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COMMISSARIAMENTO ARCUS SPA

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Apprendo con interesse e con sorpresa da un articolo su PANORAMA a firma di Giorgio Fabre che il Ministro intende riavviare l’attività della società Arcus SpA, uno strumento molto ambiguo e discutibile che ha suscitato in tutti gli operatori dello spettacolo sconcerto e preoccupazione per le modalità operative e per l’evidente intento di creare una “cassaforte” gestita discrezionalmente dal Gabinetto del Ministro a fronte del progressivo depauperamento del FUS, ovvero della modalità di finanziamento delle attività di spettacolo in Italia secondo criteri di controllo collegiale.

Abbiamo tutti sperato che l’avvento del nuovo Governo e in particolare di una personalità forte e poco malleabile agli interessi di parte come l’On. Rutelli avrebbe creato una forte discontinuità con il sistema gestionale dei beni culturali – a impronta decisamente clientelare – che aveva caratterizzato il quinquennio del Governo Berlusconi, prima sotto il Ministro Urbani e ancora di più sotto successivamente sotto la reggenza dell’On. Rocco Buttiglione.
 
La vicenda di Arcus sembra invece dimostrare che anche nella nuova gestione della cultura uno strumento totalmente discrezionale e fortemente discutibile come quello messo in piedi dagli affaristi del Governo Berlusconi è appetibile oltre  ogni ragionevole dubbio.  
Eppure, pare di capire che la relazione presentata dal Presidente Paolo Baratta sia stata chiarissima in merito alla illiceità delle attività poste in essere da Arcus, non tanto per le spese di gestione poco ortodosse (la buffonata delle auto blu e dei parrucchieri tirata in ballo da ujna certa stampa) quanto per il profilo gravissimo di irregolarità che consiste nell’utilizzare denaro destinato agli investimenti produttivi come se fosse spesa corrente: come se – nell’amministrazione di una famiglia – si utilizzasse il mutuo accordato dalla banca, anziché per l’acquisto di un immobile per andare al ristorante, comprare l’ultimo orologio alla moda e fare le vacanze alle Isole Vergini … 
 
Lavoro da oltre 15 anni nell’ideazione e nella realizzazione di eventi di spettacolo e mai come ora, superata la soglia dei 40 anni, sento il dovere di prendere una posizione nei confronti di vicende come quella di Arcus, che dovrebbero far gridare allo scandalo gli operatori, che invece stanno zitti nella speranza di poter un giorno raccogliere anch’essi le briciole che cadono da questa immonda mensa.
 
In cotanta miseria non posso che augurarmi, come molti altri della mia generazione, che questo Governo e in particolare il Ministro Rutelli sappiano invertire la tendenza : lo chiede a gran voce chi ha a cuore il futuro delle attività di spettacolo in Italia e la loro collocazione tra le eccellenze prodotte dal nostro Paese. (12/12/2006)
 
Ettore F. Volontieri

Allegati:
–Relazione Corte dei Conti
–Determina Corte dei Conti