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La lunga marcia (della pace)

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In migliaia a Capitol Hill per dire no alla guerra in Iraq

(peacereporter.net) "L’invasione dell’Iraq da parte degli Stati Uniti è un attacco contro l’umanità. Un attacco contro i civili iracheni, 700 mila dei quali sono morti, e un attacco contro gli americani, 3 mila dei quali sono rimasti uccisi". La dichiarazione non è di un Democratico arrabbiato, di un militante no-global o di un mullah, ma di un soldato dell’esercito Usa, l’ufficiale di Marina Jonathan Hutto. Hutto è uno dei partecipanti alla Marcia su Washington che domani vedrà impegnati migliaia di manifestanti e di affiliati alle principali organizzazioni pacifiste statunitensi, tra cui le maggiori sono Veterans Against the War, Veterans for Peace e il Camp Casey Peace Institute.

Il die-in. Ma Hutto è anche uno dei portavoce di un’iniziativa chiamata ‘Appeal for redress’ (appello per una riforma), tramite la quale più di un centinaio di militari statunitensi presentarono richiesta ai membri del Congresso per il ritiro delle truppe dall’Iraq. Questo avveniva esattamente un anno fa. Un anno dopo, il 15 settembre, in occasione della relazione del generale Petraeus sull’andamento della guerra in Iraq, si terrà una delle più imponenti manifestazioni contro Bush. Dalla tarda mattinata, i contestatori cominceranno a riunirsi attorno alla Casa Bianca. Il corteo sarà capeggiato da un ‘contingente’ di Iraq War Veterans, familiari di soldati e altri veterani. Quando la marcia raggiungerà il Congresso, i manifestanti insceneranno un die-in (analogo al sit-in, ma sdraiati per terra) che simboleggerà la morte di circa 4 mila soldati. L’altro elemento centrale della protesta sarà una rappresentazione della morte di centinaia di migliaia di iracheni, proprio nel momento in cui in aula comincerà la discussione sulla spesa di ulteriori decine miliardi a sostegno del programma bellico degli Usa. Al ‘die-in’ prenderanno parte tutte quelle persone che sanno di poter essere arrestate, trattandosi di un atto di disobbedienza civile. Per tutti gli altri, ci sarà un corteo – autorizzato – che correrà a fianco del palazzo del Congresso.

L’ex avvocato di Saddam. Se verrà scarcerato, alla manifestazione prenderà parte anche Adam Kokesh, ex sergente dei Marines, oggi fervido dissidente della politica di Bush. Kokesh è stato infatti arrestato insieme a Cindy Sheehan l’11 settembre scorso mentre gridava slogan contro la guerra in un corridoio del Congresso durante l’audizione del generale Petraeus. A protestare contro la politica di Bush anche Ramsey Clark. Avvocato e attivista, già ministro della Giustizia sotto il presidente Johnson, Clark prese parte al collegio di avvocati che difese Saddam. All’epoca fu buttato fuori dal tribunale per aver giudicato il processo una "parodia della giustizia". (15/09/2007)