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PETROLIO: IL PREZZO SALIRA’, PESA L’ESAURIMENTO DELLE RISERVE

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Eva Bosco

(ansa.it) Le tensioni sui prezzi del petrolio, che hanno occupato un posto di primo piano sullo scenario economico e politico delle ultime settimane, sono destinate a ripresentarsi nel tempo e il prezzo del petrolio crescerà ancora nei prossimi anni. A determinarlo sarà l’effetto combinato di due elementi: da una parte, la crescita dei consumi, strettamente collegata alla crescita economica di India e Cina, che entro il 2030 rappresenteranno il 40% della domanda energetica globale. Dall’altra, il progressivo esaurimento dei giacimenti. E quest’ultimo aspetto potrebbe pesare non meno del primo.

L’Agenzia internazionale per l’energia ne è convinta e, a pochi giorni dalla presentazione del suo rapporto annuale, é tornata a lanciare l’allarme durante il Congresso mondiale dell’energia in corso a Roma. A fare il punto è stato il direttore dell’Agenzia, Nobuo Tanaka, prendendo come arco temporale il prossimo ventennio. Guardando all’oggi, invece, da registrare c’é la decisione dell’Opec di non aumentare le quote, ufficializzata dal segretario generale Abdalla Salem el-Badri. "Francamente, allo stato attuale ha detto – non ce n’é alcun bisogno", rinviando la discussione al vertice del 5 dicembre e aggiungendo che l’Opec non intende prezzare il greggio in valute diverse dal dollaro, nonostante il forte recente deprezzamento del biglietto verde.

La previsione sul lungo periodo dell’Aie, è che le quotazioni del greggio saliranno ancora, in futuro, condizionate soprattutto dalle pressioni provenienti dall’incremento della domanda. Da qui al 2015, infatti, l’Aie si attende un aumento della produzione di 37,2 milioni di barili al giorno, ma solo un terzo di questo aumento sarà legato a un effettivo aumento della domanda: gli altri due terzi dipenderanno invece dall’impoverimento delle scorte. La crescita della domanda avrà, però, un peso non secondario. A trainarla sarà soprattutto un fattore: i trasporti. E Cina e India giocheranno un ruolo determinante, su questo fronte. Secondo i calcoli dell’Agenzia, infatti, l’import della Cina nel 2030 arriverà a 13 milioni di barili di greggio, paragonabile a quella attuale degli Usa. Un rialzo legato soprattutto all’aumento delle automobili. In Cina, sempre secondo l’outlook dell’Aie, le vendite di auto supereranno nel 2015 quelle degli Usa. E se oggi in Cina 20 persone su mille hanno un’auto, nel 2030 il rapporto sarà di 130 a mille.

Del resto, in base allo scenario tratteggiato dall’Aie, entro il 2030 oltre il 40% della domanda globale di energia verrà da Cina e India e la Cina da sola sarà il secondo importatore mondiale di energia. In base alle attese, il 40% della crescita della domanda globale di petrolio e l’80% di quella del carbone verrà dai due paesi asiatici, che vedranno anche crescere in maniera esponenziale i propri investimenti in campo energetico: nel 2030 uno dollaro su tre investiti, a livello mondiale, nel settore dell’energia verranno da India e Cina.