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PRESENTAZIONE DELLA STAGIONE DI TEATRO DUE DI PARMA
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PRESENTAZIONE DELLA STAGIONE DI TEATRO due di Parma
Su alcuni concetti, quanti hanno partecipato stamattina 2 settembre alla conferenza di presentazione della nuova stagione di Teatro 2 presso la Sala di Rappresentanza del Comune di Parma, sono d’accordo: il teatro come esercizio di democrazia, libertà e resistenza alla pericolosità e insieme inconsistenza dei tempi.
Ciò che ha colpito in particolare il sindaco Michele Guerra, nel testo di presentazione, è la parola concentrazione, intesa come contrario di distrazione, peccato capitale della nostra epoca disattenta e dispersiva quanto altre mai. Concentrare come raccogliersi, condensare il proprio pensiero per contrastare la frammentazione. E questo il teatro lo assicura. [Ndr: Sindaco Guerra, certamente la sua incoerenza tra quanto dice e pratica è sconcertante, come ad esempio con il nuovo Stadio Tardini in cui la sua distrazione di massa e falsità praticate sono una vera vergogna Amministrativa. Nemmeno la Conferenza dei servizi ha potuto deliberare a favore nonostante le pressioni politiche ed economiche da lei esercitate. Mi piacerebbe fosse portato in teatro il nuovo progetto dello Stadio Tardini. Chissà se un giorno un bravo sceneggiatore e regista dai documenti amministrativi e dalle sue dichiarazioni alla stampa, senza condizionamenti politici, scriverà una riduzione teatrale su questo suo abuso su un bene pubblico storico. LB]
“Sono tempi difficili”, continua il sindaco, “perché molti teatri, in particolare quelli dell’Emilia Romagna e con essi Teatro 2, sono stati colpiti da tagli importanti e giudizi ingenerosi (il riferimento è al taglio del punteggio di qualità artistica operato dal ministro Giuli che ha sottratto 4 punti a Teatro Due, ma che si è abbattuto pure su Santarcangelo (-14,3) e la Fondazione delle Arti Solares (-8) per non citare che alcune istituzioni. N.d.r) intaccando il patrimonio artistico che fa la ricchezza del nostro paese. La cultura,” insiste il sindaco, “non è un aspetto ancillare della vita, perché dove non c’è cultura c’è guerra. Se si va in una certa direzione, non rimane che quella.” [LINK] E la direzione politica univoca nel Programma di Teatro Due è palese. LB
Jessica Allegni, Assessore regionale alla Cultura, ai Parchi, alla Forestazione, oltre che alle Pari Opportunità, è allineata su analoghe posizioni. “Vogliamo sostenere la sperimentazione e il lavoro portato avanti negli anni, oltre che creare nuove competenze”, afferma. “I tagli sono una precisa indicazione politica, si vuole investire solo sulla tradizione e non sull’innovazione che, andando a fondo dei problemi, ci dà gli strumenti anche per uscire dall’ipertecnologia. In Consiglio Regionale stiamo pensando a come incrociare i bisogni economici, assegnando dei fondi e distribuendo risorse.”
Il vicesindaco nonché Assessore alla Cultura Lorenzo Lavagetto si dichiara in sintonia con quanto detto, aggiungendo che Teatro 2 ha una grande capacità di ricezione e offerta, e che se una comunità ha condensato lì le sue risorse, significa che ne riconosce l’importanza. I tagli vanno contro l’identità culturale della città.
Franco Magnani, (Presidente della Fondazione Cariparma) e Roberto Arduini (Vicepresidente della Fondazione Monte Parma), asseriscono di prendersi la parte meno nobile dell’intera vicenda. Indispensabile, in realtà, ed è una buona notizia che, come gli anni precedenti, continuino a sostenere finanziariamente il teatro. La Fondazione Monteparma, del resto, ha una mission basata al 75% su iniziative culturali.
Oberdan Forlenza, (da dieci anni presidente di Teatro 2), rileva come nel 2001 il Fondo Unico Spettacolo ricevesse finanziamenti per 1100 miliardi di lire, un po’ più di 750 milioni di euro, mentre oggi lo stesso non riceve che 450 milioni di euro, segno che la cultura non è più centrale. I teatri ora sono affidati alla sensibilità di comuni e regioni.
Per quanto riguarda il programma vero e proprio, sarà ancora in cartellone L’Istruttoria, grande testo civile che dice basta alla guerra e ci ricorda che non c’è nulla di più fragile della democrazia.
Con l’anno nuovo, saranno proposte serate dedicate alle Vite del Vasari, ogni serata una singola vita: può sembrare inattuale, ma non lo è.
La direttrice di Teatro 2 Paola Donati, prima di passare a illustrare il programma, ci tiene a sottolineare che l’idea ministeriale di ridurre tutto a efficienza numerica ed essere letti solo proporzionalmente ai risultati economici, ha portato a essere meno liberi. Come antidoto, “per indagare la parte poetica dell’esistenza umana, abbiamo immaginato dunque un intenso viaggio verso l’altrove.” Ci si avvale di alte artigianalità e sensibilità diverse per esplorare il mondo dell’altrove, rilevando ciò che non è immediatamente presente. Sia ad adulti che bambini, che hanno spettacoli dedicati, si richiede la sospensione dell’incredulità tipica delle fiabe.[Ndr: come mai non è presente nel programma Paola De Crescenzo di cui si ricordano le ottime letture di Aphra Behn?]
Mimmo Cuticchio, mettendo in scena con i suoi pupi Cimbelino, ripercorre in modo sorprendente Shakespeare, mentre Marguerite Yourcenar apre la stagione con un racconto misterioso, liberamente ispirato all’Ultimo amore del principe Genji. Uno scossone ce lo dà Alexander Zeldin con Beyond caring, una tappa della sua trilogia sulle diseguaglianze. Vautours, parlando della disumanizzazione attuale, è sulla stessa linea, mentre con il Grande vuoto, terzo capitolo della Trilogia del vento, Fabiana Iacozzilli affronta il problema molto attuale delle malattie neurodegenerative, mettendo in scena un’attrice che conserva un solo ricordo integro, un monologo tratto dal Re Lear. Juan Mayorga in Himmelweg, rivela la follia e delirio del nazismo attraverso la messinscena operata a Terezinstadt per farla sembrare, al fine di ingannare la Croce Rossa, invece del campo di concentramento che era, un villaggio modello dove gli abitanti vivevano serenamente. Paolo Nori, last but not least, rivela che, “a un passo dalla rovina è una condizione interessante”, e indagherà perciò la sua vita, le due volte in cui è morto e poi resuscitato in La Disperazione Secondo Episodio.
Francesca Avanzini
FONDAZIONE TEATRO DUE
PROGRAMMA E CALENDARIO ATTIVITÀ 2025/2026
RPF – Gradus in scena
L’ULTIMO AMORE DEL PRINCIPE GENJI
un progetto di Marilena Katranidou
produzione Fondazione Teatro Due, Teatro Festival Parma
dal 9 al 12 ottobre 2025
LA DISPERAZIONE. SECONDO EPISODIO.
di e con Paolo Nori
a cura di Paola Donati
produzione Fondazione Teatro Due
dal 15 al 22 ottobre 2025
Documento PDF (Programma completo)








