Non solo l’Ice, come si muovono gli agenti di sicurezza stranieri in vista delle Olimpiadi. Il giallo dei Pasdaran
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Futura d’Aprile
In occasione dei Giochi invernali sono arrivate nel nostro paese anche le forze di sicurezza interne del Qatar. In estate, durante il campionato di calcio libico, presente anche la sicurezza privata del paese nordafricano. Quali sono le procedure da seguire e come funziona
L’ambasciata iraniana in Italia ha smentito le dichiarazioni del senatore di Fratelli d’Italia, Alberto Balboni, il quale ha affermato che i Pasdaran proteggeranno i loro atleti alle Olimpiadi invernali. «A seguito di alcune notizie e speculazioni diffuse in merito alla composizione della delegazione della Repubblica islamica dell’Iran ai Giochi di Milano-Cortina, si informa che la squadra iraniana sarà composta da quattro atleti della disciplina dello sci, un allenatore, il capo delegazione e un consigliere olimpico della Repubblica Islamica dell’Iran», si legge sull’account X dell’ambasciata. La missione diplomatica, infine, «auspica che, prima di qualsiasi analisi o presa di posizione politica, venga verificata la veridicità delle notizie».
Le dichiarazioni di Balboni erano diventate un caso politico dopo che nei giorni scorsi il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha proposto di inserire i pasdaran nella lista europea delle organizzazioni terroristiche. Nel breve termine non ci sarà un aggiornamento della lista, fanno sapere da Bruxelles, ma l’ambasciatrice italiana a Teheran è già stata convocata per dei chiarimenti riguardo alle dichiarazioni di Tajani.
Come funziona
Resta quindi da capire se davvero i pasdaran si occuperanno della sicurezza degli atleti iraniani nei Giochi di Milano-Cortina. La stessa discussione riguarda la presenza o meno degli agenti americani dell’agenzia anti-immigrazione nota come Ice.[speriamo vada tutto bene e non si creino scontri tra Pasdaran e Ice. LB]
Alcuni paesi stranieri possono richiedere al governo italiano delle misure di tutela rafforzate in base al grado di probabilità che le loro delegazioni ricevano minacce o attacchi. Si tratta generalmente di Stati Uniti, Turchia e Israele. L’iter è il seguente: l’ambasciata di un paese estero scrive al ministro degli Affari esteri della cooperazione internazionale per richiedere una serie di misure aggiuntive a tutela della propria delegazione. Questa nota viene poi inoltrata al ministero dell’Interno, più nello specifico all’Ufficio dell’ordine pubblico.
I livelli di protezione vanno da uno a quattro e il livello massimo prevede una vigilanza fissa presso l’hotel, i siti di allenamento e quelli di gara. Si può arrivare anche a concedere una scorta formata da auto dei carabinieri o della polizia, o persino il dispiegamento di auto e personale in borghese.
Nel caso poi di grandi eventi come le Olimpiadi, dove gli atleti partecipano in rappresentanza del proprio paese e non come club o singolo individuo, le misure di sicurezza richieste possono essere più elevate. I paesi possono anche chiedere all’Italia di consentire la presenza sul territorio di forze di polizia o loro agenti della sicurezza.
Sta al paese ospitante, a quel punto, decidere se accettare o meno tale richiesta. Gli agenti stranieri che arrivano in Italia, quindi, devono essere sempre autorizzati e hanno dei precisi margini operativi, generalmente molto ristretti.
Inoltre, il personale straniero è sempre sotto la supervisione dei poliziotti italiani e non può agire in autonomia. 28 gennaio 2026
Fonte Link: editorialedomani.it








