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ABRUZZO SCRIVE A RUTELLI PER L’ORCHESTRA VERDI

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Franco Abruzzo al Ministro Rutelli: “La Verdi non può proseguire la sua attività senza soluzioni certe e tempestive”

Egregio Ministro,
é opinione e affermazione generale che la costituzione e l’attività della “Verdi” hanno una valenza artistica, culturale e sociale della massima importanza e non solo per la città di Milano. La volontà di numerosi cittadini associati nella Fondazione ha fatto nascere un’istituzione che ha creato anche 130 posti stabili di lavoro e altri 120 posti di lavoro part-time (coro, servizi, maschere): tutto ciò in un settore che da tempo lamenta non pochi problemi. A Milano in questi ultimi quindici anni sono state chiuse due orchestre.

La Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi, che rappresenta l’unica vera formazione sinfonica della città, ha tentato di creare un equilibrio compatibile tra risorse proprie e contributi pubblici: ma questi ultimi sono stati di una cronica inadeguatezza, tale da condurre alla attuale fase critica. E se in altre occasioni la nostra é stata una richiesta di sostegno, oggi denunciamo che la “Verdi” é al limite della sopravvivenza: é da Lei e da tutte le istituzioni, cui dovrebbe stare a cuore la vita di una realtà culturale così prestigiosa e amata, che, con l’Orchestra, il Coro, i collaboratori tutti, attendiamo risposte concrete e tranquillizzanti.

Questa lettera é rivolta a Lei, signor Ministro, perché il suo compito istituzionale richiede una particolare attenzione alle “cose” della cultura, dell’arte e se c’é una realtà che dell’arte musicale ha fatto la sua fede, questa é la “Verdi” con il sacrificio dei suoi musicisti, delle persone che l’affiancano e del pubblico che la sostiene: ma il sacrificio non deve essere un martirio.

FRANCO ABRUZZO
presidente Ordine Giornalisti Lombardia

5 COMMENTS

  1. Caro Luigi, nella mia vita professionale da giornalista ed anche, per quel poco, da direttore artistico, ho fatto della difesa della Verdi un obiettivo fondamentale ed irrinunciabile. Nell’ultimo numero di Muisc@ ho raccontato di come un’orchestra fantasma sia diventata ‘ICO’ ( Istituzione concertistica orchestrale) con quel che ne consegue sotto il profilo dei finanziamenti pubblici (parlo naturalmente dell’Orchestra della Magna Grecia). Ora mi sembra davvero strano che, nel voler sostenere la causa della Verdi si dia addosso a chi ha tenuto in piedi l’orchestra in anni di gravi difficoltà, acuite dalla mancanza di meritati finanziamenti pubblici. E’ certo che i giovani musicisti non sono stati pagati come avrebbero meritato, ma responsabilie di ciò è il Ministero non certo Corbani. Se poi qualcuno di quelli che ha scritto le lettere dimostra che Corbani ha ridotto tutti alla fame e lui s’è comprato un attico a Montecarlo, beh, allora sarebbe sacrosanto chiedergli dove ha preso quei soldi. Non credo che Corbani abbia acquistato l’attico a Montecarlo con i soldi che ha sottratto alla Verdi, perchè di soldi la verdi non ne ha; so invece per certo che  sempre i maledetti mancati finanziamenti pubblici sono stati anche causa dei non buoni rapporti fra Corbani e Chailly. Attenti però, la Scala deve insegnare qualcosa proprio a Milano. Un’orchestra come un teatro sono oggetti molto delicati, basta poco per mandarli in malora. Che si voglia risolvere i problemi della Verdi mandando via Corbani e non chiedendo ragione al Ministero che ha creato a Bari un ente lirico nuovo, quando ancora non c’è un teatro e l’orchestra che vi viene utilizzata non è neppure stabile, come ho letto sul Corriere mesi fa e come ho riferito sempre sull’ultimo numero di Music@, e nega i soldi alla Verdi, che s’è guadagnata da anni sul campo la qualifica di ICO, è davvero pericolosissimo. Difficoltà analoghe ha avuto per anni e anni, nonostante le assicurazioni della sinistra al governo, anche la Scuola di Fiesole, il cui fondatore Farulli, al tempo della Melandri ministrra, prendeva la tessera n.1 dei DS a Firenze.    Ma allora che succede? Succede che al governo della musica non fotte assolutamente nulla e sarebbe ben contento che quattro  irresponsabili  facessero il suo gioco, distruggendo la verdi che, invece, DEVE VIVERE! 
    Con profonda convinzione, Pietro Acquafredda