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DAL DNA AI CAPELLI, LA NATURA TUTTA ANNODATA

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(ansa.it) ROMA – Dalle molecole biologiche alle luci dell’albero di Natale ai capelli. Tutto il mondo sembra ‘annodato’, o tendere a formare dei nodi, ma secondo i ricercatori dell’università di San Diego non è un caso.

Con uno studio pubblicato dalla rivista Proceedings of the National Academy of Science (Pnas), i biofisici Dorian Reymer e Douglas Smith sono infatti riusciti a formulare un’equazione che riesce a descrivere in che modo i fili si intrecciano e formano i nodi, scoprendo che questa è una tendenza irreversibile ogni volta che in natura ve ne è l’occasione.

Per riuscire a dimostrare che, parafrasando la legge di Murphy ‘ogni cosa che puo’ annodarsi lo fara", i due ricercatori hanno preso una scatola di 30 centimetri di spigolo attaccata a una macchina capace di girare con velocità controllata.

Al suo interno hanno messo un cavo dello spessore del filo di un mouse lungo circa mezzo metro, facendo girare la scatola su se stessa dieci volte come una centrifuga di lavatrice. Dopo tremila ripetizioni, il risultato è stato chiaro: ogni volta si formano nodi, e aumentando la lunghezza del filo se ne formano di sempre più complicati.

"Siamo stati sorpresi dal risultato – ha spiegato Raymer alla rivista americana Science News – perché altri esperimenti precedenti non avevano portato ad un risultato del 100%, pur confermando che la tendenza a intrecciarsi è molto elevata". Più complicato è stato per i due ricercatori cercare di descrivere i nodi: per farlo hanno applicato il polinomio di Jones, un’equazione in grado di descrivere forme geometriche complesse.

Dopo un’elaborazione informatica sono emersi 120 tipi di nodi, da quello più semplice, in cui ci sono solo tre intrecci, a quello più complesso che invece ne ha 11. Sulla base di questo risultato i due sono riusciti a formulare un’equazione che predice in che modo un filo in un luogo chiuso tende a intrecciarsi. Anche se probabilmente la scoperta non potrà essere applicata per evitare che i cavi del computer si intreccino irrimediabilmente, ci sono diversi campi in cui capire la formazione dei nodi è fondamentale. Uno di questi è la biologia molecolare: il Dna nelle cellule si comporta proprio come il filo nella scatola, al punto che ci sono alcuni enzimi che quando trovano un nodo lo ‘tagliano’.

I virus invece sfruttano questa capacità: mentre viaggiano da una cellula all’altra il loro materiale genetico è racchiuso nel capside, una sorta di ‘scatola’ in cui sono stati osservati nodi e intrecci che potrebbero formarsi proprio secondo il modello sviluppato dai due ricercatori.