GIAPPONE, GOVERNO APRE A OPPOSIZIONE
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Pier Luigi Zanatta
(ansa.it) Nello sviluppo più clamoroso dal suo insediamento una settimana fa il nuovo governo giapponese ha prospettato oggi la formazione di un organo consultivo per discutere con l’opposizione qualsiasi argomento chiave di politica interna ed estera. Sebbene le forze di centrosinistra che guidano l’opposizione siano apparse ancora esitanti ad accogliere l’iniziativa, il ‘numero due’ del governo Nobutaka Machimura ha indicato che il nuovo organismo non dovrebbe sostituirsi al parlamento ma consentire di commisurare le impostazioni strategiche di fondo, in un’alternanza di proposte e controproposte.
Obiettivo immediato del nuovo governo conservatore del moderato Yasuo Fukuda appare il superamento di un’impasse sulla legislazione per l’appoggio logistico fornito dal Giappone nel Mar arabico alle forze americane e alleate impegnate militarmente nella regione. Ma tra gli argomenti di confronto fra governo e opposizione potrebbero figurare a breve termine anche la politica regionale, sulla scia degli accordi per il disarmo nucleare nordcoreano, nonché la politica previdenziale e quella tributaria.
Il pragamatico passo di Fukuda appare agli osservatori in marcato contrasto con i proclami roboanti e irrealistici del suo predecessore, l’ultraconservatore Shinzo Abe, e sembra indicare l’emergere di due ‘anime’ quanto mai distinte fra i ranghi dei liberaldemocratici che hanno egemonizzato la scena politica nipponica per gran parte del dopoguerra. "E’ come se fra i conservatori stesse prendendo forma una sorta di ‘sinistra’ assai più vicina ai moderati dell’opposizione che ai colleghi più intransigenti di partito", ha commentato una fonte diplomatica occidentale residente da tempo a Tokyo e specializzata in politica interna.
Tra le conferme in proposito vi è stata nelle ultime ore un’indicazione della disponibilità del nuovo governo a rivedere le imposizioni ideologiche di quello precedente agli editori dei testi scolastici. Si tratta in particolare di reintrodurre nei testi il prossimo anno i riferimenti alle istigazioni al suicidio rivolte alla popolazione dai più esaltati rappresentanti del militarismo nipponico nelle ultime fase della Seconda guerra mondiale, soprattutto nell’isola meridionale di Okinawa. Alla fine della settimana scorsa oltre 100.000 persone avevano partecipato a una manifestazione di protesta nell’isola contro il ‘negazionismo’ di cui Abe era stato uno strenuo sostenitore.
Al termine della dimostrazione era stato pubblicato un documento secondo cui "é un fatto incontrovertibile che (alla fine del conflitto mondiale) a Okinawa non sarebbero mai avvenuti suicidii di massa senza implicazioni dei militari".







