Home Dossier ESTERI Biden: «Putin e Hamas vogliono annientare le democrazie». E chiede 60 miliardi...

Biden: «Putin e Hamas vogliono annientare le democrazie». E chiede 60 miliardi per l’Ucraina e 10 per Israele

426
0
Getting your Trinity Audio player ready...

Viviana Mazza, corrispondente da New York
Il presidente Usa ha tenuto l’atteso discorso dallo Studio Ovale e ha ribadito il sostegno a Tel Aviv e Kiev

NEW YORK – «Siamo a un punto di svolta globale», ha detto Joe Biden nella notte in un discorso alla nazione, il secondo dallo Studio Ovale durante la sua presidenza. Ha accostato Putin a Hamas, affermando che entrambi pur con le loro differenze «vogliono cancellare le democrazie vicine». Ha attinto alle scene dei viaggi fatti in Ucraina e Israele, primo presidente Usa a visitare una zona di guerra che non sia sotto il diretto controllo americano dai tempi di Lincoln.

Ha ribadito come in un’intervista nei giorni scorsi che «l’America» può «gestire entrambe le guerre. Ne abbiamo la capacità e l’obbligo. Siamo una nazione necessaria» e che deve restare “un faro nel mondo”: «Non possiamo lasciare che i terroristi e i tiranni vincano: se non vengono fermati causeranno più distruzione». Ha chiesto agli americani di appoggiarlo per difendere gli «interessi e la sicurezza nazionale degli Stati Uniti», perché «il costo dell’inazione e dell’abbandono sono molto più alti».
L’America non vuole inviare truppe, «non vogliamo combattere in Russia o contro la Russia», ma proprio per questo è necessario agire prima che il conflitto si espanda. «Altri aggressori stanno a guardare, nell’Indo-Pacifico e nel Medio Oriente: l’Iran appoggia la Russia e Hamas». Ha aggiunto: «Dobbiamo perseguire un percorso affinché i popoli israeliano e palestinese possano vivere entrambi in sicurezza, dignità e pace». Un mese fa Biden aveva annunciato un discorso sull’Ucraina; dopo l’attacco del 7 ottobre in Israele, ha detto ai consiglieri di voler parlare direttamente agli americani delle due guerre, per spiegare «l’importanza degli aiuti militari e umanitari» e come questi rientrino nell’interesse nazionale.

In patria c’è timore di violenze contro comunità ebraiche e musulmane; all’estero di attacchi contro gli americani, chiamati ieri dal dipartimento di Stato alla cautela ovunque. Biden ha ricordato l’uccisione di un bambino di 6 anni, palestinese-americano, di nome Wadea, a Chicago nei giorni scorsi: un crimine d’odio che ha portato il presidente Usa a condannare ogni forma di antisemitismo e di islamofobia.

Biden chiederà oggi al Congresso 100 miliardi di dollari in aiuti: 60 per l’Ucraina e altri 40 divisi tra Israele (circa 10 miliardi), la sicurezza al confine col Messico e Taiwan. Proponendo un unico pacchetto di aiuti, la Casa Bianca spera di superare la resistenza ai fondi per Kiev cresciuta tra i repubblicani alla Camera (peraltro ancora senza speaker e incapace di votare per gli aiuti) e nell’elettorato di destra.

Su Israele, nonostante la grande solidarietà, l’opinione pubblica è incerta sull’entità dell’intervento Usa. Su Gaza è il partito democratico ad essere diviso: i centristi applaudono il discorso di Biden a Tel Aviv, i progressisti lo criticano perché non chiede un cessate il fuoco. Durissima la deputata palestinese-americana Rashida Tlaib: «Stiamo guardando un genocidio senza far niente». Due gruppi della sinistra ebraica-americana hanno guidato mercoledì una protesta al Campidoglio (300 arresti) per chiedere il «cessate il fuoco ora» e un funzionario del dipartimento di Stato, Josh Paul, responsabile delle armi per gli alleati, si è dimesso denunciando una politica «ciecamente di parte» che porterà «maggiori sofferenze per israeliani e palestinesi e non è nell’interesse Usa».

Diversi diplomatici dicono al Financial Times che, agli occhi del Sud Globale, Biden e l’Ue non stanno difendendo con sufficiente fermezza i diritti dei palestinesi e questo rischia di «avvelenare gli sforzi per costruire consenso per la condanna della guerra russa in Ucraina». La Casa Bianca teme l’escalation in entrambe le guerre. Il Pentagono ha detto ieri che i suoi militari hanno sventato attacchi di droni contro due basi in Siria, sebbene con alcuni feriti lievi, mentre vi sono state esplosioni in una base in Iraq. Il cacciatorpediniere Uss Carney ieri nel Mar Rosso ha intercettato tre missili lanciati dalle milizie filoiraniane Houthi dallo Yemen verso nord, «potenzialmente contro Israele». 20 ottobre 2023

Fonte Link: corriere.it