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La modernità dell’imbonitore

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Gian Carlo Marchesini

In che cosa consiste? Nell’essere Berlusconi riuscito, usando al meglio il linguaggio di una televisione trasformata in spot pubblicitario permanente al suo servizio, a persuadere la maggioranza delle persone – quella che l’ha votato eleggendolo premier per ben tre volte,  in larga misura la stessa che in questi ultimi due decenni è stata impoverita a causa di un colossale trasferimento di ricchezza a vantaggio di una minoranza di privilegiati – di avere al contrario partecipato e beneficiato di un sogno fatto di protagonismo a buon mercato e di successo fasullo  (i Pacchi, gli Amici, La Fattoria,  Il Grande Fratello, le soap opera ).    L’imbonitore ha convinto la maggioranza delle persone di questo paese che proprio mentre erano ingannate e spogliate, sono state in realtà premiate e arricchite.  L’abile illusionista  ha convinto gli elettori leghisti del Nord ad allearsi con lui contro le popolazioni corrotte e parassite del Sud, e le popolazioni del Sud ad affidarsi a lui in quanto loro provvidenziale protettore assistenzialista contro l’egoismo proprietario e inquinatore del Nord. Questo è stato il vero capolavoro dell’illusionista, come non gli può essere  riconosciuto?  

E le cosiddette sinistre? Proprio perché sostanzialmente paghe della convinzione di avere il monopolio della verità, e perché snob e aristocraticamente sprezzanti dell’ignoranza impresentabile delle larghe masse, hanno smesso – come scrive Edmondo Berselli in Sinistrati – di dirsi e di dire la verità. Bisogna quindi ricominciare a dirla, la verità, a cominciare da sé stessi, e riprovare il gusto e il piacere di condividere con le persone semplici e in carne e ossa un progetto di miglioramento delle comuni miserabili condizioni di vita. Cominciando col  reclamare che Berlusconi concluda il suo percorso di imbonitore truffaldino alla stessa stregua e nella  identica misura della sua  collega Vanna Marchi: con 9 anni di carcere da scontare interamente – basterebbe per questo il reato di corruzione dell’avvocato Mills..!  In alternativa, a dimostrazione che non si è soggetti alla tentazione di un giustizialismo rozzo e punitivo,  potrebbe anche bastare l’esilio e il domicilio coatto a vita dentro i confini delle sue proprietà in Sardegna. Con visite periodiche consentite al solo Cappellacci, il fedele cavallo che ha vinto la corsa per l’elezione a governatore regionale promettendo a tutti di poter continuare indisturbati  nell’opera di saccheggio – più seconde e terze case, più centri commerciali e villaggi turistici! –  della bellezza dei territori e delle coste.