Home Argomenti Arte e Cultura Addio a Roberto Cerati, figura storica di Einaudi

Addio a Roberto Cerati, figura storica di Einaudi

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Direttore commerciale e presidente della casa editrice era uno stretto collaboratore del fondatore Giulio. 
A marzo aveva compiuto 90 anni

Aveva cominciato a Milano nel ‘45, con in tasca una laurea su Pirandello, lavorando a fianco di Elio Vittorini per la rivista «Il Politecnico». Andava persino a venderla, quasi da strillone, in piazza Duomo. In questo contesto incontrò Giulio Einaudi, e le loro strade non si separarono mai. Girò prima tutta la Lombardia, poi tutta l’Italia, rigorosamente in treno, visitando migliaia di librai alla luce di una filosofia partecipata con i «grandi vecchi» come Cesarino Branduani (alla Hoepli di Milano): che divideva i libri in due categoria, quello buono e quella che va, ovvero quello che si vende poco ma bisogna tenere sempre pronto, perché è un libro che deve durare e durerà, e quello che si vende bene. Li amava entrambi, con una lieve preferenza per il primo. 

È stato il teorico delle piccole ristampe, della necessità per un editore di vendere sempre tutto il catalogo, del porta a porta e del faccia a faccia. Nell’Italia del boom e della crescita impetuosa dei consumi culturali, funzionava benissimo. Col tempo nuove dottrine e nuove necessità di mercato hanno cambiato l’ecosistema, ma tutti, proprio tutti gli editori, hanno sempre saputo che da Roberto Cerati restava sempre qualcosa da imparare. I librai di lui si sono fidati ciecamente. Gli scrittori anche, non perchè fosse l’uomo dei numeri, ma perché era il loro lettore forse più importante. 

Parlava con un filo di voce, in una lingua d’altri tempi, e con una cortesia d’altri tempi. In ufficio teneva bene in vista una frase di Giuseppe Di Vittorio, lo storico sindacalista: «L’operaio sa cento parole, il padrone mille: per questo vince sempre lui». 

Fonte link:  http://www.lastampa.it/2013/11/22/cultura/addio-a-roberto-cerati-volto-storico-di-einaudi-FQ2zAOcvfy61gSR2cOlAAI/pagina.html