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L’allarme del G8: serve più petrolio

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I Paesi industrializzati in pressing: «Necessità urgente, si investa di più»
Scajola: l’Italia nel club del nucleare

AOMORI

(lastampa.it) I Paesi industrializzati del G8, la Cina, l’India e la Corea del Sud hanno ritenuto che esiste la «necessità urgente» di aumentare la produzione di petrolio per far fronte all’aumento dei prezzi. Lo afferma una nota pubblicata al termine di una riunione in Giappone. I ministri dell’Energia riuniti ad Aomori, nel nord del Giappone, hanno dichiarato che c’è una «necessità urgente di aumentare gli investimenti nel settore dell’energia».

«Sottolineiamo la necessità di massimizzare l’investimento nella nostra produzione nazionale e invitiamo gli altri Paesi produttori di petrolio ad aumentare l’investimento per mantenere un buon approvvigionamento dei mercati in risposta alla crescente domanda mondiale», hanno dichiarato gli undici Paesi nel loro comunicato congiunto.

La folle corsa del greggio
Il costo dell’oro nero, quintuplicato dal 2003, ha toccato due giorni fa l’ultimo record a New York, attestandosi a 138,54 dollari al barile. Gli analisti prevedono che entro luglio possa arrivare a 150 dollari.

Il governo: diversificare le energie
Intanto, il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha detto che le difficoltà attuali «impegnano i nostri Paesi a una politica energetica di efficienza utilizzando ogni nuova tecnologia» e assegnano all’energia nucleare un ruolo importante per la diversificazione del mix energetico e la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili. Scajola ha annunciato ai colleghi che l’Italia ha cambiato posizione sul nucleare, «opzione sulla quale il nuovo governo italiano ha deciso di investire nel prossimo periodo».

Lo scetticismo della Germania
Per la verità, ora resta un unico Paese, tra quelli che hanno preso parte al vertice, che ancora rifiuta la centralità dell’energia nucleare: la Germania. Il ministro dell’economia e tecnologia tedesco, Jochen Homann, ha dichiarato, pur avendo sottoscritto le conclusioni del vertice, che la discussione è aperta, ma che l’opinione pubblica nazionale resta contraria, anche se in Germania si trovano diverse centrali atomiche.

Lo spettro della recessione
L’allarme sui rischi economici arriva dal ministro giapponese Amari: In mancanza di provvedimenti e misure urgenti e mirate, dice, «il rischio concreto è di dover fare i conti con una pericolosa recessione».