EGEMONIA GRAMSCIANA?
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Fino a quando qualcuno, innominabile e innominato,
non finirà arrestato – o contrito a zappare l’orto in convento,
se lo desidera e spera, con l’assistenza morale squisita e rara
dell’abate consigliere Giuliano Ferrara – ahimé
in questo Paese non ci sarà speranza alcuna
che il rispetto di leggi e regole
– chi lo fa è oggi considerato coglione dalla cuna –
venga difeso e preso in considerazione
piuttosto che giudicato patetico frutto di etiche fregole.
Qui si spaccia per geniale imprenditorialità innovativa
l’arroganza pret a porter, la tavaroliana strafottenza fai-da-te.
Qualcuno, in luogo di definirlo minuscolo machiavellismo alla deriva,
l’ha perfino chiamata capacità di egemonia gramsciana:
incubo immondo, allucinazione malsana?
Gian Carlo Marchesini







