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UN CAPOLAVORO DI GIORNATA

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“Baia di Douarnenez” di Renoir

UN CAPOLAVORO DI GIORNATA

Una mostra particolare, “Un capolavoro di giornata” in esposizione a Palazzo Pallavicini di Bologna dal 3 ottobre al 17 gennaio, come particolare, giovane, frizzante, è il team che l’ha ideata, Vertigo Syndrome, fondato dalla storica dell’arte Chiara Spinnato e dal pubblicitario Filippo Giunti.

Lo spirito di Vertigo è questo: nessuna mostra deve annoiare e tutte devono essere fruibili e comprensibili per chiunque, anche chi non sa niente di storia dell’arte. “Bisogna uscire con curiosità da una mostra”, dice Spinnato nella conferenza di presentazione, “non sapendo tutto.” In modo da essere spinti a fare ulteriori ricerche. È soprattutto importante avvicinare i giovani all’arte, mettendoli in grado di “sapere che cosa farsene della bellezza.” E dite poco. Ma c’è anche una scommessa. Se la mostra non piace, si possono avere indietro i soldi del biglietto, anche se pochissimi finora li hanno richiesti.

a Messa

 

Luigi Bertelli alba dorata

“Un capolavoro di giornata” è una mostra facile ma non scontata. Ha alle spalle anni di ricerche e presenti prestiti da musei pubblici italiani ed europei e da collezioni private. È tutta basata su un figurativo che pian piano si incammina verso il simbolismo. L’idea che la sottende è quella di mostrare le varie fasi della giornata interpretate da maestri dell’Ottocento. Si inizia con l’alba, dalle 6 alle 8, quando la natura si risveglia e c’è poca gente d’attorno. Ecco la parola magica, Natura. I pittori escono dai loro studi e dall’Ideale, per cominciare a ritrarre dal vero en plein air colori forme e sfumature. Luigi Bertelli dipinge un’alba dorata con pini marittimi, mentre il reggiano Antonio Fontanesi una pastorella in mezzo a un prato (Il mattino) la traduzione in pittura dei versi di Wordsworth, “C’era un tempo in cui prato, bosco e ruscello/la terra e ogni essere comune a me sembravano ornati da una luce celestiale”, o di quelli di Blake, “Il sole si leva/ e fa lieti i cieli”, non a caso tra i primi poeti, dopo l’Illuminismo, a dedicare attenzione alla natura e ritrarre nel suo grembo figure solitarie di pastori, mietitrici, contadini e bambini.

Luigi Busi, Gioie materne
Canale Naviglio nell’interno di Parma, Adelchi Venturini
Piccolo giornalaio di Antonio Mancini
Canale Naviglio nell’interno di Parma, Adelchi Venturini

Corre per tutta la mostra, curata da Francesca Sinigaglia, una sensibilità speciale, l’attenzione a campagna e città, ricchi e poveri, borghesi e umili lavoratori. E mentre la signora borghese dalla ricca e frusciante veste blu fa colazione in terrazza con fichi freschi serviti da un’inamidata cameriera (Michele Tedesco, Colazione all’aperto) e un’altra si gode i suoi bambini caldi di letto (Luigi Busi, Gioie materne) il popolo fatica: sono cucitrici, ricamatrici, calzolai e calzolaie tutte intente all’opera. Alcuni bambini vanno a scuola, altri non possono permetterselo e sono costretti a lavorare. Il Piccolo giornalaio di Antonio Mancini recapita i giornali, lo scugnizzo beve il caffè e si prepara a una giornata di attività, le lavandaie sciacquano i panni nei canali cittadini (Canale Naviglio nell’interno di Parma, Adelchi Venturini).  In campagna più che mai fervono i lavori.

Francesco Paolo Michetti, La raccolta delle zucche

Ci sono raccoglitori di zucche come nel quadro di Francesco Paolo Michetti, che rimanda a riti arcaici, vendemmiatrici, e c’è pure chi raccoglie albicocche. Di mattina si va anche a Messa e non è detto che si stia sempre attente. Le tre ragazze di Francesco Gnoli (Alla Messa) sono chiaramente intente a un pettegolezzo succoso e le bambine di Enrico Crespi (In chiesa) nemmeno loro sono troppo attente alla funzione. La luce mattutina illumina la grandiosa “Processione” di Pelizza da Volpedo.

La “Processione” di Pelizza da Volpedo.
Le tre ragazze di Francesco Gnoli (Alla Messa)

Arriva infine il momento del pranzo. Non tutti possono permetterselo, i più fragili devono ricorrere alla mensa dei poveri: vecchi, una mamma con bambini, una giovane vedova che magari per non aver adempiuto a una qualche astrusa clausola non ha diritto agli averi del marito (Cucine economiche, Natale Attanasio).

Cucine economiche, Natale Attanasio
Lettura interessante di Vittorio Corcos

Dopo pranzo si fa la siesta e poi ci si dedica a svaghi. Si legge (Lettura interessante di Vittorio Corcos), si fanno i compiti, si suona, si va a pesca o in barca. Naturalmente c’è sempre chi lavora. La giovane di Augusto Majani (Mietitura) immersa nella luce pomeridiana è tutt’uno con la natura e la sua veste si confonde con le spighe. In mano ha una falce, con tutto quello che significa, e qui viene di nuovo in mente la Mietitrice solitaria di Wordsworth.

La Mietitrice solitaria di Wordsworth.

Sublime- occorre dirlo?- la “Baia di Douarnenez” di Renoir.

Jean Lefeuvre: Enfants jouant dans les calanques

La luce del tramonto ispira molti capolavori, tra cui quelli di Mario De Maria, Jean Lefeuvre (Enfants jouant dans les calanques), Leopoldina Zanetti Borzino, Fabio Fabbi e un insolito e magistrale Boldini che ritrae i mille riflessi delle acque del porto di Venezia.

Le ninfee di Monet
notturno lunare
Pazze di Natale Attanasio
Il sogno popolato di bambini biancovestiti di Charles Sims

La notte si divide tra cene e svaghi borghesi, convegni amorosi e povere mense, ma compaiono anche notturni lunari (Le ninfee di Monet) paesaggi e personaggi solitari alla luce di luna e stelle. Gli incubi di Mario de Maria (L’alunna, La danza dei pavoni) ispirati a poesie di D’Annunzio, preludono al Simbolismo, mentre delle povere Pazze sono colte da Natale Attanasio nelle loro straniate attività. Il sogno popolato di bambini biancovestiti di Charles Sims ci riporta verso l’alba chiudendo circolarmente l’esposizione.

Francesca Avanzini