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Insubria-il treno TiLo

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(varesenews.it) Insubria – A lanciare l’appello è Roberto Forte, segretario della regio Insubrica:«Tilo è la prova che la cooperazione insubrica funziona»
“No all’abbandono di Tilo da parte di Trenitalia”

Trenitalia e Ffs, il matrimonio è ancora possibile? E che fine farà la creatura Tilo? Mentre continuano gli incontri tra le due realtà ferroviarie italiana e svizzera il segretario della Regio Insubrica Roberto Forte scrive al partner italiano per chiedere di fare un passo indietro rispetto all’annunciato disimpegno da parte della società italiana in Tilo. Tilo è una società compartecipata dalle due compagnie che copre alcune importanti tratte transfrontaliere tra il Ticino e la Lombardia come la Chiasso-Milano e la Luino-Bellinzona oltre ad alcune tratte che arrivano fino a Monza. Nel futuro di tilo c’è, inoltre, l’importante linea nascente tra Lugano e Varese. Tilo, fino ad oggi, ha fornito quell’importante servizio transfrontaliero che le politiche della mobilità dei vari livelli amministrativi hanno sempre cercato di sotenere, ovvero la mobilità su rotaia.

Questo futuro, attualmente, è minacciato da questa ridefinizione degli assetti in seno alla società compartecipata. Per Roberto Forte si tratta di uno smacco per la comunità insubrica che proprio in Tilo vede il compimento di uno sforzo culturale volto alla cooperazione transfrontaliera:«Tilo ha accresciuto il numero di passeggeri del 56% solo l’anno scorso – spiega Forte – questo è un dato che deve convincere Trenitalia a non abbandonare una realtà che funziona e bene. La gente è contenta del servizio offerto da Tilo, della puntualità e della pulizia dei treni». Anche i sindaci di Sesto san Giovanni, Desio, Monza hanno scritto in una lettera il loro dissenso nel caso si prendesse una decisione del genere.

Ma il futuro di Tilo, fanno sapere da Trenitalia, non è minacciato. La discussione è ancora aperta e Trenitalia non pronuncia mai la parola uscita da Tilo. Si parla di una ridefinizione della partecipazione attualmente al 50%. Ora, però, si leva forte il grido della comunità insubrica che alza la voce tramite il suo segretario e a nome di 5 province e un cantone svizzero. Questo non è poco ma chissà se basterà a far tornare la società italiana sui suoi passi. L’incontro che si svolge oggi tra Ffs e Trenitalia dovrà dare qualche risposta.