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Sabbia n.11 intitolata “Simboli matematici”.

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Sabbia 11 simboli matematici


Marco Vettori
marco.vettori.512@psypec.it
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Sabbia n.11 intitolata “Simboli matematici”.

Attualmente Eloisa sta frequentando le lezioni del corso di laurea in Biochimica.

Commenta la sua sabbia e dice: ” i simboli metamatici, senza numeri, hanno certo fascino. Io metto in relazione le persone ai simboli metamatici. Questa notte ho visto in sogno Sabina la professoressa ed amica di mia cugina Arianna. Sabina era la soluzione di un processo, ma io non riuscivo ad arrivarci!
Lei è un tipo molto sereno e tranquillo. Ho collegato l’insegnante di Arianna ai simboli matematici perché lei è molto equilibrata e pertanto la collego alla soluzione di un’equazione perché è così e non può essere diversamente.

I simboli matematici aiutano a trovare un proprio traguardo dinamico, un equilibrio, un modus vivendi, attraverso una realtà definita che permette di andare d’accordo con tutti senza cambiare carattere. Sabina, nonostante che una persona le sia caduta addosso dall’alto provocandole una paralisi che l’ha costretta su una sedia a rotelle da quando aveva vent’anni, possiede: una casa, un proprio lavoro e una  propria  indipendenza. 

Non fa notare, e fa passare in secondo piano, un handicap che è così evidente!”

Le due materie verso le quali Eli si sentiva più interessata per l’iscrizione

all’Università erano: Biochimica ed Architettura. La paziente ha scelto la prima perché la riteneva più creativa rispetto alla seconda.  La Biochimica è la chimica della materia vivente: si va alla ricerca dei processi vitali iniziali. Se i docenti si limitano al solo discorso tecnico, essa perde moltissimo del suo fascino e interesse. Gli insegnanti di Eloisa, limitandosi al discorso di cui sopra, hanno mostrato alla paziente l’altra faccia “della conchiglia” apparsa nella sabbia n.6.  In questo momento la paziente è costretta a confrontarsi con “il polo opposto” della sua personalità.  A questo punto si presenta il non facile compito dell’integrazione dei due poli. Considerando i simboli che la paziente mette nella sabbiera possiamo pensare ad una “Formula” che possiede “vitalità”. Non appaiono numeri sterili, ma un insieme creativo: c’è ‘bios’ e c’è ‘chimica’ ovvero c’è ‘bio-chimica’!    Questa formula potrebbe indicare ad Eloisa una possibile modalità per trovare una soluzione alle sue difficoltà. Eli potrebbe trovare una possibilità di evoluzione dei suoi problemi attraverso l’integrazione tra gli studi parziali che sta compiendo all’Università e la realtà del   museo-pinacoteca (apparso in un sogno precedente e collegato alla sabbia n.4) che propone: l’arte, la storia dell’arte ovvero ‘la storia del sentimento ‘.  Nel coniugare la realtà dell’Università alla storia evolutiva del sentimento la paziente potrebbe concretizzare “la formula” per l’integrazione dei suoi problemi. Soluzione ‘ in fieri’ perché attualmente, si sente presa e portata via da mille cose, a volte, fatte in fretta.