E’ OBAMA DAY. DECINE DI MIGLIAIA IN FILA DALL’ALBA
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(ansa.it) WASHINGTON – Il centro della capitale degli Stati Uniti e’ da alcune ore una gigantesca area pedonale super protetta e a sei ore dal giuramento di Barack Obama come 44/o presidente, e’ in corso un afflusso continuo di gente a piedi, in metropolitana e su autobus autorizzati. Le linee della metropolitana cittadina hanno cominciato a venir prese d’assalto alle 4 del mattino – le 10:00 in Italia – da decine di migliaia di persone, armate di biglietti speciali dell’Inauguration con il volto di Obama (gia’ diventati oggetti da collezione).
Treni e stazioni, tutti presidiati dalle forze dell’ordine, alle 5 del mattino erano gia’ al massimo della capacita’ di traffico. Lungo le varie vie di accesso al Mall e a Pennsylvania Avenue, i due punti-chiave delle celebrazioni odierne, e’ in marcia un popolo variopinto, dove spiccano giovani arrivati da ogni parte dell’America, ma anche un gran numero di afroamericani, spesso avanti negli anni, che sfidano una temperatura poco sotto lo zero. Dagli alberghi della prima periferia sono uscite, ore prima dell’alba, un gran numero di signore nere arrivate dagli stati del Sud, avvolte in elaborate ed eleganti mantelle e protette da passamontagna e cappelli rigorosamente con il logo di Obama. Le code ai posti di controllo della sicurezza per accedere ai luoghi delle cerimonie si sono fatte subito molto lunghe a Pennsylvania Avenue, nei pressi della Casa Bianca e nella zona intorno al Campidoglio, dove avviene il giuramento. Bancarelle con gadget presidenziali sono comparse dovunque nelle strade, mentre nei locali dove si distribuisce caffe’ caldo sono molte le persone reduci da una notte in bianco, complice l’apertura prolungata dei locali cittadini.
NELLA NOTTE GIA’ IN FILA PER VEDERE CERIMONIE
WASHINGTON – Ancora prima dell’alba decine di migliaia di persone hanno cominciato ad allinearsi a Washington davanti ai punti di controllo che danno accesso alle cerimonie per l’insediamento di Barack Obama. Le misure di sicurezza sono eccezionali, con soldati della Guardia Nazionale, in tuta mimetica, dislocati ovunque nella capitale intorno alla ‘zona protetta’: l’area di Capitol Hill (il parlamento) ed il percorso della sfilata lungo la Pennsylvania Avenue. Oltre un milione di persone sono previste a Washington per partecipare alle celebrazioni dell’Inauguration Day. La ‘K’ Street, ancor prima del sorgere del sole, era diventata un grande mercatino, con centinaia di bancarelle che gia’ espongono souvenirs di Obama: dalle immancabili magliette ai cappelli di lana, utili oggi per assistere agli eventi ad una temperatura prevista leggermente sottozero. I ponti che dalla Virginia collegano il traffico alla capitale sono stati chiusi nella notte alle auto: chi vuole raggiungere Washington puo’ farlo solo in autobus, in bicicletta o a piedi.
WASHINGTON – Il presidente eletto Usa Barack Obama, che durante la campagna elettorale aveva evitato il tema razziale, in una intervista al Washington Post apparsa stamani parla della sua razza come di una opportunità per superare le differenze. "C’é una intera generazione che crescerà dando per scontato che il più importante ufficio al mondo è occupato da un afroamericano – ha detto Obama -. Questa è una cosa radicale. Cambia il modo in cui i bambini neri guardano a se stessi. E cambia anche il modo in cui i bambini bianchi guardano ai bambini neri. Io non sottovaluterei la forza di questo". "Quello che io spero di modellare – ha aggiunto Obama – è un modo di interagire con le persone che non sono come te e non sono d’accordo con te, che cambi il carattere della nostra politica". I rapporti fra le razze per Obama "diventano un aspetto di un problema più ampio nella nostra società, cioé che noi abbiamo una società differenziata e complicata, dove la gente ha un sacco di differenti punti di vista".
‘UNITI NEL NOME DI MARTIN LUTHER KING’
di Luciano Clerico
WASHINGTON – Prima imbianchino per un giorno, in maniche di camicia in nome di Martin Luther King; quindi in smoking la sera, per una serie di cene di gala assieme al suo ex avversario alla Casa Bianca, John McCain: il presidente eletto degli Stati Uniti Barack Obama ha trascorso così la vigilia del suo insediamento alla Casa Bianca. Obama ha voluto celebrare simbolicamente tanto il Martin Luther King Day, che in America è festività nazionale, quanto lo spirito di unità che da esso discende e che il presidente intende seguire come stella polare del suo governo. E’ con questo spirito che Barack Obama giurerà come 44/mo presidente degli Stati Uniti d’America. A mettere la mano sulla Bibbia che fu di Abramo Lincoln e a giurare fedeltà alla Costituzione che discende dai Padri Fondatori non sarà tanto lui, Barack Obama, quanto "tutto il popolo americano, unito nel nome di Martin Luther King". Obama ha usato esattamente queste parole per spiegare alla nazione il significato del Martin Luther King Day.
