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Verdi Festival 2014; omaggio a Raina Kabaivanska. un esempio di bravura e passione senza età

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IERI SERA (25/10) RAINA KABAIVANKA, GRANDISSIMA ARTISTA, HA PRESENTATO AL REGIO DI PARMA NELL’ANNO DEI SUOI 80 ANNI (IL PROSSIMO DICEMBRE) GLI ALLIEVI DELLA SUA SCUOLA E SUBITO SI E’ VISTO CHE LA MANO DELLA GRANDE MAESTRA C’ERA TUTTA…LINEA DI CANTO E FRASEGGIO DI PRIMA CLASSE IN TUTTI. ALL’INIZIO CARLO FONTANA HA PRESENTATO LA SERATA E L’AMICIZIA CHE LO LEGA ALL’ARTISTA CON CUI HA RICORDATO E’ INIZIATA ANCHE LA SUA CARRIERA DA SOVRINTENDENTE ALLA SCALA DI MILANO E STRANO DESTINO LA TERMINA PURE QUI AL REGIO DI PARMA.

MARIA AGRESTA: QUESTA STRAODINARIA ARTISTA NAPOLETANA, PARTITA AVANTI NEGLI ANNI PERCHE’ E’ STATA AVVIATA TARDI ALLO STUDIO CON LA GRANDE RAINA . DIVENTATA FAMOSA NEL 2011 QUANDO HA 5 RECITE IN 6 GIORNI DEI VESPRI SICILIANI A TORINO, DA ALLORA LE SI SONO APERTE LE PORTE DEI PIU’ IMPORTANTI TEATRI. BELLA VOCE DA SOPRANO LIRICO , PERFETTA E UNIFORME SU TUTTE LE NOTE DEL PENTAGRAMMA, CON TECNICA ALTRETTANTO IMPECCABILE CHE LE CONSENTE DI MODULARE DAL PIANISSIMO AL FORTISSIMO OGNI SUONO ( BASTI PENSARE ALL’ARIA DELLA GIOVANNA D’ARCO “ O FATIDICA FORESTA”) E DI AVVENTURARSI IN SPLENDIDE E PERFETTE AGILITA’ DI FORZA COME CI HA FATTO SENTIRE NELLA CABALETTA DI LUCREZI CONTARINI DA I DUE FOSCARI; BUONA POTENZA VOCALE. FIATI PERFETTI: SPESSO RIESCE A LEGARE LE FRASI RUBANDO IL FIATO E PRENDENDOLO IN QUELLA SUCCESSIVA COME SOLO I GRANDISSIMI ARTISTI SANNO FARE.
E’ UNA STELLA DI PRIM’ ORDINE NEL PANORAMA INTERNAZIONELE. ORA E’ CONTESA DA TUTTI I MAGGIORI TEATRI ( LA SCORSA PRIMAVERA TRA LE NUMEROSE OPERE INTERPRETATE HA FATTO “TROVATORE” ALLA SCALA DI MILANO, “OTELLO” A GENOVA E ORA E’ A LONDRA PER “ I DUE FOSCARI” )

VIRGINIA TOLA: BELLA VOCE, BUONA LINEA DI CANTO, SAPIENTE USO DI PIANI, PIANISSIMI E DEI LEGATI , HA UN SOLO NEO: LA TESSITURA ACUTA ESTREMA CHE QUANDO VIENE EMESSA FORTE E’ SGRADEVOLE E VIBRATA.

ASCOLTATANDOLA IERI SERA ,CON UN ALTRO DIRETTORE RISPETTO LA FORZA DEL DESTINO, CHE LE HA TARPATO LE ALI CON SUONI TROPPO FORTI, LA VOCE SIA NEI CENTRI CHE IN ALTO HA MOSTRATO DI AVERE UN PIU’ CHE RAGGUARDEVOLE SPESSORE E LA COSIDDETTA “CANNA” SI E’ FATTA SENTIRE IN MANIERA DIREI ASSOLUTAMENTE DECOROSA. E’ STATA MOLTO BRAVA NEI PIANISSIMI E E NEI LEGATI QUANDO HA CANTATO “TU CHE LE VANITA'” E “MORRO’ MA PRIMA IN GRAZIA

SIMON LIM: BELLA VOCE DA BASSO CHE CI HA FATTO SENTIRE LE NOTE BASSE CON SONORITA’ ADEGUATA AL REGISTRO VOCALE DEL BASSO E NON A QUELLE DEL BARITONO COME SPESSO SENTIAMO IN TANTI ARTISTI. OTTIMA IMPOSTAZIONE, BUONA POTENZA, LA VOCE “CORRE” MOLTO BENE E RIEMPIE IL TEATRO. HA MOSTRATO IN “ELLA GIAMMAI M’ AMO’”, DAL DON CARLOS, UNA BUONA LINEA DI CANTO E UN’ ECCELSA INTERPRETAZIONE. E’ SICURO IN TUTTI I REGISTRI DAL SUONO PIU’ BASSO A QUELLO PIU’ ACUTO.

