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Da Ali Qadhi a Nasrallah e Safieddine, tutti i nemici uccisi da Israele

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Nello del Gatto
L’esercito israeliano avrebbe decapitato totalmente il gruppo di comando dell’organizzazione che governa Gaza, oltre che di Hezbollah e ucciso diversi capi delle forze Quds delle Guardie rivoluzionarie iraniane

Se l’uccisione di Yaya Sinwar dovesse essere confermata, da quando è iniziata la guerra ad Hamas, con il massacro del sette ottobre, l’esercito israeliano avrebbe decapitato totalmente il gruppo di comando dell’organizzazione che governa Gaza, oltre che di Hezbollah e ucciso diversi capi delle forze Quds delle Guardie rivoluzionarie iraniane, anche se non ha rivendicato alcune delle morti di seguito.

Il primo a essere stato eliminato è stato Ali Qadhi, comandante della compagnia Nukba (le forze speciali di Hamas) durante l’attacco a Israele, ucciso il 13 ottobre 2023da un drone a Gaza. In quei giorni furono uccisi in raid israeliani, altri comandanti, come Murad Abu Murad che comandava le operazioni aeree, Billal Al Kedra, responsabile del massacro al kibbutz Kfar Aza e Ibrahim Biari, che comandava le operazioni al nord della Srtiscia.
Il due gennaio fu la volta di uno dei più potenti leader di Hamas, Salerh al-Arouri, numero due dell’ufficio politico del gruppo che controlla Gaza. L’uomo, che era stato anche tra i fondatori delle brigate al Qassam, il braccio militare di Hamas, fu ucciso da un drone nel sobborgo meridionale di Beirut di Dahieh.

Il 10 marzo, in un attacco aereo a Nuseirat, nella Striscia, fu ucciso Marwan Issa, il vice comandante delle brigate Al Qassam. L’uomo, che era una stato uno degli organizzatori del massacro del sette ottobre, è stato ucciso in un attacco aereo contro il tunnel nel quale era rifugiato a Nuseirat, nella Striscia di Gaza.
Il 13 luglio, nel bombardamento di una palazzina adiacente al campo profughi di Al Mawasi a Khan Yunis, nel sud di Gaza, è stato ucciso Mohammed Deif. L’uomo era considerato la primula rossa di Hamas, sfuggito a diversi tentativi di uccisione da parte di Israele. Era il capo dell’ala militare di Hamas, le brigate Izz ad-Din al-Qassam, uno degli organizzatori del massacro del sette ottobre. Fu lui in un messaggio audio, a confermare che Hamas aveva condotto l’operazione “diluvio di Al Aqsa”, il nome con il quale il gruppo di Gaza ha chiamato il massacro che ha dato il via alla guerra. Con lui rimase ucciso Rafa Salame, comandante delle brigate di Khan Yunis.

Il 31 luglio a Teheran, dove si era recato la cerimonia d’insediamento del neo presidente iraniano Masoud Pezeshkian, è stato ucciso Ismail Haiyeh, capo politico di Hamas. Haniyeh era ospitato in una palazzina delle guardie rivoluzionarie e una esplosione, non si sa se per una bomba o un drone o altro velivolo, colpì le sue stanze. Israele non ha mai rivendicato la sua uccisione.
Il 29 settembre a Tiro, in un attacco aereo israeliano, è stato ucciso Fatah Sharif, capo di Hamas in Libano. Sharif era il preside di una scuola dell’Unrwa e segretario del sindacato degli insegnati dell’organizzazione Onu in Libano.

Guardie rivoluzionarie iraniane

Il giorno di Natale fu ucciso a dieci chilometri a sud di Damasco, in Siria, Razi Musavi, comandante delle forze Quds delle guardie rivoluzionarie. Fu ucciso in un attacco aereo israeliano. Il primo aprile fu ucciso, in un raid aereo contro una struttura adiacente all’ambasciata iraniana di Damasco, Mohammed Reza Zahedi, comandante delle forze di élite Quds delle guardie rivoluzionarie iraniane per Siria e Libano. La responsabilità dell’attacco nel quale è stato ucciso Reza Zahedi e gli altri suoi sodali, non è masi stata rivendicata da Israele.

Abbas Nilforoushan, capo delle forze Quds in Libano, è stato ucciso il 27 settembre nell’attacco al bunker di Dahieh, nel sud di Beirut, nel quale è rimasto è stato ucciso anche il leader di Hezbollah Nasrallah.

Hezbollah

Il 30 luglio scorso, in un attacco aereo contro un appartamento a Dahieh, è stato ucciso Fouad Shukr, numero due di Hezbollah. Il leader del gruppo libanese era considerato da Israele responsabile dell’uccisione, tre giorni prima, di dodici bambini drusi nella città israeliana di Majdal Shams, sulle alture del golan, morti per un razzo lanciato dal Libano mentre giocavano a calcetto.
Il capo delle forze di élite di Hezbollah, le forze Radwan, Ibrahim Aqil, è stato ucciso in un attacco aereo israeliano il 20 settembre a Dahieh, a sud di Beirut.
Il 27 settembre in un pesante bombardamento israeliano a Dahieh, è stato ucciso Hassan Nasrallah, segretario generale e capo di Hezbollah. L’uomo, insieme ad altri esponenti del suo gruppo e al generale iraniano Nilforoushan, si trovava in un bunker sotterraneo. L’esplosione distrusse dai quattro ai sei palazzi circostanti, già evacuati. Secondo alcune speculazioni, Nasrallah sarebbe morto per i gas sprigionati, altri dicono che invece sarebbe stato avvelenato da infiltrati israeliani. Il suo corpo fu recuperato intatto. Con lui, tra gli altri, morì Ali Karaki, capo del fronte sud di Hezbollah. Il giorno dopo, è stato ucciso a Beirut Nabil Kaouk, vice capo del consiglio centrale di Hezbollah.
L’8 ottobre, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha confermato la morte di Hashem Safieddine. Di lui si sono perse le tracce il 3 ottobre, dopo un attacco areo israeliano a Beirut. La sua morte non è stata confermata da Hezbollah. Safieddine, era cugino di Nasrallah e suo vice alla guida del movimento. E’ diventato il capo di Hezbollah alla morte del suo storico leader. 17 Ottobre 2024

Fonte Link: lastampa.it