Home Rubriche Gian Carlo Marchesini La scuola pubblica tra tagli, assenza di tutele e altre catastrofiche...

La scuola pubblica tra tagli, assenza di tutele e altre catastrofiche inefficienze.

426
0
Getting your Trinity Audio player ready...

Gian Carlo Marchesini

Appunti da un  incontro del gruppo di lavoro sulla scuola promosso dal Circolo di Via Catanzaro  del Pd romano del Terzo Municipio.

 Alla riunione partecipano una decina di persone competenti e appassionate al tema: mamme e papà di figli che frequentano scuole ai vari livelli, militanti, funzionari e dirigenti del partito che da anni si occupano di temi e problemi scolastici del proprio territorio. Insieme individuano ed esaminano, per proporli al pubblico dibattito in un convegno cui parteciperà la responsabile nazionale scuola del Pd, gli aspetti problematici, i nodi e le possibili soluzioni nel funzionamento nei vari plessi scolastici del Municipio.  E allora, sinteticamente a titolo esemplificativo, ecco che in una scuola da mesi non funziona il collettore centrale dei  servizi igienici, e quindi i bambini non possono letteralmente usare i bagni per i loro elementari bisogni; nell’altra manca proprio il fondamentale tutto: e quindi bisogna che ciascuno porti da sé da casa carta igienica, sapone e quant’altro. E siamo in una scuola nel centro di Roma, mica nei sobborghi estremi di Mogadiscio.  In una terza all’inizio dell’anno a ogni genitore è richiesto il versamento di 80 euro – si tratta di una scuola materna, i bambini hanno tre o quattro anni – per l’acquisto obbligatorio di un kit didattico (risme di carta, pennarelli, pongo e simili); più altri 120 euro per poter accedere per l’ora settimanale di attività motoria a una palestra esterna gestita da una associazione privata; più 40 euro per concorrere ad alimentare un fondo cassa scolastico per le emergenze; più 15 euro per l’assicurazione della bambina, ecc. ecc. 

La signora che ha raccontato la sequenza di tasse e balzelli alla fine è sbottata dicendo che, con il suo reddito di precaria pagata poco e a distanza di tre mesi, non aveva potuto ad ottobre  pagare l’affitto di casa. Ma come, mi sono detto, la scuola dell’obbligo e in tutti i suoi fondamentali servizi, non dovrebbe essere in questo Paese gratuita?                         Ma, dal giro degli interventi, il peggio doveva ancora venire. E arriva quando si introduce il tema della sicurezza fisica di bambini e ragazzi che frequentano quotidianamente una scuola pubblica. Dalla testimonianza dei presenti che da anni si occupano come amministratori o funzionari del partito dei problemi della scuola esce fuori che a Roma la grande maggioranza degli edifici scolastici – altro che lo spigolo nel cortile della scuola elementare Brasile! – non è in regola e a norma per quanto riguarda la stabilità statica antisismica, come è tassativamente imposto da una legge di diversi anni fa che fa obbligo di adeguamento agli standard stabiliti entro la fine del 2010.  Pochissime, o pressoché nessuna scuola, è in possesso di tale certificato. Non è questa notizia che ha dell’incredibile? E poi ci si stupisce quando succedono crolli tipo quello tragico della scuola di Sant’Arcangelo… Ho chiesto spiegazione del terribile assurdo,  mi è stato risposto che siccome per attuare tale indagine l’edificio scolastico deve restare chiuso per una settimana, e l‘accertamento comporta un costo di 15.000 euro, il Comune, nell’avvicendarsi delle Giunte di diverso colore politico,  ha preferito finora soprassedere.  E siamo agli sgoccioli del tempo disponibile previsto dalla legge, e la questione è rimasta del tutto irrisolta. Ho chiesto come mai anche la Giunta di sinistra non abbia deciso e saputo fare al proposito alcunché, mi è stato risposto che la nostra è società e cultura che dà priorità ai ceti e segmenti sociali forti, bambini e ragazzi sono componenti deboli – non votano – e quindi…               Per fortuna interviene a rompere l’imbarazzato silenzio una mamma che mostra e sventola ironica la vera novità introdotta quest’anno dalla Gelmini nella scuola elementare: un sontuoso e costoso libretto delle giustificazioni delle assenze effettuate. Si sarà pensato  di sostituire così il libretto con cui ogni scuola dovrebbe certificare l’ottimo stato della sua stabilità statica antisismica? Sapete, i bambini di 8 o 9 anni sono famosi per la loro assiduità criminale nel "fare sega" da scuola la mattina: meglio allertare e responsabilizzare i genitori con un bel libretto dal costo non indifferente…                                                                                                           A me, anche dopo questa ricca e istruttiva riunione, si rafforza sempre più in testa l’idea che è sicuramente necessario, di questa macchina che è la scuola, smontare pezzo per pezzo, controllare se è funzionale e integro, sostituirlo se rotto, oliarlo se è arrugginito. Ma la domanda vera è un’altra, e cioè se questa macchina scolastica, anche in qualche modo riassestata e ripulita, sia ancora realmente funzionale a svolgere compito e ruolo suoi fondamentali e primari. Che non consistono  tanto e soltanto nel garantire lo stipendio a chi ci lavora – anche al meglio delle capacità e possibilità. E neppure a ospitare – in condizioni di sufficiente e civile agio, possibilmente protetti e incolumi! – bambini e bambine, ragazzi e ragazze che lì comunque si incontrano e trascorrono insieme parte della loro giornata. Ma di garantire l’apprendimento concreto e l’acquisizione di saperi utili, in termini di bagaglio necessario di conoscenze – oggi, in questo contesto, in questa precisa fase storica, con gli attuali disponibili linguaggi informatici e supporti tecnologici, affascinanti e sempre più performanti. Altrimenti detto: siamo sicuri che il problema centrale sia la buona e corretta manutenzione – compito già di per sé importante e serio – o piuttosto se, nel suo impianto centrale, questa scuola sia ancora, oltreché accettabilmente funzionante,  anche  la macchina per le esigenze dei nostri tempi funzionale giusta?                                                                                             Insomma: la carta igienica portata da casa; le tubature degli scarichi fognari che non funzionano, l’ineffabile Gelmini che introduce  – innovazione didattica strepitosa!  – il libretto delle giustificazioni per le assenze scolastiche dei bambini; i problemi dei potenziali crolli da nessuna forza politica mai seriamente affrontati: sicuri che non siamo diventati tutti, rispetto alla scuola oggi, irresponsabili e folli?