Home Skenet Fondazione Teatro Due Teatro Due Parma, terminate le letture de la Monaca con Paola De...

Teatro Due Parma, terminate le letture de la Monaca con Paola De crescenzo

540
0
Paola De Crescenzo
Getting your Trinity Audio player ready...
Paola De Crescenzo

La Monaca
Lodevolmente Teatro 2 dedica una rassegna ad Aphra Behn, del cui romanzo, la Monaca, è appena terminata la lettura, magistralmente condotta per due puntate da Paola De Crescenzo,
mentre giovedì, venerdì e sabato sarà il turno di “Oroonoko”. A conclusione, l’opera teatrale “L’avventuriero”.
Aphra Behn, nata nel 1640, fu la prima donna inglese a mantenersi con la scrittura, non sapendo come sopravvivere dopo essere stata incarcerata per debiti. La sua vita avventurosa (fu persino
spia per il re) è rispecchiata in parte nella sua opera in prosa e per il teatro. Accusata di licenziosità e persino di prostituzione, non le giovò l’amicizia col bravo poeta libertino Rochester-in un secolo
che andava affermando sempre di più il valore del “decoro-“, né la bisessualità, né l’aver sempre difeso la libertà delle donne. Precorritrice del romanzo ancora prima di De Defoe, neanche questo
primato le venne riconosciuto: per fortuna di recente è stata riscoperta e ripescata dall’oblio.
“La Monaca” dalla scrittura elegante e raffinata come un dipinto del Pisanello e in un’ottima
traduzione di cui non è citato l’autore, è una specie di favola cortese che assume alla fine toni
truculenti.
Isabella, nobile e bellissima fanciulla di Ypres, rimasta orfana di madre, viene educata in convento.
Non avendo conosciuto altra vita, si convince di essere portata per quella monastica, sebbene il
padre la esorti, prima di pronunciare i voti, a conoscere il mondo fuori. Ma la ragazza è
profondamente convinta, e diventa una suora lodata da tutti per la sua virtù. Se non che il volto
del fratello della sua aristocratica compagna di cella, intravisto dalla grata, le provoca un
turbamento che né digiuni, preghiere o penitenze riescono a domare, al punto che, rompendo i
voti, decide di fuggire e sposare il bell’Henault. Al destino non ci si può opporre, argomenta, anche
se, per tutto il romanzo, continuerà a chiamare destino quello che, in realtà, è il suo desiderio
profondo o la sua volontà.
Quasi in punizione del sacrilegio, le cose non vanno bene ai due sposi, e Henault addirittura muore
in battaglia. Dopo tre anni di atroce dolore, Isabella rinasce quando incontra un antico
corteggiatore che finirà per sposare. Se non che una notte, mentre il marito è via per affari, si
presenta un viandante macilento e dalla lunga barba che altri non è che Henault, salvato dalla
morte da un Turco di cui diventa schiavo. Non sapendo cosa fare, Isabella lo uccide col veleno e,
per paura di recriminazioni e anche un po’ arbitrariamente, diciamocelo, uccide pure il secondo
marito rientrato in anticipo dai suoi affari.
Rea confessa, affronterà la decapitazione con serenità, quasi avesse infine trovato nella morte
sollievo e beatitudine.
La lettura è suggestiva e rivelatrice dei danni a cui porta la repressione del desiderio femminile.
La si ascolta nello scantinato di Teatro 2, un ambiente piuttosto angusto dai muri di mattoni a
vista. I posti sono limitati e bisogna prenotare. Paola de Crescenzo, in piedi o seduta su una sedia
al di sopra di un piccolo palco a contatto con il pubblico, legge con voce suadente, rendendo
ancora più prezioso il contenuto. È vestita di nero, senza ornamenti, il testo è affidato
esclusivamente alla sua espressività e alle modulazioni della sua voce. Non è una di quelle letture
enfatiche che usano adesso per interpretare testi in prosa, e la si apprezza ancora di più per
questo. (Parma, 3 Marzo 2025)
Francesca Avanzini


Articolo correlato:

La Monaca, la bella che trasgredì il voto, con Paola De Crescenzo