La macchina bellica russa non riesce a rimpiazzare le perdite
L’enorme distruzione dell’arsenale di Mosca da parte degli ucraini mette a dura prova la macchina bellica russa, che in alcuni casi importanti non riesce a rimpiazzare le perdite subite
Turan Darishov*
Secondo il database open source WarSpotting, le perdite russe in Ucraina, confermate visivamente, superano i 3.000 carri armati, gli 8.000 veicoli da combattimento della fanteria e mezzi corazzati per il trasporto truppe, nonché i 1.000 sistemi di artiglieria, oltre a gravi perdite tra aerei, elicotteri, mezzi di guerra elettronica, risorse navali e logistica. Sebbene le perdite reali siano probabilmente più elevate, questa distruzione senza precedenti nell’era post-sovietica solleva interrogativi cruciali sulla capacità di Mosca di rifornire e modernizzare il proprio arsenale nelle condizioni imposte dalla guerra.
Tuttavia, queste perdite comportano un peso strategico e difficoltà industriali diseguali. La Russia produce attivamente mezzi di sostituzione per le attrezzature convenzionali come carri armati, veicoli corazzati, artiglieria e missili. Al contrario, molte piattaforme dell’era sovietica sono definitivamente fuori produzione, sebbene sistemi più recenti colmino occasionalmente tali lacune. L’aspetto più critico è che la Russia non è in grado di riprodurre su larga scala i propri sistemi militari più complessi a causa di profonde limitazioni industriali, tecnologiche e di personale. Queste carenze strutturali sono precedenti alla guerra; il conflitto ha semplicemente messo in luce e accelerato un degrado che si stava aggravando già molto prima del 2022. 22 Settembre 2026
*Turan Darishov è un analista geopolitico e di sicurezza specializzato nello spazio post-sovietico, con particolare attenzione alle dinamiche del Caucaso meridionale, dell’Asia centrale e della Russia
Fonte Link: rightsreporter.it






