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LA PROTESTA DEL MUSICISTA BUZI CONTRO SERGIO PELLEGRINI

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Emanuele Buzi

Lettera inviata al direttore della Gazzetta di Parma dal musicista Emanuele Buzi che pubblichiamo integralmente.

Gentilissimo Direttore,

mi permetto di scriverLe questa lettera per denunciare un accaduto che non rende onore al prestigio di cui gode lo storico Teatro Regio di Parma, ma soprattutto per tener fede ad una promessa fatta qualche giorno fa ad un “amico”…
Mi chiamo Emanuele Buzi e sono un mandolinista di Roma. Mi è spesso capitato di lavorare per importanti enti lirici e sinfonici in occasione di allestimenti che prevedano passi solistici per il mio strumento. E’ il caso dell’Otello di Giuseppe Verdi, presentato recentemente dal Teatro Regio di Parma, che contiene, nel secondo atto, un intervento di mandolini e chitarre.

Sicuramente saprà che il Teatro Regio non possiede un’orchestra stabile ma si affida a ad una società a responsabilità limitata, l’ “Orchestra Teatro Regio di Parma s.r.l.” di cui è amministratore unico e legale rappresentante il Sig. Sergio Pellegrini.

Di solito ciò avviene quando si assume una ditta per le pulizie, non un’orchestra.

Avendo lavorato con enti quali la Fenice di Venezia, la Scala di Milano, la Fondazione Toscanini, posso dire con certezza, che questo rappresenta un unicum in Italia.

Contattato da questa società, mi è stato chiesto di partecipare all’allestimento. Sarei dovuto essere a Parma dal 23 di Marzo, primo giorno di prove per noi “artisti di palcoscenico”, al 15 Aprile data dell’ultima rappresentazione. Ci sono stati esclusivamente accordi verbali, in riferimento soprattutto al compenso pattuito e non poche incomprensioni, da entrambe le parti, sulla presenza o meno di un rimborso spese e su altri fattori.

Fatto sta che dopo essermi presentato il giorno 23 in Teatro e dopo aver compilato un foglio con le mie generalità ho aspettato pazientemente di poter visionare il contratto di lavoro, che mi è stato presentato, solo dopo esplicita richiesta, il giorno 28 Marzo dopo ben 5 giorni di prove, svolte, da parte mia, in maniera impeccabile per quanto riguarda professionalità e puntualità.

Scopro quindi, con mia grande sorpresa, che il contratto non è un normale contratto nazionale di lavoro, come mi è sempre capitato di trovare in tutti i più importanti teatri italiani, ma è un contratto di collaborazione a progetto in campo artistico, che non prevede alcun rimborso spese di viaggio e soggiorno (ricordo che io sono venuto da Roma), assicurazione, giornate di malattia ecc., con un compenso (se netto o lordo, il contratto e alquanto oscuro) di 67 euro per prestazione giornaliera.

A questo punto ho avuto un sussulto. Per prestazione giornaliera si intende giornata lavorativa.

Ciò significa non avrei percepito alcun compenso per le date in cui non erano previste recite (e sono tante considerando le 5 recite in 15 giorni).
Dei 24 giorni che avrei passato a Parma, con le conseguenti spese non indifferenti di viaggio, vitto e alloggio, ricevevo un compenso più che esiguo, a copertura dei soli 11 giorni lavorativi.

Ho chiesto immediatamente al Sig. Pellegrini, che svolgendo anche il ruolo di 2° clarinetto all’interno  dell’Orchestra, dovrebbe capire maggiormente i problemi di noi musicisti, se fosse possibile prevedere, nel mio caso, un rimborso, almeno a copertura di parte delle spese da me sostenute. Dopo aver ricevuto un secco rifiuto da parte di Pellegrini e aver riscontrato anche da parte della sua collaboratrice alla segreteria la scarsa disponibilità a “venirsi incontro”, mi sono riservato di pensare almeno una giornata se firmare o meno il contratto.

Il giorno dopo, 29 Marzo, giorno della prova generale prevista per le ore 17.00, ricevo alle 14.00 una telefonata da parte della collaboratrice di Pellegrini:
per il mio comportamento offensivo nei suoi confronti, le minacce di non presentarmi alla prova generale (quando mi ha chiamato la signorina mi trovavo sull’autobus proprio per recarmi in Teatro), il mancato rispetto di confermare telefonicamente la mia presenza alla suddetta prova (non mi è stata mai chiesta nessuna conferma) e la contestazione degli accordi pattuiti telefonicamente, ero stato PROTESTATO PER MOTIVI PROFESSIONALI E DISCIPLINARI.

Con le stesse motivazioni erano state protestate anche due mie colleghe, anche loro mandoliniste, colpevoli esclusivamente di aver sostenuto,
educatamente, le mie ragioni nella conversazione della sera prima.

Presentatomi comunque in Teatro sono stato aggredito verbalmente, sempre assieme alle mie colleghe, dal Sig. Pellegrini con frasi che non si addicono certo ad un musicista del Teatro Regio:

“fuori dai co….ni, andate a ca….re voi e la vostra insegnantucola del ca….o, fate tanto i fenomeni e adesso vedete di non smuovere troppo le acque…”

Quel giorno ho promesso a Pellegrini che lo avrei fatto, avrei smosso le acque.

Oltre ad essermi rivolto ad un legale per richiedere un congruo risarcimento per i danni arrecati alla mia immagine professionale, Le scrivo un dettagliato resoconto perché si sappia in che stato riversa oggi la dignità personale dei musicisti del Teatro Regio di Parma, costretti a lavorare per 70 euro al giorno, con un contratto che non li tutela affatto, e per un “padrone” quale è Pellegrini che si permette di reclutare i musicisti senza concorsi o audizioni pubbliche e con contratti stagionali, licenziare, protestare ed insultare le persone a suo piacimento.

La invito in più a leggere l’articolo ” pellegrini musicali ” del bravissimo Luigi Boschi, per farsi un’idea sul personaggio…Lo troverà facilmente
online.

Distinti Saluti
Emanuele Buzi

Emanuele Buzi
Via Guido da Verona 160
00143 Roma
Tel/Fax 065011846
Cell.3284617187
buzi_emanuele@hotmail.com

15 COMMENTS

  1. Sono una musicista anch’io e vorrei esprimere al mio collega Buzi tutta la mia solidarietà. Non solo ha fatto bene a procedere legalmente contro queste scorrettezze (di vario tipo), ma la sua testimonianza è decisamente utile a chi svolge la nostra professione.
    In bocca al lupo!
    Sara