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Barricate libro di racconti parmigiani

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Francesca Avanzini

Non sono pretestuosi, per niente. A volte, nei racconti d’occasione, si avverte l’artificio, la legnosità. Invece i sette racconti scritti per ricordare le Barricate di Parma dell’agosto 1922, di cui ricorre il centenario, sono sentiti e filano via freschi e naturali. Ogni autore contribuisce con il suo stile. Matteo Billi, Riccardo Zinelli e Riccardo Pedraneschi mettono in scena dei commissari d’allora e di oggi, perché il ricordo delle barricate è vivo e ancora produce azioni ed effetti sul presente. Lo storico Claudio Bargelli, autore di racconti che con dovizia di particolari fanno rivivere il passato cittadino, dal Medioevo, al Rinascimento, all’Ottocento, ricrea odori, sapori, miseria dell’Oltretorrente di cent’anni fa e inventa un eroe fragile e patetico, un Grenouille de noantri, che però, a differenza di quello Süskind, è buono.

Ciro Bertinelli ambienta nel presente, tra ragazzi del liceo, il suo spigliato scritto in onore delle Barricate.

Infine le donne, e chi scrive non si fa scrupolo di dichiarare la propria parzialità nei loro confronti, per via del tocco originale che hanno saputo imprimere a una “ordinaria” storia di lotta e di sangue, Alice Mainardi col viperino colpo di coda finale della sua angelica protagonista, Maria Stella Galli con i bellissimi inserti dialettali che narrano la storia della difesa dall’esercito di Balbo con le parole di due sposi popolani e innamorati, Ninèn e Bruno.

È emozionante, per chi legge, riconoscere le strade, i borghi, i piazzali che sono stati teatro della resistenza, l’intricata topografia di d’la da l’acqua, con le sue osterie e le sue case un tempo misere, e quella intorno a borgo del Naviglio, dove pure si addensò un nucleo di combattenti.

E tutti gli autori sono stati bravissimi a descrivere quegli argini all’arroganza e alla preponderanza fascista fatti di povere mobilie accatastate, oggetti quotidiani e pietre divelte dalle strade, la partecipazione corale e solidale, quello spirito dell’Oltretorrente che come un tenue filo è riuscito a dipanarsi fino a noi.

Bisognerà ringraziare l’editore parmigiano Massimo Soncini per la bella idea, che introdurrà di persona il 9 aprile alle 17.30 presso la mensa di Padre Lino alla presenza dell’assessore Guerra e con la partecipazione di Valerio Varesi. I diritti d’autore saranno devoluti alla mensa di Padre Lino.

Parma, agosto 1922, Massimo Soncini Editore, pp.175 euro 13,50

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