IL MOSTRO DEL CEREBRALISMO
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Carissimo Luigi Boschi,
ho letto il tuo testo Bestiaria con enorme piacere e seguo il tuo percorso critico con molta attenzione.
Avrei voluto essere presente all’incontro di Ivrea per conoscere altri amici di Adriano.
Riferendomi all’ultimo tuo comunicato Nella ricerca si deve invertire la rotta, penso che la stessa cosa valga per la ricerca artistica, almeno per quella turpe e onnivora che ha creato il mostro del cerebralismo.
Autoreferenziale e parolaio, l’artista attuale si annulla in una ridicola, e a volte redditizia, esteticoegocentricità. Dalle macererie del postmoderno è nato un nuovo artista, il Metartista, di cui ho abbozzato le caratteristiche nel testo in allegato.
Mi chiedo quale sia il senso della presenza dell’artista in questo Mondo tanto sensorialmente deforestato, quanto concettualmente rimboscato!
Il nostro senso del Mondo vacilla tra il distruttivo e l’evanescente, tra un perenne non compimento, come prassi consolidata, e un desiderio impotente di Fare, nonostante l’emorragia noetica additi al primato concettuale parafilosofico. Lentamente, molto lentamente, siamo pervenuti ad uno stato d’incapacità espressiva, ad un’impossibilità di instaurare con il Mondo e l’Opera quel rapporto vitale che lega, sin dalle origini, la radice alla terra. Abbiamo rinchiuso Mondo e Realtà nel freddo e razionale recinto del metalinguaggio.
Saluti da Giuseppe De Filippo







