella di un diciottenne arrestato nelle proteste di gennaio.
Secondo esperti di Amnesty International intervistati dalla testata tedesca Deutsche Welle, ci sono «almeno una ventina» di prigionieri politici la cui esecuzione potrebbe essere imminente. Tra loro molti manifestanti delle proteste di gennaio e di quelle antecedenti legate al movimento «Donna, Vita, Libertà», e persone con legami (effettivi o presunti) con partiti curdi. Molti di loro hanno reso confessioni sotto tortura. 14 aprile 2026
Fonte Link: corriere.it








Il Presidente iraniano all’Onu fa solo propaganda, come Putin, suo alleato, insieme alla Cina. Tace il record delle condanne a morte per impiccagione – almeno 4 cittadini al giorno nel 2025, cioè 1.639 persone. E questo sarebbe un Paese che rispetta le persone!! Sono terroristi e finanziano i terroristi. Mostri le immagini delle persone che avete ammazzato in piazza. Deve vergognarsi di raccontare falsità, siete indegni di rappresentare un popolo che si ribella. La gente scende nelle strade contro di voi, per riavere la libertà, perché li uccidete. LB