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L’ultima età

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Gian Carlo Marchesini

La vecchiaia fa capolino
attraverso un calmo, lento declino.
La chioma è più rada e incanutisce,
a sproposito si lacrima e starnutisce .
Si cambia sapore in bocca e odore di pelle,
tutto si fa più denso e un poco amaro,
il passo pesante, il respiro avaro.
E’ l’intero corpo che recalcitra ribelle.
La memoria annaspa e vacilla,
lo sguardo inciampa nella pupilla,
la mano è incerta nella presa.
Neanche più il morso
ha il suo ficcante corso!
Tutto implica un di più di energia
e all’orizzonte si annuncia la resa.
Ma è solo il flusso che rallenta,
il piede che un poco fugge,
la vita che stenta:
dentro, il magma – ancora e ancora! –
spinge e rugge.
Più tardi arriverà l’ora,
ma più di tanto non spaventa.
E’ l’eterno ciclo, e così sia.