"La sua vita fu al servizio degli altri. Se vogliamo onorare il suo insegnamento, per noi questo non deve essere solo un giorno di pausa e di riflessione, ma anche di azione". Per questo ha trascorso la giornata come volontario, andando a prestare servizio prima in un centro per giovani in difficoltà, dove in maniche di camicia si è trasformato in imbianchino e ha pitturato di blu alcune pareti. Poi – accompagnato da Michelle – é andato in un collegio di Washington a spiegare ad alcuni il valore dello spirito di servizio. Anche durante la visita a un ospedale militare dove sono curati alcuni soldati feriti in Iraq, ha ribadito lo stesso messaggio: "Chiedo al popolo americano di impegnarsi affinché gli sforzi di oggi si mantengano nel tempo. Noi tutti saremo insieme come un solo popolo. Saremo, insieme, di fronte allo stesso luogo in cui ancora riecheggia il sogno del dottor King. Ricordiamoci della sua lezione". Obama ha poi partecipato a tre diverse cene di gala in onore di tre ospiti "molto speciali".
La prima è per il senatore John McCain, la seconda per l’ex segretario di Stato Colin Powell; la terza per il vicepresidente eletto Joe Biden. "Ognuno di questi veri americani – ha detto Obama – ha trascorso la sua vita al servizio del Paese, mettendo in ogni momento l’interesse della Nazione avanti a questioni di partito. Questo è esattamente lo spirito dell’obiettivo comune di cui abbiamo bisogno nell’affrontare il lavoro che ci attende". Parole che lo stesso McCain ha già nei giorni scorsi di condividere: "Voglio contribuire al successo del presidente. Non capita spesso nella storia – ha detto ai microfoni della rete tv Fox – che un presidente abbia di fronte a sé tante sfide quante quelle che attendono il presidente-eletto. E’ dunque urgente per tutti noi fare quanto possiamo".
luciano.clerico@ansa.it
TUTTI AL LAVORO IN ONORE MARTIN LUTHER KING
di Cristiano Del Riccio
WASHINGTON – L’America ha reso omaggio a Martin Luther King in attesa di celebrare un altro evento storico: l’ingresso alla Casa Bianca del primo presidente afro-americano. E’ stato lo stesso Barack Obama ad intrecciare oggi profondamente i due eventi invitando tutti gli americani a trasformare la festa nazionale dedicata al paladino dei diritti civili in un giorno di volontariato a favore delle loro comunità. "La vita di Martin Luther King fu al servizio degli altri – ha detto Obama visitando un ricovero per adolescenti senzatetto – Se vogliamo onorare il suo insegnamento questo deve essere per tutti noi non solo un giorno di pausa e di riflessone, ma anche di azione". Ed è stato lo stesso Obama a dare il buon esempio facendo l’imbianchino per alcuni minuti, in maniche di camicia, passando un rullo di vernice blu su una parete bianca del dormitorio per i giovani. Nello stesso tempo il suo vice Joe Biden faceva il carpentiere in un altro centro di volontariato mentre Michelle Obama, accompagnata dalle figlie, aiutava a confezionare pacchi dono per le truppe americane all’estero.
Nello stesso tempo il presidente George W. Bush, giunto al suo ultimo giorno pieno alla Casa Bianca, si lanciava nell’Ufficio Ovale in una raffica di telefonate di ringraziamento ai leader mondiali che più ha sentito vicini nei suoi otto anni di presidenza. Oltre al presidente del consiglio italiano Silvio Berlusconi, Bush ha chiamato il premier britannico Gordon Brown, il presidente francese Nicolas Sarkozy, la cancelliera tedesca Angela Merkel e numerosi altri. Ci sono state telefonate anche col collega russo Dmitri Medvedev e col premier Vladimir Putin, nonché col leader georgiano Mikhail Saakashvili. Le telefonate miravano a dare a Bush la possibilità di "esprimere la sua gratitudine per la generosa ospitalità da lui ricevuta, insieme a Laura, da questi dirigenti nel corso dei suoi otto anni alla Casa Bianca", ha spiegato il portavoce del presidente, Gordon Johndroe. Le conversazioni sono avvenute in una Casa Bianca ormai deserta. Quasi tutto il personale dell’amministrazione Bush ha già restituito i tesserini d’identità e la famiglia Bush ha rimosso dalla residenza gli effetti personali. Bush ha inoltre annunciato la riduzione delle condanne a due agenti di frontiera americani, Ignacio Ramos e Jose Compean, che uccisero nel 2005 un trafficante di droga messicano che aveva varcato illegalmente il confine con un carico di marijuana. Il trafficante, che era disarmato, era stato ucciso mentre scappava.
E’ tradizione per i presidente Usa giunti alla fine del mandato annunciare atti di clemenza a beneficio di persone condannate. I due agenti, condannati ad oltre dieci anni di carcere, hanno già trascorso due anni in detenzione. Usciranno di prigione entro un paio di mesi. Ad Atlanta la festa di Martin Luther King, oggi sarebbe stato il suo 80/esimo compleanno, è stata ricordata con una cerimonia nella Ebenezer Baptist Church dove il paladino dei diritti civili ha predicato per molti anni. Alla cerimonia ha partecipato una figlia, il reverendo Bernice King, mentre un altro figlio, Martin Luther King III, era oggi a Washington al fianco di Obama. Le celebrazioni di Martin Luther King hanno avuto una risonanza particolare a Washington, teatro di numerose marce di protesta e del famoso discorso ‘I Have a Dream’. Numerose strade della capitale sono già chiuse in vista della cerimonia di insediamento di domani al Capitol e della sfilata lungo la Pennsylvania Avenue. La massiccia operazione di sicurezza è in atto mentre centinaia di migliaia di visitatori sono già arrivati a Washington per assistere ad una evento storico. Nelle strade della capitale uno dei gadget più popolari è un distintivo rotondo con la scritta "Sono stato testimone della Storia".







