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McCain vicino a persone del Watergate

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ALLA VIGILIA dell’ultimo confronto televisivo con Obama. Le accuse di Bernstein al candidato repubblicano. E i medici vogliono chiarimenti sulla sua cartella clinica

(corriere.it) NEW YORK – Alla vigilia del terzo e ultimo dibattito televisivo tra Barack Obama e John McCain una delle penne più leggendarie del giornalismo americano, Carl Bernstein, lancia un attacco frontale contro il 72enne senatore dell’Arizona, accusandolo di «collusione con il terrorismo». Nel mirino del 64enne reporter investigativo che insieme a Bob Woodward fece esplodere lo scandalo Watergate (portando all’impeachmente alle dimissioni di Richard Nixon) è il legame privato e d’affari con Gordon Liddy, amico e sponsor di McCain, nonché eminenza grigia dietro il Watergate insieme a Howard Hunt.

COPPIA CHIACCHIERATA – «La coppia Liddy-Hunt aveva lavorato alla Casa Bianca», spiega Bernstein in un articolo pubblicato dall’Huffington Post, «nell’unità speciale di investigazione soprannominata "gli idraulici" (plumbers) che nel 1972 orchestrò l’irruzione nel quartiere generale del Democratic National Committee. E tramò per bombardare una think tank di Washington, assassinare un importante giornalista e sequestrare i dimostranti pacifisti alla convention repubblicana del 72». Liddy, che oggi lavora come commentatore per il network di destra Fox News, fu condannato a 20 anni per cospirazione, furto con scasso e intercettazioni telefoniche. Ne scontò cinque e mezzo (inclusi cento giorni in cella d’isolamento) prima che la sua pena fosse commutata dal presidente Jimmy Carter. «I suoi trascorsi terroristici non hanno mai turbato McCain», punta il dito Bernstein. «Oltre a intascare fondi da Liddy, McCain ne ha più volte lodato "i valori e l’adesione ai principi che rendono grande l’America", affermando addirittura di essere "orgoglioso" della loro amicizia».

MEDICI CONTRO – Ma Bernstein non ha dubbi: Liddy è ben peggio di William Ayers, il leader dei Weather Underground che pianificava attacchi terroristi – peraltro senza vittime – quando Obama era bambino. «Visto che è lui quello che bazzica con i terroristi», conclude, «si spiega come mai McCain, saggiamente, non ha mai sollevato la questione nei primi due dibattiti». E contro McCain, a 22 giorni dal voto, si è levata anche la voce di 2.768 tra i più prestigiosi medici americani che hanno firmato una petizione organizzata dal gruppo liberal Brave New Films e pubblicata a tutta pagina sul New York Times, per esortare McCain a rendere note le sue cartelle cliniche. «Gli americani hanno il diritto di sapere se il suo melanoma, la forma più aggressiva e letale di cancro, è guarito o no», spiega Rachael Clark, docente di dermatologia ad Harvard, una delle firmatarie. «Soltanto un gruppo indipendente di dottori può stabilire se McCain è in grado di portare a termine un eventuale mandato». «La mia salute è eccellente e visito la mia dermatologa ogni tre mesi», ribatte McCain. Ma i dermatologi non demordono e diffondono anche un video. Da New York arriva intanto l’idea per risolvere, una volta e per tutte, la bagarre. «Esiste un’ecografia doppler non invasiva che permette di identificare i tessuti tumorali più minuscoli», spiega il radiologo Robert Bard. «Ho invitato McCain a sottoporsi, ma non mi ha mai risposto».

ACORN – Si allarga intanto la polemica sul presunto scandalo legato ad Acorn (Association of Community Organizations for Reform Now), l’associazione non-profit che promuove riforme a favore delle famiglie povere e delle minoranze che per le prossime presidenziali ha contribuito alla registrazione di oltre 1,3 milioni di nuovi elettori in tutti gli Usa, 152 mila solo in Florida. Tra i nomi ufficializzati presso gli uffici elettorali, a detta del Partito repubblicano, ci sarebbero anche defunti, bambini, personaggi di cartoni animati (Pippo e Topolino) e fast food. Altri nomi – veri – risulterebbero invece registrati più volte, in un caso anche settanta volte. Al punto che McCain martedì ha ufficialmente appoggiato la richiesta, avanzata da numerosi compagni di partito, di avviare un’indagine per far luce su eventuali brogli pro-Obama. Secondo Rick Davis, guru di McCain, esisterebbero «evidenti connessioni tra Obama e Acorn», che ha dato l’endorsement al senatore dell’Illinois. «Vogliono demonizzare Acorn perché è riuscita a mobilitare un numero senza precedenti di poveri, neri e minoranze che un tempo non votavano», ribatte il deputato democratico Jesse Jackson jr., figlio dello storico reverendo e leader dei diritti civili. Altri leader afro-americani hanno sollevato la possibilità di «una truffa effettuata da un repubblicano infiltrato nell’organizzazione, allo scopo di screditarla dall’interno».

Alessandra Farkas
14 ottobre 2008