ANDREA CARRE’ TENORE, VOCE SPLENDIDA , SQUILLANTISSIMA E POTENTE DA TENORE DRAMMATICO MA CON UN PESANTE PROBLEMA TECNICO NELL’EMISSIONE DEGLI ACUTI CHE INFICIA TUTTO IL SUO CANTO; GLI ACUTI SONO POSSIBILI SOLO SE “NASALIZZA MOLTO” O SE FA UN PORTAMENTO CHE RENDE LE NOTE SEMPRE IMPRECISE O SE ,COME AVVIENE IN TUTTO CIO’ CHE HA CANTATO, SPINGE “IL PEDALE “AL MASSIMO EMETTENDO OGNI ACUTO DI TUTTA FORZA COME SE SI TRATTASSE SEMPRE DI CANTARE “DI QUELLA PIRA”
TUTTO CIO’ RENDE IMPOSSIBILE LA MODULAZIONE DEI SUONI ED IL CANTO E’ STENTOREO E SEMPRE SPINTO ALTRIMENTI L’ACUTO SI SPEZZEREBBE “STECCANDO” LA NOTA ALLA GRANDE. SE RISOLVE QUESTO ENORME PROBLEMA POTREBBE ESSERE UN OTTIMO TENORE, ALTRIMENTI POTRA’ FARE BEN POCO.

AL POST DI VERONICA SIMEONI, IMPEGNATA NELLA PROVA GENERALE DEL WERTHER A LISBONA, LA KABAIVANSAKA HA PRESENTATO UNA GIOVANE MEZZOSOPRANO CINZIA CHIARINI CHE “DEVE STUDIARE ANCORA ALCUNI ANNI” COME CI HA DETTO LA GRANDE MAESTRA, MA MOLTO BRAVA. INFATTI LA VOCE E’ FINALMENTE DA MEZZOSOPRANO E NON DA “MEZZO SOPRANO “ OSSIA  SENZA IL COLORE E LO SPESSORE NEL CANTO CENTRALE COME DOVREBBE AVERE IL MEZZOSOPRANO. IN EFFETTI FREQUENTEMENTE SI SENTONO MEZZOSOPRANO MA CHE ALTRO NON SONO CHE SOPRANI SENZA GLI ACUTI E CON VOCI CHIARE E “VUOTE” NEL CANTO CENTRALE. IL PEGGIO E’ CHE TALORA SI CIMENTANO IN RUOLI VERDIANI.

VA SFATATO IL FATTO CHE IN ROSSINI O IN PARTI CHE RICHIEDANO AGILITA’ POSSANO ANDAR BENE MEZZOSOPRANO SENZA COLORE “SCURO” E CHE CANTANO COME FOSSERO DEI SOPRANO; A TAL RIGUARDO CITO SOLO AD ESEMPIO LE GRANDISSIME PODLES E HORNE CHE CON VOCI SCURISSIME HANNO AFFRONTATO RUOLI CHE RICHIEDONO ACUTI E AGILITA’ FUNAMBOLICHE.
DETTO CIO’ LA GIOVANE CANTANTE HA BELLA VOCE ,SU CUI ANCORA TANTO DEVE ESSERE FATTO MA…IL MATERIALE C’E’ ED E’ MOLTO BUONO….ACUTI A PARTE TUTTI DA COSTRUIRE.

DIRETTORE NAYDEN TODOROV: BRAVO AD ASSECONDARE I CANTANTI

ORCHESTRA: SPESSO NON AFFIATATA E CON POCA AMALGAMA TRA I VARI STRUMENTI FORSE ANCHE PER IL TEMPO LIMITATO DI PROVE DELLO SPETTACOLO PER GLI IMPEGNI DEGLI STESSI CANTANTI.
NEL FINALE UNA STRAODINARIA RAINA HA CANTATO L’” AVE MARIA” DALL’OTELLO DI VERDI DIMOSTRANDO QUANTO UNA SOLIDISSIMA TECNICA E UNO STILE DA GRANDE ARTISTA POSSANO ANCORA SOPPERIRE AI CHIARI LIMITI VOCALI LEGATI ALL’ETA’; IN MODO MOLTO SIMPATICO HA PREGATO IL PUBBLICO DI NON METTERLA SU FACEBOOK OGGI. E ALL’INIZIO DEL CONCERTO HA DETTO CHE A 80 ANNI NON SI CANTA PERCHE’ IL CORPO E’ VECCHIO E NON PUO’ PIU’ FARLO.

ONORE A QUESTA ECCELSA ARTISTA, ONORE A QUESTA STRAORDINARIA MAESTRA (Parma, 26/10/2014)
il sito web dell’artista

Raffaele Viggiano


IL PROGRAMMA
Musiche di GIUSEPPE VERDI 

Oberto, Conte di san Bonifacio
Sinfonia
“Un giorno dolce nel core…. Oh, chi torna l’ardente pensiero” (atto II)
CINZIA CHIARINI
“Oh patria terra, alfin io ti rivedo… Al cader della notte” (atto I)
MARIA AGRESTA, SIMON LIM

I due Foscari
“Più non vive!… L’innocente” (atto III)
MARIA AGRESTA

Attila
“Mentre gonfiarsi l’anima” (atto I)
SIMON LIM

Un ballo in maschera
“Morrò, ma prima in grazia” (atto III)
VIRGINIA TOLA
“Forse la soglia attinse… Ma se m’è forza perderti” (atto III)
ANDREA CARÈ

Giovanna d’Arco
“Qui! qui! dove più s’apre… O fatidica foresta” (atto I)
MARIA AGRESTA

Macbeth
Ah, la paterna mano (atto I)
ANDREA CARÉ

Don Carlo
“O don fatale” (atto IV)
CINZIA CHIARINI
“Ella giammai m’amò” (atto IV)
SIMON LIM
Tu, che le vanità” (atto V)
VIRGINIA TOLA

Otello
“Già nella notte densa” (atto I)
MARIA AGRESTA, ANDREA CARÉ